Il caso Besta e un vero Piano per l’Edilizia Scolastica

La collocazione degli alunni delle Medie al Polo dinamico deve essere una soluzione provvisoria solo per il tempo necessario alla ristrutturazione, scelta più sensata per dare una scuola di qualità. Siamo convinti che ora (chiusa dal sindaco l’ipotesi di costruzione della Quattrofoglie) un vero studio di fattibilità sulla ristrutturazione delle Besta possa essere fatto anche dal Comune. Studio mai fatto perché sembrò subito più vantaggioso costruire una nuova scuola. Ma vantaggioso per chi?

di Comitato Scuole Besta


Quando a fine luglio il sindaco Lepore dichiarò che il progetto della scuola Quattrofoglie veniva abbandonato e che la soluzione del “caso Besta” era il trasferimento della scuola in un’ala del nuovo Polo Dinamico, il Comitato Besta e la gente che lo sosteneva hanno esultato. Finalmente il parco Don Bosco era salvo, non c’era più bisogno di distruggerlo, tagliare alberi e creare una ferita profonda nel quartiere.

Ma è davvero la migliore soluzione? Analizziamo la situazione.

Il Comitato Besta nacque a luglio 2023, quando alcuni insegnanti delle Besta videro il progetto Quattrofoglie che avrebbe dovuto sostituire la scuola e lo ritennero un grosso passo indietro dal punto di vista pedagogico-didattico. Si aggiunsero poi residenti del quartiere e cittadini bolognesi, le associazioni ambientaliste e molte personalità dell’università e della ricerca, della politica e della cultura.

Infine il passo di lato del sindaco. La decisione è arrivata improvvisamente, sorprendendo tutti e scontentando molti del suo partito. Se politicamente ha funzionato, sul piano della sua realizzabilità non tutto torna. 

Il Polo Dinamico, attualmente un cantiere con cortile e palestra “ancora indietro con i lavori”, avrebbe dovuto ospitare la succursale del Liceo Sabin. Il nuovo edificio, inizialmente concepito come jolly per ospitare le scuole superiori in ristrutturazione o in carenza di spazi, è costruito su tre piani e ha un cortile di dimensioni limitate. È stato costruito seguendo le linee guida per le scuole superiori, diverse da quelle per le medie inferiori: alunni diversi, bisogni diversi, spazi diversi.

La palestra in costruzione e il Polo Dinamico a pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico

La vicesindaca Clancy ha giustamente dichiarato che i servizi educativi e scolastici devono essere costruiti in mezzo a parchi, esattamente come in mezzo al parco don Bosco si trova la scuola Besta, garantendo per ogni aula l’accesso diretto sia al parco per attività outdoor sia agli atelier interni come spazio di espansione per le attività della classe. Il Polo Dinamico affaccia su via Zacconi e ha accesso a una strada, non a un parco. Le aule sono collocate al primo e secondo piano, non ci sono gli atelier e gli spazi esterni sono esigui, meno accessibili e in condivisione con le classi del Liceo Copernico.

L’organizzazione modulare e gli spazi di espansione delle aule, Scuole Besta

E poi, come abbiamo chiesto agli assessori Ara e Borsari alla Festa dell’Unità, senza ottenere una risposta convincente: che fretta c’è di spostare le Besta al Polo da gennaio, prima che sia ultimato? Come dichiarato dal responsabile dei lavori, la palestra non sarà pronta prima di aprile. Dove faranno attività motoria i ragazzi? Che motivo c’è di costringerli a convivere con il cantiere?

Le Besta presentano problemi risolvibili con normale manutenzione in attesa di un intervento di riqualificazione; del resto, se fossero state costruite le Quattrofoglie, gli alunni sarebbero rimasti alle Besta ancora un paio d’anni.

Per queste ragioni riteniamo che la collocazione al Polo dinamico debba essere una soluzione provvisoria, per il tempo necessario alla ristrutturazione, che è la scelta definitiva più sensata e più adatta per una scuola di qualità. Siamo convinti che a questo punto un vero studio di fattibilità sulla ristrutturazione delle Besta possa essere fatto anche dal Comune. Lo studio non è mai stato fatto perché è sembrato subito più vantaggioso costruire una nuova scuola.

