Dante Alighieri e Carmelo Bene. Il 2 agosto della “difficile speranza” di Renato Zangheri

Custodiamo nella memoria quella serata dalla Torre degli Asinelli: con il Sommo Poeta Bologna esibì al mondo il suo dolore e la sua voglia di non arrendersi alla Strategia della tensione

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


La memoria è ancora viva; come non ricordare ai giovani e ai meno giovani la sera del 31 luglio 1981? Cadeva il primo anniversario della terribile strage del 2 agosto 1980.Come ricordarla con laica intensità?

Renato Zangheri in conferenza dei capigruppo propose di rileggere la Divina Commedia e di farne recitare brani significativi, vale a dire immortali, da Carmelo Bene, dalla Torre degli Asinelli. Fu una serata straordinaria. Via Rizzoli e tutto il centro, in religioso silenzio, stracolmi di persone giunte da tutta Italia ascoltavano quel gigante della recitazione che era Carmelo Bene. Con Lui e suo tramite i canti della Divina Commedia furono la trama immortale di un dolore non ripiegato in sé stesso ma che, come sfida, guardava al futuro. Un futuro di lotta e di speranza.

Custodiamo nella memoria quella serata dalla Torre degli Asinelli: con Dante Alighieri, Bologna esibì al mondo il suo dolore e la sua “difficile speranza”. Da quella iniziativa colta e commossa, da quella muta e corale partecipazione presero vita, senza interruzioni, i cortei del 2 agosto, generazione dopo generazione. Per stigmatizzare la Strage fascista, per una Italia di popolo.


Un pensiero riguardo “Dante Alighieri e Carmelo Bene. Il 2 agosto della “difficile speranza” di Renato Zangheri

  1. Più che giusto ricordare, come ha fatto Aldo Bacchiocchi, quella straordinaria manifestazione di cultura, coscienza civile, di impegno sociale che si rifiutava di soccombere alla orrenda strage fascista del 2 agosto 1980. Eccellente fu l’idea di Renato Zangheri di invitare uno dei più grandi artisti del novecento a “cantare” Dante dalla torre Asinelli. Quel 31 luglio 1981 resta per chi c’era e per chi si è documentato, un evento di enorme portata sotto il profilo politico (Polis) e, come detto, culturale, umanistico. Pura potenza catartica.
    C’è anche l’altro aspetto (che tutti li contiene), quello artistico. Bologna quella sera, con Carmelo Bene e la sua voce sulla torre, fu artefice di un evento artistico di enorme portata. La diretta televisiva fu censurata dalla RAI e non realizzata, ma esiste una documentazione audio-video, di non grande qualità, realizzata all’epoca da una studentessa in super 8, poi restaurata, meno male che c’è.
    Di questa performace, una delle più importanti del lavoro di Carmelo Bene, la città non dovrebbe dimenticarsi. ‘Lectura Dantis’ un patrimonio grande da tenere vivo.
    Nel 2022 ricorreva il ventennale della morte di Carmelo Bene, avremmo potuto fare qualcosa, celebrare un grande artista così legato alla nostra città. Mi capitò di segnalare la ricorrenza a chi si occupava di cultura nell’amministrazione comunale, mi fu detto che sì, era una cosa da realizzare. Non è successo nulla. A parte quella ricorrenza, siamo sempre in tempo.
    Marco Coppi

RispondiAnnulla risposta