L’Offerta Formativa destinata alle scuole della Città Metropolitana per il 2024/25 ha un motivo speciale di urgenza, a 60 anni dalla nascita dell’Istituto Storico della Resistenza: quello appena iniziato non può essere un anno come gli altri, in quanto conclude il triennio dedicato all’Ottantesimo della Liberazione (1943-2025). Per questo, la nuova offerta esprime l’esigenza di una riflessione che permetta di lavorare attorno ai nessi delle molteplici relazioni fra Guerra, Pace, Resistenza
di Filippo Mattia Ferrara, Istituto Storico Parri
Quest’anno non siamo riusciti ad aspettare le 8 di lunedì 16 settembre per uscire, come tradizione, al suono della prima campanella con Novecento e oltre (qui), il nostro Piano dell’Offerta Formativa destinato alle scuole della Città Metropolitana. Non potevamo aspettare perché, per noi che nasciamo più di sessant’anni fa come Istituto Storico della Resistenza, quello appena iniziato non può essere un anno come gli altri, in quanto conclude il triennio dedicato all’Ottantesimo della Liberazione (1943-2025). Per questo, la nuova offerta formativa esprime l’esigenza di una riflessione che permetta di lavorare attorno ai nessi delle molteplici relazioni fra Guerra, Pace, Resistenza.
Novecento e oltre propone 30 attività didattiche, rivolte alle classi terze della secondaria di I e all’intero ciclo della secondaria di II grado, che si articolano su sei aree tematiche. La prima, da intendere proprio come innesco per l’intera offerta formativa, è 1945-2025/Non è archiviata. Ottant’anni dalla Liberazione. L’obiettivo è di offrire alle classi una storia della Resistenza, declinata in chiave nazionale e locale. Per la prima due storytelling dedicati all’8 settembre 1943 e al 25 aprile 1945, per la seconda una camminata storica nei luoghi della città e tre attività/laboratorio realizzate con le fonti del nostro archivio, per inquadrare i temi della lotta armata, della Resistenza civile e del ruolo delle donne. A completare la sezione tematica abbiamo pensato a una storia della Prima Repubblica letta in una sorta di “a ritroso”, come a parafrasare la frase di Italo Calvino: «Tutto è sempre cominciato già da prima».
Dedicata a un altro anniversario legato alle vicende della Seconda guerra mondiale è l’area tematica Zone di interesse. La violenza fatta sistema (1935-1945) che si concentra sugli 80 anni dalla Liberazione di Auschwitz. I focus, in questo caso, sono le leggi razziali, il sistema concentrazionario e le stragi nazifasciste in Italia.
Non manca il consueto spazio, che sappiamo essere sempre molto apprezzato dai docenti che per mille e note ragioni faticano a superare il 1945, dedicato allo studio degli ultimi Sessant’anni di storia. Ne I resti del secolo. Percorsi nel secondo Novecento il filo rosso di guerra, pace e Resistenza trova la sua massima espressione. Otto attività che consentono di affrontare alcuni degli eventi fondamentali della seconda metà del secolo scorso: la Guerra del Vietnam, il Sessantotto, l’Argentina dei desaparecidos, il disastro di Chernobyl, il muro di Berlino e il 1989, le guerre in ex Jugoslavia, il genocidio in Rwanda. Ad aprire l’area uno storytelling dedicato all’anno che raccorda un prima e un dopo incommensurabilmente distanti: il 1945.
La quarta area tematica è composta da tre attività che ci consentono di sfondare i confini dell’attualità e stabilire una narrazione centrata nel flusso presente/passato/futuro: i temi di genere, delle migrazioni e delle guerre in corso formano Storie del tempo presente.
In continuità con questo sguardo attento al presente si pone anche la quinta area tematica Percorsi nella Media e Digital Education, dedicata ai temi del digitale. Argomento rilevante della nostra riflessione didattica, da qualche anno consente agli studenti di lavorare su social network, fake news, intelligenza artificiale e sulla Rivoluzione digitale.
A chiudere la nostra proposta più sfidante, nata per offrire una chiave di lettura non manualistica del XX secolo: in (Ri)letture del Novecento il tema ambientale, alimentare, musicale, di genere e di generazione, diventano altrettante chiavi per guardare al secolo scorso con un approccio inedito, a volte spiazzante, ma che ha il grande merito di innescare una riflessione su narrazioni usuali e tradizionali.
Non potevamo, poi, dimenticare i docenti: dopo il riscontro della prima edizione di “Novecento e oltre. Il corso di formazione” abbiamo deciso di proseguire con quanto avviato lo scorso anno. L’appuntamento è per febbraio 2025, quando si terrà il primo di quattro incontri a cadenza quindicinale.
In chiusura, una sorpresa. Quando lo scorso anno abbiamo aperto le porte della nostra sede per accogliere, gratuitamente, le classi che hanno scelto i nostri percorsi, non potevamo prevedere l’entusiasmo e l’apprezzamento ricevuti. Per questo vogliamo replicare. Sarà un’occasione per offrire, anche quest’anno, gratis le nostre attività, nei nostri bellissimi spazi che custodiscono la storia e le memorie della nostra città.
