Il vivaio, abbandonato una quindicina di anni fa e divenuto una discarica, l’anno scorso fu occupato da gruppi di giovani che volevano farne zona di incontro, di socializzazione, di cultura, e di divertimento. Altro che degrado. Poco dopo quel luogo festoso fu sgomberato e ora è di nuovo una pattumiera. Caro Comune, cosa ne sarà di quest’area? E i lavori nell’area sportiva vanno avanti? Quando finiranno? Richieste in nome del dialogo con la cittadinanza auspicato dalla stessa amministrazione
di Sergio Palombarini, avvocato
Nell’aprile 2023 Cantiere Bologna ha pubblicato un mio intervento contro lo sgombero della “Vivaia” (qui). Riporto di seguito alcuni stralci.
Da molti mesi – non ne ho tenuto il conto – per andare verso lo stadio di via Andrea Costa, venendo dal centro, percorro via Valdossola e imbocco un piccolo tratto pedonale di via della Certosa che, passando a fianco a un tratto di canale a cielo aperto, arriva all’accesso alla camera mortuaria, e poi prosegue verso via Andrea Costa.
Da quel tratto pedonale si vede a sinistra il giardino Giacomo Bulgarelli e a destra una vasta area verde abbandonata, ridotta a discarica, costellata da piccoli manufatti distrutti, dentro i quali si scorgono materassi marci, pattume, vetri rotti, e così via. Un tempo – se non ho capito male fino a circa 15 anni fa – era un vivaio.
L’impressione ora (da anni) è quella di una delle tante aree abbandonate e degradate, improvvisati dormitori notturni per povera gente, pattumiere a cielo aperto.
L’immagine dell’incuria, dell’abbandono, della solitudine: un angolo triste della città.
Nei giorni scorsi ho avuto la sorpresa di vedere che l’area era popolata da giovani, musica, aria di festa.
È la “Vivaia”. Il terreno è stato occupato da gruppi di giovani che da subito intendono farne una zona di incontro, di attività per persone di tutte le età, di socializzazione, di cultura, e di divertimento.
La trovo una idea meravigliosa. Le persone agiscono nel concreto e decidono di rompere una situazione di stallo che da anni preclude ai cittadini l’uso di una ampia zona di verde, e in prima persona diventano attori politici, sociali e culturali: avanzano proposte, progetti, li mettono in pratica in prima persona e sotto la propria responsabilità. Invitano la cittadinanza ad unirsi. […] Da quello che si può immaginare, la “Vivaia” potrebbe essere spazzata via, messi i catenacci all’entrata, e tutto tornerebbe come prima, forse ancora per anni, in attesa che il proprietario dell’area ed il Comune decidano se e cosa fare.
Credo che ciò sarebbe profondamente sbagliato.
Il Comune e il Quartiere devono prendere posizione, e far sapere ai cittadini come si atteggiano di fronte ai decine di cittadine e cittadini che agiscono per il bene collettivo, e intervengono su una situazione priva di governo e abbandonata a sé stessa.
Seguivano delle considerazioni giuridiche sulla disciplina del diritto di proprietà, le sue finalità e i suoi limiti.
Cosa è successo dall’aprile 2023? La “Vivaia” è stata rapidamente sgomberata. I cancelli e le recinzioni sono state rafforzate. L’area da circa un anno è tornata alla sua destinazione di pattumiera a cielo aperto che di fatto aveva prima della occupazione. L’erba è ricresciuta, e si scorgono nuovi mucchi di spazzatura abbandonata. L’immagine di abbandono e degrado è tornata più evidente di prima.
Sarebbe interessante sapere dal Comune di Bologna se e cosa ne è e cosa sarà di questa vasta zona, se a partire dalle vicende del 2023 (oltre un anno fa) sono stati pensati dei progetti, e con quali tempistiche (possibilmente concrete).
La stessa curiosità sorge per un’altra grande area verde situata a pochi metri di distanza: l’Antistadio. Sempre un anno fa circa (mi pare fosse il giugno 2023), le centinaia di persone che frequentavano lo storico impianto sportivo si sentirono dire: «Si chiude, per lavori di ristrutturazione». E così in effetti fu: i cancelli si chiusero, come per la “Vivaia”.
Il sito internet del Comune “Cresce Bologna” attualmente indica una riqualificazione «in corso» con data di inizio dei lavori «febbraio 2024» (quindi sette mesi fa), e fine a gennaio 2026(!).
Da tempo si rincorrono le voci che i lavori invece non siano mai iniziati. Una occhiata dall’esterno dei cancelli sembra confermare che in più di un anno nulla si sia mosso. Mentre centinaia di cittadine e cittadini in questo anno hanno dovuto faticosamente trovare nuove soluzioni per fare sport (sempre che non abbiano deciso di fermarsi).
Come per la “Vivaia” delle informazioni aggiornate – ma soprattutto concrete – da parte del Comune sarebbero importanti e utili. E rispettose anche dell’auspicio dell’Amministrazione di sempre maggiori condivisione e dialogo con le cittadine e i cittadini sull’utilizzo dei beni comuni.

Buongiorno, lo stesso si può dire per l’area ex CRB abbandonata da anni, perché non mettere in rete tutte le energie a livello base per una trasformazione della zona dallo Stadio fino a Via Pasubio ? Grazie mille