L’autore del libro, il giornalista dell’Ansa Francesco Terracina, lunedì 20 maggio alle 18 parla con la semiologa Giovanna Cosenza del misto di “attrazione e avversione” in cui cresce questa sorte di sindrome che colpisce chi nasce nell’Isola o vi approda. Quattordici personaggi – vittime di mafia, spiriti ribelli, scrittrici, traduttori e persino un fantasista – sono usciti dalla penna brillante di un acuto osservatore di una terra aspra, evidentemente pure lui colpito da quel piacevole morbo
di Giampiero Moscato, direttore cB
Sarà che sono contagiato dal “mal d’Ansa”, quella sindrome che colpisce quelli che lavorano per l’agenzia di stampa, ma non ho esitato un attimo quando mi è stato chiesto di moderare (lunedì 20 maggio, ore 18, Librerie.Coop Zanichelli, Piazza Galvani) la presentazione del libro “Mal di Sicilia”, Editori Laterza, scritto dal collega della redazione di Palermo Francesco Terracina, che ne parlerà con la semiologa Giovanna Cosenza.
C’è qualcosa più della colleganza tra noi dell’Ansa. Sono in pensione, purtroppo, ma in fondo è solo uno stato d’animo. Francesco è grazie al cielo ancora in servizio nella straordinaria redazione palermitana, caposaldo dell’informazione da una terra meravigliosa e aspra, difficilissima da raccontare. Ho detto «ci sto» d’impeto, così, sulla fiducia. Per quel “male” che mi lega ai 32 anni che ho servito nell’agenzia, tra via Parmeggiani e il mondo. Solo in seguito ho scoperto che non è solo un buon lavoro da cronista: è un libro meraviglioso scritto con la prosa del romanziere.
Francesco- che ha lavorato al quotidiano “L’Ora”, ha diretto il quotidiano “il Mediterraneo”, ha collaborato con testate come“Il Mondo”, “L’Europeo”, “Diario” – ha entrambe le doti: è giornalista di rango, scrittore di talento. La sua quinta fatica editoriale (le altre sono “Graffette e altre storie”, “Una vita in scatola”, “L’ultimo volo per Punta Raisi” e “Targa Florio. Le Madonie e la gara più bella”) è stata pubblicata nel novembre 2023 e ha avuto recensioni entusiastiche su “La Stampa”, “il Sole 24 Ore” e altre prestigiose testate. Ha avuto pure un gran successo a Londra all’Istituto italiano di cultura. Ma – sarà per quella “colleganza” – vi invito ad aprire il collegamento alla lusinghiera presentazione che ne ha fatto l’Ansa appena il volume è andato in stampa (qui).
L’articolo spiega bene cosa significhi secondo l’autore il “Mal di Sicilia”, che è poi quel misto tra «attrazione e avversione» che accomuna i quattordici personaggi scelti da Terracina per spiegare cosa accade a chi, per nascita o per destino, ha vissuto e magari vi è morto in quell’isola straordinaria. Un misto tra beatitudine e malessere che solo chi c’è stato può comprendere fino in fono.
Ed ecco la carrellata degli attori di questo bel libro scritto con evidenti segni di “mal di Sicilia” e con lo spirito critico del cronista scrupoloso. Alcuni nomi sono molto noti, altri sono personaggi ai più sconosciuti e in comune hanno un legame indissolubile con quella terra: Gisbert Lippelt, ufficiale di Marina, eremita, tedesco; Alexander Hardcastel, capitano di Marina e archeologo, inglese; Benigno De Grandi, calciatore fantasista; Elio Vittorini, scrittore e traduttore; Goliarda Sapienza, scrittrice e attrice; Gaetano Costa, magistrato, Pio La Torre, politico e sindacalista, Rosario Di Salvo, attivista del Pci, Mauro Rostagno, giornalista e sociologo, tutti e quattro uccisi dalla mafia; Livia De Stefani, la prima scrittrice di mafia; Laura De Falco, scrittrice; Stefano D’Arrigo, poeta e critico d’arte; Tino Signorini, pittore; Franco Scaldati, drammaturgo e regista.
Non resta che leggere cosa ha scritto di loro Francesco Terracina, che sintetizza molto bene la diagnosi del morbo che li accomuna: «In Sicilia non funziona niente? Forse non è del tutto vero visto il richiamo che esercita. L’inferno della Sicilia, il suo caos fertile, sta nel contenere il paradiso. Una terra che non si piega neanche alle regole più elementari e che finisce per generare il mal di Sicilia». Un male che ha colpito anche persone a me molto care: in qualche modo grazie a loro posso capire pure io, che in Sicilia ci sono stato due sole volte, a distanza di 40 anni l’una dall’altra. Vi aspettiamo lunedì. Sarà bello parlarne.
