Happy Hand, i colori dell’inclusione

Da venerdì a domenica va in scena al Parco della Resistenza di San Lazzaro la dodicesima edizione della kermesse ideata dal Willie The King Group: un mondo speciale dove la “diversità” lascia spazio alla “unicità”

di Marco Tarozzi, giornalista


Happy Hand, che da venerdì a domenica prossimi mette in scena l’edizione numero dodici e che ormai ha trovato al Parco della Resistenza di San Lazzaro la sua isola felice, è da sempre qualcosa più di una festa o di un semplice evento sportivo. È semmai un caleidoscopio di colori, idee, buone vibrazioni; ha dentro sport, arte, cultura, ma soprattutto inclusione e solidarietà, e sfugge a qualunque catalogazione. Offre un’attenzione totale alle tematiche della disabilità, ma va molto oltre: predilige i punti di incontro con l’abilità, affratella senza distinzioni atleti olimpici e paralimpici. Soprattutto, rifugge dal concetto di persona “diversamente abile”, e il motivo è semplice: si tratta di un mondo decisamente magico in cui ognuno coltiva la propria unicità e il proprio talento, mettendoli a confronto e al servizio di quelli altrui. Insieme si progetta, si produce, ci si mette in gioco e alla prova. Si corre, anche, in un arcobaleno di colori.

ARCOBALENO. Sono quelli di “Happy Color”, l’evento clou in programma domenica mattina alle 10, secondo una tradizione ormai consolidata: un viaggio di corsa o di passo in mezzo al parco, poco meno di cinque chilometri in cui si parte immacolati e si arriva immersi in una tavolozza di cromatismi, “imbrattati” con spray rigorosamente ecologici fino al traguardo dove non esistono né vinti né vincitori. Partecipazione gratuita, come quella a ogni altro evento del festival, e in dono ai primi cinquecento iscritti la t-shirt ufficiale, che quest’anno ha stampate parole che aiutano a riflettere: “Inclusione è una parola magica. Quando esiste, svanisce”.

CON WILLY. L’idea originaria parte dall’associazione no profit Willie The King Group, che negli anni ha costruito e sviluppato un grande evento intorno alla passione di William Boselli. Un uomo coraggioso, che ha vissuto quaranta dei suoi cinquantasette anni senza l’uso di braccia e gambe per colpa di un angioma al midollo scoperto in età giovanile, ma a cui il cuore non ha mai fatto difetto. C’è tanto basket nella storia di Willy, e ci sono “baskettari” ben noti tra i suoi amici e sostenitori: da Nino Pellacani a Claudio Pilutti, da Matteo Lanza a Jack Galanda, da Sasha Djordjevic a Paolo Moretti: molti saranno in prima fila anche stavolta; quelli che il mestiere ha portato magari dall’altra parte del mondo, ci saranno sempre e comunque col pensiero.

CHE FESTA. Quest’anno si parte subito col piede sull’acceleratore della sensibilità, con il “Respect day”, la mini olimpiade della solidarietà curata dalla Onlus la Fraternità, a cui parteciperanno più di trecento ragazze e ragazzi con il coinvolgimento di ventitré centri diurni di Bologna, Rimini e Ferrara e la collaborazione di Bologna Marathon. Per l’intero weekend ci si potrà dedicare all’uso del fioretto con Zinella Scherma, all’arrampicata in sicurezza sugli alberi del parco con Psg Welcome, al Sitting Volley proposto dal “pioniere” Fernando Morganelli con Villanova Volley, al Free Basket che porterà a San Lazzaro anche la squadra bulgara di Plovdiv, al progetto “Overlimits” di Marco Calamai. Nel pomeriggio si entrerà nel regno di Happy Art, con la mostra di Leo Ottoni e col laboratorio “Disegna insieme ai maestri del fumetto”, curata da Nino Pellacani, che vedrà la partecipazione per tutto il weekend di grandi disegnatori come Giuseppe Palumbo, Donald Soffritti, Vittorio Giardino, Massimo Bonfatti, Clod, Arianna Farricella, Vincenzo Bizzarri, Luca Bulgheroni.

BALLANDO BALLANDO. Altra novità di questa edizione, la gara di ballo a coppie “Ballando con le stampelle”, che avrà tanto di classifica e giuria guidata dalla coreografa Donata Rodi e si svilupperà intorno ai brani della band riminese Onda Acustica. Domenica, dopo l’esplosione di emozioni e allegria di Happy Color, la festa correrà veloce verso il gran finale con la performance di danza e musica collettiva, ispirata alla celebre fotografia di Harold Feinstein, a cura di InsiemeDanzando di Roberta Petti e della Scuola di Musica Massimo Riva di Zocca: soprattutto, con la partecipazione del popolo di Happy Hand, che cresce anno dopo anno e non ha paura di sfidare il futuro con la capacità di rendere normali le cose speciali.


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