Bologna è lettura

«Leggere è libertà di immaginare» scrive una lettrice di 13 anni sul sito web dedicato al “Patto per la lettura”, un progetto ambizioso a cui concorrono tantissime realtà, coordinate dall’amministrazione cittadina

di Antonella Magnoni, pensionata


«Una sola persona su tre legge un libro all’anno» scriveva Concita De Gregorio in un suo editoriale, qualche giorno fa su Repubblica.

Non sono sorpresa dal dato perché sono stati già pubblicati altri studi riguardo all’affezione (anzi, meglio, disaffezione) degli italiani alla lettura. Per chi legge, un buon libro è sinonimo di bellezza e ricchezza senza il quale non si può stare, ma l’educazione alla lettura non è scontata per tutti e andrebbe coltivata fin da piccoli; purtroppo questo non sempre accade per ragioni culturali, sociali, familiari. La scuola cerca di fare la sua parte, ma non è detto che sia sempre sufficiente a formare un futuro lettore o una futura lettrice.

Partendo da queste considerazioni mi sono chiesta allora, vivendo a Bologna, una città vivace anche dal punto di vista culturale, se questo dato rispecchia, o meno, anche la nostra realtà cittadina. Me lo sono chiesto perché due anni fa, come frequentatrice della libreria.coop Zanichelli, sono stata coinvolta in un Gruppo di Lettura organizzato dalla stessa (quest’anno il gruppo avrà la sua terza edizione), in collaborazione con la Biblioteca dell’Archiginnasio e nell’ambito del Patto per la lettura del Comune di Bologna.

Il Gruppo è stata l’occasione per conoscere questo Patto, di cui ignoravo del tutto l’esistenza, e per approfondirne i suoi scopi e il suo contenuto. A tal fine suggerirei di visitarne il sito (qui) in cui si legge che lo stesso ha l’obiettivo di «Promuove(re) la lettura e la conoscenza in tutte le loro forme. Libri, letture, attività, servizi, voci, progetti, luoghi, occasioni, incontri intorno alla lettura a Bologna». Tale obiettivo dice tanto sull’ampiezza del progetto e sul suo radicamento nel territorio.

Va detto, in merito, che anche altre città italiane (non solo capoluoghi) hanno dato vita a questi Patti che, ho approfondito sul sito dell’associazione Librai Italiani, costituirebbero degli «strumenti di governance riconosciuti dalla legge 15/2020 per la promozione e sostegno della lettura, quali principali mezzi operativi per l’attuazione del Piano nazionale d’azione per la promozione della lettura. Sono promossi dal Centro per il libro e la lettura nell’ambito del progetto Città che legge».

Bologna è quindi Città che legge (come suona bene!). Ma non solo, nel sito del Comune è indicato che «la città di Bologna ha adottato il Patto per la Lettura bene comune con l’obiettivo di promuovere in modo continuativo, trasversale e strutturato la lettura e la conoscenza in tutte le loro forme».

Leggere che la lettura è un bene comune ha un significato potente e il Patto ha consentito di dare forma e sostanza a questo prezioso concetto, grazie anche al lavoro delle biblioteche comunali, per esempio censendo “i gruppi di lettura” presenti sul territorio (nel sito troverete l’elenco, ma posso supporre ne esistano altri che sfuggono alla mappatura) e i “luoghi della lettura”.

Molteplici realtà bolognesi hanno aderito al Patto, l’elenco è lunghissimo e spazia dalle librerie – cito fra le altre librerie.coop, la Feltrinelli, libreria delle donne di Bologna, libreria Trame – alle case editrici come il Mulino, a realtà culturali bolognesi come Musica Insieme oppure l’associazione Hamelin, arrivando all’Ausl di Bologna che ha aderito «Per la coprogettazione di servizi e attività di promozione della lettura all’interno di spazi e strutture dell’azienda».

Già il poco che ho riportato dà la misura dell’importanza del Patto per la lettura di Bologna, così come di quelli adottati da altri Comuni italiani che immagino abbiano contenuti simili, e ci fa sperare che il trend negativo del dato di affezione alla lettura possa poco alla volta cambiare grazie a questi processi in atto sui territori per una sua valorizzazione.

Qualcosa forse sta già succedendo. Suggerisco in proposito di non perdersi la sezione del sito “voce dal verbo leggere” spazio di partecipazione per lettori e lettrici «orgogliosi di leggere e raccontare il piacere e il significato della lettura». Un lettore di 18 anni vi scrive «leggere è un motivo per restare in vita» mentre una lettrice di 11 ha lasciato questo pensiero: «Leggere è come il cioccolato: ti crea dipendenza e quando inizi non riesci più a smettere».

Buona lettura a tutt*!


Un pensiero riguardo “Bologna è lettura

RispondiAnnulla risposta