Il ritorno di Luca Carboni merita il Nettuno d’oro

Dopo la malattia, il post di Jova che conferma il ritorno del cantautore bolognese sulla scena musicale. Il consigliere comunale De Biase propone per lui l’onorificenza cittadina mentre a novembre, al Museo della Musica, una mostra organizzata insieme a Elastica celebrerà i quarant’anni di carriera

di Barbara Beghelli, giornalista


Bolognesissimo, prima di tutto. Nato e cresciuto sotto le Due Torri. In via Casarini, per la precisione, a due passi da porta Lame. Lo si vedeva spesso in giro, Luca Carboni, che oggi torna alla ribalta dopo un periodo particolarmente difficile.

A metà degli anni Ottanta, quando esordì come solista, ti capitava di incrociarlo anche di sera, nelle solite vecchie osterie che non ci sono più; Bologna sognava alla grande, allora, ed era città-mito: notti sempre molto vissute, discussioni e mangiate in compagnia, feste in musica e combriccole varie: studenti, lavoratori di ogni ordine e grado, zero snobberie e nessuna paura di fare le 4 del mattino in bicicletta o in vespa. Persone semplici ma colte, attori diventati poi famosi, giornalisti e musicisti, come Luca.

Ricordi involontari che oggi rivivono. Limpidi.

Sempre allora, 1984 e dintorni, quando a Bologna le radio private erano in piena ‘rivoluzione’ e l’etere trasmetteva ogni genere sonoro, una canzone di Luca veniva riproposta spesso e volentieri su ogni frequenza: “Ci stiamo sbagliando”. Io mi ricordo e credo che l’album che più lo ha rappresentato sia stato ‘Persone silenziose’, dove interpretava quel silenzio in cui lui stesso si è rifugiato negli ultimi anni. Un ritiro che, come ha spiegato l’altro giorno lui stesso, gli è servito per curarsi. Una pausa dal mondo, come ha poi spiegato Jovanotti in un post, dove ha salutato con gioia il ritorno dell’amico. In questi due anni, ha ricordato Jova, tutti gli amici e colleghi hanno rispettato il suo “eremitaggio”, ma nulla è cambiato: «Luca rimane uno dei più grandi autori della musica italiana di ogni tempo e quando ci vediamo ridiamo sempre del fatto che nel tempo di sue cinque parole io ne infilo 50 per dire meno di quello che lui dice con cinque. Bello che abbia dichiarato a tutti che tra poco torna a pubblicare musica. È una grande gioia».

A Bologna questa notizia non è passata inosservata, e così è nata l’idea del consigliere comunale civico Gian Marco De Biase (al centro Bologna-Gruppo Misto), che ha proposto al Consiglio di dedicare il Nettuno d’oro al cantante (l’ordine del giorno è stato presentato lunedì). Come cantautore, ha detto il consigliere, «è sempre stato apprezzato da tutti, per la capacità di tratteggiare con poche parole i sentimenti nascosti in fondo al cuore di ogni persona, che sono l’amore e la ricerca del senso della vita. E sempre la Bologna in cui è nato e cresciuto e a cui lui vuole tanto bene, ha messo a disposizione tutte le sue eccellenze mediche per guarirlo», confermando quel legame indissolubile che si è formato agli inizi della sua carriera e che poi è diventato sempre più stretto.

«Per citare tutte le volte in cui la musica e il cuore di Luca Carboni hanno raccontato la nostra città non basterebbe un’intera seduta del consiglio comunale», ha detto ancora Gian Marco De Biase, perché i dischi venduti sono stati più di 5 milioni e in ogni testo c’è un angolo del centro o della periferia di Bologna: indimenticabile il concerto al circolo La Fattoria del Pilastro dove si esibì assieme al suo amico Jovanotti, il 14 agosto 1992 e che gli è valso anni dopo la Turrita d’argento. Cantò “La leva calcistica del 1968”, una canzone non sua, ma che inquadrava la vita dei tanti ragazzi che lì facevano pratica sportiva. Un inedito particolare ma anche «un chiaro invito alla gioventù a non bruciarsi o bivaccare inutilmente per strada, perdendosi nell’illusione di una vita facile e milionaria, e a impegnarsi piuttosto nello sport». Una canzone per tutti i ragazzi, che aveva un significato tanto importante allora, così come oggi.

Infine, a novembre il Museo della musica di Strada Maggiore dedicherà, in collaborazione con Elastica, la mostra sui 40 anni di carriera di Luca Carboni: libri, documenti, strumenti: una buona occasione per omaggiare il nostro famoso e amato cantautore.

Photo credits: Ansa.it


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