Una città da Champions per il Bologna europeo

Il prossimo 29 agosto i ragazzi di Vincenzo Italiano esordiranno nella massima competizione calcistica per club. Uno stress test lungo almeno otto partite non solo per la società di Joey Saputo ma per tutta la città

di Luca Corsolini, giornalista


L’anno scorso, di questi tempi, il Bologna aveva già esordito in una partita ufficiale. In questa stagione, noblesse oblige, il primo turno di Coppa Italia lo giocherà più avanti, e questa opportunità di calendario, unita alle distrazioni rappresentate da mercato e Olimpiadi, ha distratto tutta la città, Bologna calcio ma anche Bologna come sistema cittadino, e non solo per difendersi dalle accuse di essere diventata solo Grassa da Dotta, e Sportiva, che era, dalla data più importante degli ultimi anni: il 29 agosto.

Quel giorno a Montecarlo, ben prima del sognato esordio sul campo, Bologna e il Bologna, il Bologna e Bologna cominceranno insieme la Champions League sapendo quali squadre i rossoblù affronteranno in trasferta e quali squadre, quattro, con relativi tifosi, e media, arriveranno al Dall’Ara accendendo uno spot permanente sulla città.

Magari grandi manovre sono cominciate in silenzio, e sarebbe questa una strategia singolare, ma l’Uefa ha già designato il team che per ogni partita di Champions acconcerà lo stadio secondo gli standard Uefa e altri segnali non sono arrivati.

Come se non fossero state viste anche all’estero le classifiche social sugli aeroporti europei, con il Marconi classificato tra i 20 peggiori. La Champions League è uno stress test dei peggiori. Apertura notturna per il rientro della squadra e, magari, dei charter dei tifosi poche ore dopo la partita. E, soprattutto, tanti voli in arrivo per le partite casalinghe, di nuovo con apertura notturna eccezionale per rimandare a casa tutti.

Non solo, ovviamente. Il 29 agosto le squadre che arrivano in trasferta a Bologna vorrebbero conoscere le disponibilità alberghiere, in strutture top, per circa 50 persone del gruppo squadra. A cui si aggiungono arbitri, funzionari Uefa, media. Non una fiera, intendiamoci, ma una clientela top per esigenze e ruolo da possibili testimonial che adesso bisognerà coccolare per evitare altri casi tipo New York Times.

Poi, ci sono i social, immancabili. Una occasione straordinaria per parlare di Bologna che, va da sè, non può ricadere solo sul Bologna. Facciamo un caso: il Bologna giocherà in casa l’ottava delle otto partite che gli toccano. Si tratta di mesi, non di una semplice vigilia di partite, di copertura.

Ovviamente lo stress test, e in ogni caso non si tratta di nulla di drammatico, non riguarderà solo la Bologna dell’accoglienza e del turismo ma anche quella dell’Università che si potrà presentare a nuovi studenti stranieri, quella dell’imprenditoria per alleanze e pr, quella delle istituzioni naturalmente. Succederanno tante cose il 29 agosto e, poi, grazie a una buona semina. Il fatto è che ora sembra che tutti si pensi solo al raccolto.


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