La segretaria Pd attacca il Governo perché rifiuta il contraddittorio ma sul campo non è diversa. Cantiere chiese a lei e a Bonaccini, nelle Primarie, di fare un dibattito. Dallo staff Schlein nemmeno una risposta, l’ex presidente della Regione lo abbiamo intervistato più volte. Trattamento peggiore lo ha riservato al Master in Giornalismo, che ha ospitato tanti personaggi (Zuppi, Prodi, Petitti, Priolo, ecc.) e ha ricevuto dei cortesissimi no, per impegni, da ministri come Bernini e Piantedosi
di Giampiero Moscato, direttore cB
Lettera aperta alla segretaria del Pd. Le lettere chiuse con Elly Schlein – ovvero i rapporti giornalistici con lei e il suo staff, le richieste di interviste, insomma – non funzionano quasi mai. Non rispondono, di solito. O lo fanno con molta fatica. Snobbano. Nessuno, ci mancherebbe, pretende dei sì. Ma un no, magari garbato, di solito non lo nega nessuno. Schlein lo nega quasi sempre. Parlo da direttore di “Cantiere Bologna” e di “InCronaca Unibo”, testata del Master in giornalismo dell’Alma Mater. So da diversi colleghi di quotidiani e di agenzie che lo stesso trattamento viene riservato anche a loro.
È da tempo che voglio scrivere questo pezzo, perché da anni oramai i tentativi di avere interlocuzioni tra le testate in cui ho ruoli e la leader del più importante partito del centrosinistra vanno a vuoto, senza troppe attenzioni. Lo faccio adesso perché la sera del 15 settembre ho letto questa notizia di agenzia, scritta da Piacenza anche se datata dal capoluogo regionale. Eccola:
Schlein, gravissimo l’uso della Rai da parte del governo
‘Questo continuo attacco alla magistratura è fuori posto’
(ANSA) – BOLOGNA, 15 SET – «Questo continuo attacco del governo alla magistratura è davvero fuori posto. Non è opportuno commentare processi che sono in corso, ma soprattutto trovo molto grave l’uso da parte del governo del servizio pubblico, della Rai. Dopo il caso di Sangiuliano, 18 minuti di intervista, c’è stato ieri un altro caso, quattro minuti di video di Salvini senza alcun contraddittorio che noi abbiamo denunciato in vigilanza. Ma trovo gravissimo che la Lega se la prenda anche con il comitato di redazione di Rainews. Evidentemente è un governo a cui la libertà di stampa non piace, sta scomoda, però è un principio costituzionale». Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, arrivando della festa dell’Unità di Piacenza dove ha fatto una dichiarazione ma poi non si è fermata a rispondere ad altre domande dei cronisti presenti. (ANSA).
Ecco, di solito Schlein non si ferma a parlare con i giornalisti, che magari avevano delle domande da farle su fatti attuali, sul Governo, l’economia, le prossime elezioni. Come altre personalità politiche, la segretaria del Pd lancia il suo messaggio ma non accetta quasi mai di interloquire con i cronisti. La si vede nei salotti televisivi ma chi la segue sul campo spesso non riceve attenzione, né da lei né dai suoi addetti.
Cantiere Bologna il 6 dicembre 2022 chiese a Elly Schlein e a Stefano Bonaccini, con un messaggio identico rivolto a entrambi, di fare un dibattito in Sala Borsa in occasione delle Primarie del Pd che l’avrebbero vista vittoriosa. Avremmo fatto da intervistatori il condirettore Aldo Balzanelli e io. Dopo qualche giorno senza risposta, un addetto stampa di Schlein, solo perché sollecitato, disse di parlare con un’altra persona dello staff. Scrivemmo mail sia a quest’altra persona sia alla stessa segretaria senza mai ricevere una risposta. Bonaccini lo abbiamo intervistato più volte.
Il Master ha subito trattamenti anche peggiori. Da diversi anni, già da prima che diventasse segretaria, le abbiamo chiesto di essere intervistata dai 29 praticanti giornalisti per essere il personaggio di copertina del nostro bisettimanale “Quindici”. Un appuntamento accettato dal cardinale Zuppi, dal presidente Prodi, da Bonaccini, da Emma Petitti, Irene Priolo e da tanti altri (qui) con molta cordialità. Abbiamo ricevuto anche dei no. Però garbatissimi. Per esempio dalla ministra Anna Maria Bernini che, dopo avere accettato, nel giorno fissato ebbe una missione all’estero e trovò il modo di scusarsi e di chiedere se fosse possibile posticipare. La risposta del ministro Matteo Piantedosi, che non ebbe modo di dire di sì, fu un esempio di come ci si relaziona. Non con Moscato (non è un fatto personale) ma con una testata e con una istituzione come un master e con UniBo. Conservo gli scambi.
Da Elly Schlein e dal suo ufficio stampa in questi anni abbiamo dovuto insistere anche per settimane per avere risposte vaghe, che sono molto peggio di un no per ragioni squisitamente organizzative, o addirittura per ricevere silenzi irrispettosi. La libertà di stampa è una conquista faticosa che richiede attenzione soprattutto da chi fa facili slogan in sua difesa. Per le personalità politiche, soprattutto se si professano democratiche e progressiste, è un impegno concreto. È facile giocare sui social network e fare messaggi video e comunicati. Accettare il contraddittorio, soprattutto quando si accusa altri di rifiutarlo, è la forma più autentica di democrazia. Altrimenti si rischia di apparire solo propagandisti, magari pure bravi.

Condivido. Il fatto, caro direttore., è che una volta entrati nel cerchio magico dell’informazione e di un certo potere (abbastanza effimero), certi addetti stampa, inconsapevoli della evidente mancanza di educazione istituzionale e personale, si montano la testa perché si considerano arrivati. Non sono mai stati in un giornale e non conoscono la dura realtà della nostra professione. A questo punto che cosa possiamo dire? Che noi c’eravamo prima di loro e che ci saremo anche dopo.
Se si negano alle richieste di intervista e preferiscono divulgare comunicati senza rispondere alle domande che ne conseguono, perché continuare a rincorrerli e, soprattutto, perché continuare a pubblicare i loro comunicati “a senso unico”? Forse sarebbe opportuno far calare il silenzio totale su di loro e spegnere l’ascolto. Oblio.
“Io do un ordine, o taccio”, disse Napoleone Bonaparte. Evidentemente c’è chi si sente Napoleone.