Una strada per Carlo Rambaldi

Vincitore di tre premi Oscar per i migliori effetti speciali, sviluppò la sua sensibilità artistica a Bologna, dove frequentò l’Accademia delle Belle Arti. Ora un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale chiede alla Commissione Toponomastica di rendere omaggio al suo genio creativo

di Barbara Beghelli, giornalista


Bologna intitolerà una strada al mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi, e questa è una bellissima notizia che, parallelamente, ne porta un’altra buona con sé: finalmente un ordine del giorno votato all’unanimità dal Consiglio comunale.

Succede all’ombra delle Due Torri, evviva la Cultura, quindi, che per fortuna unisce ancora tutti i colori, almeno qui a Bologna.

Con questa decisione Palazzo d’Accursio renderà omaggio all’artista di fama mondiale, un vero genio, di carattere schivo o forse sarebbe meglio dire estremamente umile, che a Bologna studiò all’Accademia delle Belle Arti e di cui si ricordano infiniti capolavori artistici.
Alla memoria del famosissimo autore verrà intitolata una strada della città, probabilmente entro l’anno, se tutto va coi tempi giusti, e sarà organizzata anche una mostra. L’ordine del giorno è stato presentato a doppia firma dai consiglieri civici Gian Marco De Biase e Samuela Quercioli, e votato lo scorso lunedì.

E per chi avesse memoria corta facciamo qui un breve riassunto dell’immane progettualità dell’artista, anche se i lavori di Rambaldi in campo cinematografico li conoscono in tanti, tantissimi, non solo gli addetti ai lavori.

Nato a Vigarano Mainarda il 15 settembre 1925, studiò nella dotta Bologna negli anni ‘50 , dove si laureò. Dopodiché l’artista spiccò il volo, lavorando per numerosi registi di fama internazionale come Mario Monicelli e Marco Ferreri, in “La grande abbuffata”. Poi per Pier Paolo Pasolini e Dario Argento, per cui contribuì a realizzare gli effetti speciali di “Profondo rosso”, nel 1975. L’incontro con la grande produzione cinematografica americana di Hollywood gli permetterà di affinare le sue abilità nella meccatronica (effetti speciali ottenuti con l’unione di meccanica ed elettronica). Scomparve il 10 agosto 2012 a Lamezia Terme, dove ancora abita la figlia Daniela, che insieme al fratello Victor presiede la Fondazione a lui dedicata, che organizza mostre di tutti i suoi lavori e le sue invenzioni in tutto il mondo.

Obiettivamente si fa fatica a sintetizzare la straordinaria carriera dell’artista, ma comunque le motivazioni dell’auspicato riconoscimento cittadino sono chiare: Carlo Rambaldi ha vinto l’Oscar per i migliori effetti speciali per ben tre volte: la prima con “King Kong” di John Guillermin del 1976, poi nel 1979 per “Alien” di Ridley Scott dove contribuì, assieme a Hans Ruedi Giger, all’ideazione della creatura aliena divenuta poi celebre nel mondo. Infine l’ultimo premio nel 1982, creando il protagonista di “E.T. l’extraterrestre” di Steven Spielberg.

A questo punto la palla passa di mano alla Commissione Toponomastica di palazzo d’Accursio: d’altronde, l’intitolazione di una strada o di una piazza a Carlo Rambaldi assieme all’organizzazione in città di una mostra dedicata alla sua vita e alle sue opere, non può che essere gradita e fare onore alla città.


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