Ogni volta che si vede un gruppo di cattolici autoconvocarsi si pensa alla nostalgia di un partito e nei vari territori dello Stivale, prima ancora di capire cosa abbiamo fatto alla 50esima settimana sociale di Trieste, c’è chi già è corso a mettere il cappello allo spazio politico liberato. Ma abbiamo fatto uno Spartito, non un partito: un luogo politico dove abbiamo iniziato a tessere innovazione e a dare risposte ai bisogni di salute, welfare, cura della persona, sostenibilità ambientale e sociale insieme
di Cristina Ceretti, consigliera comunale Pd
Cosa è successo a Trieste? La fine della retorica del prepolitico e la chiamata all’impegno politico. Dovevamo essere una quindicina di amministratori italiani, delegati alla Settimana sociale, ma ci siamo ritrovati in 80 all’appuntamento autoconvocato e coordinato da Francesco Russo a margine dell’evento. Il motivo è che tutto è Politica, ogni campo di impegno è Politica, se sa tenere insieme pensare e fare, se sa essere inclusivo e trasformativo.
Da Mattarella a Zuppi, dai costituzionalisti alle associazioni (Ac, Acli, Agesci, Sant’Egidio, Rinnovamento, Focolari, Mcl, Cl), dalle tantissime donne e giovani delegati e dagli amministratori che per la prima volta hanno fatto parte del cammino delle Settimane sociali è emersa l’esigenza di un impegno all’attenzione. Che – come ci ha insegnato Simone Weil – è la più nobile delle qualità della politica, quella che esige un ascolto capace di farsi trasformare e arricchire dalla voce dell’altro, dalle tante diversità che compongono le nostre comunità.
C’è bisogno di grande serenità e buonsenso per custodire il posto in cui viviamo, c’è bisogno di un coinvolgimento ampio, largo, che non sia partecipazione scontata o già decisa nei risultati, di impegno delle amministrazioni locali a farsi modificare, coinvolgere, trasformare dall’incontro con il mondo delle reti sociali, dell’ambientalismo delle nuove generazioni, della lotta per i diritti e per la loro quotidiana applicazione e difesa.
Ogni volta che si vede un gruppo di cattolici autoconvocarsi si pensa alla nostalgia di un partito e nei vari territori dello Stivale, prima ancora di capire cosa abbiamo fatto a Trieste, c’è chi già è corso a mettere il cappello allo spazio politico liberato. Vecchia politica, a Trieste abbiamo fatto altro. Abbiamo costruito una rete di amministratori, abbiamo fatto uno Spartito, non un partito: un luogo politico dove abbiamo iniziato a tessere innovazione e a dare risposte ai bisogni di salute, welfare, cura della persona, sostenibilità ambientale e sociale insieme.
«Quando sei nato non puoi più nasconderti» – ha detto Elena Granata, componente del Comitato organizzatore della 50sima Settimana sociale di Trieste. Quindi non è più il tempo della timidezza, ma del dialogo, per dare seguito alla raccomandazione di Papa Francesco di «avviare processi nuovi». Ora organizzeremo partecipazione efficace, cercheremo linguaggi comuni e vie d’azione che creino giustizia e coesione sociale, lotta alle troppe disuguaglianze.
Già a partire dall’autoconvocazione di settembre.

Un pensiero riguardo “Settimana Sociale: da Bologna a Trieste (e ritorno) per tessere una nuova visione politica collettiva”