Il nostro viaggio nella stagione teatrale che sta per cominciare in città prosegue esplorando il cartellone del Teatro Duse, come sempre ricco di spunti e novità interessanti
di Cristian Tracà, docente
Vi avevamo promesso di raccontarvi la stagione che verrà dei principali teatri della città. Vi avevamo proposto un bignamino del cartellone di Ert (qui), e oggi ci occupiamo di un altro colosso della città a livello di abbondanza di offerta.
Parliamo del Teatro Duse, che probabilmente è la struttura che negli ultimi anni riempie la ribalta per più giorni con una proposta molto eterogenea che spazia dalla prosa classica alla danza e ai concerti. Per semplificare un po’ il planning oggi ci concentreremo più sul teatro di parola, lasciando magari a un secondo appuntamento una capatina nella proposta musicale.
Proviamo a dividere per temi o macrocategorie, consigliando le produzioni che, in base a un po’ di esperienza, sicuramente svettano nel vastissimo panorama.
Shakespeare a modo loro
Si sa, non c’è stagione che si rispetti senza un’incursione nel teatro dell’autore elisabettiano. Abbiamo tre grandi proposte dello spettacolo che lo rielaborano a modo loro. Lella Costa, che va in scena con un suo “Otello” tra l’8 e il 10 novembre, punta a evidenziare gli aspetti di grande contemporaneità dell’opera, che ancora oggi può raccontare bene come siamo. Filippo Timi che invece ancora una volta si appresta a capovolgere e sfumare un mostro sacro. Stavolta è il turno di “Amleto”. Segnate in agenda, Timi promette ancora una volta scintille: arriverà nel weekend dell’Immacolata (6-8 dicembre). Lodo Guenzi e Sara Putignano, nel weekend tra il 17 e il 19 gennaio, interpretano una rilettura di “Molto rumore per nulla”, per la regia di Veronica Cruciani e la produzione de La Pirandelliana.
L’immarcescibile Goldoni
Altro autore che non manca mai: Carlo il riformista (ma non è Calenda). Due proposte: il primo testo è del 1750, anno magico della produzione goldoniana, ma non è tra quelli più rappresentati. Il Teatro di Pistoia porterà a Bologna “Il giuocatore” promettendo una messa in scena allegra e vivace che restituisca anche il brio di queste commedie. (15-17 novembre). Come seconda scelta abbiamo un Franco Branciaroli che presenta al pubblico (28 febbraio- 2 marzo) “Sior Todero Brontolon”, un testo più tardivo di Goldoni che parla di un burbero insopportabile. Todero ha fatto la storia del teatro ed è stato interpretato da attori del calibro di Gastone Moschin e Cesco Baseggio.
Poteva mancare Pirandello?
Giammai. Anche qui ci si può sbizzarrire. Geppy Gleijeses è il nuovo interprete de “Il fu Mattia Pascal”, l’emblematico testo del lanternino, ostico da mettere in scena a causa della sua dimensione estremamente filosofica, che torna anche quest’anno in via Cartoleria, stavolta con la regia di Marco Tullio Giordana (7-9 febbraio). Con Pippo Pattavina si torna più nel canone classico della produzione sicula e dell’attore siciliano decano che si cimenta con la saggezza del protagonista del professor Toti di “Pensaci, Giacomino!” (31 gennaio- 2 febbraio)
Tra Gramsci e Pasolini
Gad Lerner e Silvia Truzzi, lunedì 17 febbraio, parlano del Gramsci giovane, partendo dal ritrovamento dei suoi temi di scuola e dagli anni di formazione del suo pensiero politico. “Il sogno di Gramsci”: la regia è di Simone Rota, la produzione di Gruppo Anteprima, Loft Produzioni.
Stavolta è “Il sogno di una cosa”, ma restiamo nella traiettoria delle ceneri di Gramsci. Elio Germano, sempre in compagnia di Teho Teardo, dopo aver parlato di Dante, si cimenta con un altro grande autore come Pasolini. Un romanzo giovanile, pubblicato tardi, che parla di una rotta balcanica al contrario, sognando la Jugoslavia come terra di emancipazione e giustizia sociale, ai tempi del Lodo De Gasperi.
Una magnifica presenza di perfetti sconosciuti: dal cinema al teatro
Come da tradizione nel cartellone c’è spazio anche per artisti del piccolo e del grande schermo amati dal pubblico e che trovano nella platea del Duse un luogo dove poter interpretare commedie del panorama europeo e americano.
Non possiamo non cominciare da “Perfetti sconosciuti”, il film rivelazione di ormai qualche anno fa, che ha come pochi stregato il grande pubblico e che adesso viene tradotto per le scene, sempre per la regia di Paolo Genovese. Nel cast Dino Abbrescia, Valeria Solarino, Lorenza Indovina, Paolo Calabresi. Agendine alla mano: weekend 24-26 gennaio.
Anche Ferzan Ozpetek non disdegna il cambiamento di linguaggi. Dal 4 al 6 aprile sbarca a Bologna in compagnia dell’inseparabile Serra Ylmaz, a cui si unisce, tra gli altri, anche Tosca D’Aquino. Per chi lo ha apprezzato al cinema, c’è la possibilità di trovarlo a teatro: “Magnifica presenza”.
Edoardo Prati, Alessandro Bergonzoni
Capitolo a parte merita il baby prodigio che riesce a far risuonare l’etere con la bellezza della letteratura. Il fenomeno del web arriva al Duse con una sola serata, il 6 marzo, promettendo di spaziare dalla letteratura latina di Lucrezio ai testi di Franco Battiato con il suo “Cantami d’amore”. Una grande ribalta per un ragazzo così giovane, che però vede premiato il suo coraggio di osare su temi difficilmente instagrammabili.
Sempre lavoro sulla parola, ma una firma di grande esperienza. Anche quest’anno Alessandro Bergonzoni proporrà al pubblico bolognese il risultato delle sue riflessioni semantiche con tante repliche. Dal 25 al 30 marzo sei serate all’insegna della crealtà e della congiungivite.