Ma vantaggioso per chi? Secondo i nostri tecnici il costo per rimettere a nuovo l’edificio secondo la normativa, con miglioramento sismico, sostituzione infissi, coibentazione con classe energetica A+++, riscaldamento e raffrescamento, ascensori, sarebbe attorno ai 6 milioni di €, contro gli oltre 18 milioni di € previsti per la nuova scuola.

Le scuole Besta con le aule ad accesso diretto al parco

Questo ragionamento in realtà non vale solo per le Besta. Se andiamo a vedere il piano scuola del Comune troviamo infatti un’impostazione per nulla convincente.

È di difficile comprensione la scelta di utilizzare le risorse pubbliche per sostituire proprio le scuole più recenti – Besta, Dozza, Mazzini-Volta, Zanotti, costruite con spazi interni adeguati, e in mezzo a parchi che verrebbero devastati – con scuole tutte aule, corridoi e refettorio, lasciando invece inalterati quasi tutti gli edifici più vecchi. Edifici in situazioni certamente peggiori da tutti i punti di vista: pedagogico, energetico e sismico. La ragione di questa scelta – come indica la documentazione del Comune – è sconcertante: non si interviene sulle scuole più vecchie e meno efficienti ma su quelle degli anni 70-80 realizzate in mezzo ai parchi perché lì ci sono “spazi liberi e disponibili”.

In sostanza si investe non dove è prioritario ma dove è più facile. E i parchi sono considerati “spazi liberi e disponibili” a nuovo cemento. Sarebbe invece più sensato riqualificare gli edifici più recenti, come già si è fatto per le identiche scuole Guercino con grande soddisfazione di Lepore, e con le risorse risparmiate ristrutturare o sostituire gli edifici più vecchi, in base a un vero Piano di Edilizia Scolastica. Per ristrutturare quegli edifici servono sedi provvisorie dove ospitare le attività scolastiche durante i lavori. Per questo riteniamo che sia interesse dell’intera collettività collocare le Besta all’interno del Polo Dinamico solo per il tempo necessario alla ristrutturazione e rimettere poi nella disponibilità del quartiere e della città, i locali del Polo Dinamico con il loro senso originario: uno spazio temporaneo per le scuole durante il processo di riqualificazione del patrimonio di edilizia scolastica.


4 pensieri riguardo “Il caso Besta e un vero Piano per l’Edilizia Scolastica

  1. Condivido i contenuti del documento al quale vorrei solo aggiungere qualche riflessione sul tema della partecipazione. In questo confronto tra l’Amministrazione e il Comitato entrambe le parti hanno dichiarato di essere portatori di quanto indicato da tavoli partecipati. La scelta di ricollocare, definitivamente, le Besta all’interno di un contenitore concepito e progettato per usi diversi da una scuola secondaria di primo grado, escludendo ogni contributo da parte della comunità educativa delle Besta, sembra interrompere improvvisamente ogni interesse per uno strumento, la partecipazione, che ad ogni tornata elettorale viene posto come elemento centrale di ogni programma di mandato. Per questo l’Amministrazione, per non rinnegare ciò che costantemente afferma, dovrebbe riaprire un percorso partecipato aperto a tutte le componenti che possono offrire un contributo per la migliore conclusione di questa vicenda.

    1. Credo molto ipocrita parlare di “interruzione improvvisa dello strumento della partecipazione” dopo che la parte di comunità scolastica (pochissimi) contraria al progetto della nuova scuola e cittadini (pochissimi residenti) sulle stesse posizioni non hanno partecipato alla serie di incontri avvenuti. Su un tema, quello di rifacimento delle scuole Besta, intavolato e noto da anni. Sarebbe il caso di raddrizzare e chiarire i fatti.
      Detto questo, preme anche sottolineare che nessun è contro Ambiente e Salute. Se a dirlo è chi scrive, è veramente un paradosso. Ma si stava rischiando, a causa del menefreghismo di pochi, di far sfumare la realizzazione di una nuova scuola di fondamentale importanza per un’intera comunità. A questo, prima o poi, qualcuno penserà?

  2. Il Sindaco ha dichiarato a luglio che ci sarà un percorso partecipativo sul futuro delle scuole Besta. Demolire o ristrutturare? Se vengono ristrutturate, quale sarà la loro destinazione? Cosa dice il PUG per quell’area? La strategia locale prevista dal PUG, scheda San Donato Vecchio, è da rivedere? Se sì, come? Il dibattito va allargato all’intera città.

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