Martedì 5 novembre alle 17.30, al Centro Costa di via Azzo Gardino, un’iniziativa per raccontare alla cittadinanza le proposte che Legambiente, Associazione Energia per l’Italia, Centro per le Comunità solari e Rete Emergenza Climatica Ambiente vogliono portare all’attenzione della prossima giunta e consiglio regionali
di Silvia Zamboni, capogruppo regionale e capolista di Alleanza Verdi Sinistra alle regionali del 17 e 18 novembre
Ma quale maltempo! Chiamiamo le cose con il loro nome: siamo in piena emergenza climatica! I ripetuti eventi meteo estremi a cui assistiamo da mesi, anche in Emilia-Romagna ma non solo, hanno tutti la medesima origine: la, peraltro nota, fragilità idrogeologica del territorio italiano elevata all’ennesima potenza dall’alternarsi di periodi siccitosi e devastanti piogge, che sono le due facce della medesima medaglia: il cambiamento climatico. Non lo dicono solo Verdi e ambientalisti, ma gli scienziati di tutto il mondo, concordemente, a cominciare dai ricercatori dell’Ipcc, la task force che studia il clima per l’Onu.
Per uscire dalle immancabili chiacchiere da bar sulle cause delle alluvioni – leggi: tane delle nutrie e cosiddetta pulizia dei fiumi – ho ritenuto utile organizzare l’incontro pubblico “Alluvione, emergenza climatica, energie pulite. Quattro proposte per l’Emilia-Romagna”, in programma martedì 5 novembre alle 17.30 al Centro Costa, in via Azzo Gardino 44, a Bologna. Parleremo delle proposte di Legambiente, dell’Associazione Energia per l’Italia fondata da Vincenzo Balzani, del Centro per le Comunità solari e della Rete Emergenza Climatica Ambiente.
Con me interverranno esperti della materia: Federico Grazzini, fisico e meteorologo, farà un inquadramento introduttivo sulla dinamica della recente alluvione che ha devastato intere zone di Bologna e della provincia; Davide Ferraresi, fisico, illustrerà il documento con le proposte di Legambiente Emilia-Romagna, di cui è presidente; Vittorio Marletto, fisico, illustrerà le proposte e le richieste ai candidati presidente dell’Associazione Energia per l’Italia (qui); Leonardo Setti, chimico, docente all’Università di Bologna e Presidente del Centro comunità solari, illustrerà il contenuto della Legge di iniziativa popolare sull’Energia di Reca che ha raccolto oltre settemila firme, e che deve essere messa all’ordine del giorno della prossima Assemblea legislativa regionale. Io illustrerò il mio Progetto di legge sul Clima (qui), depositato a inizio settembre, che riproporrò in Assemblea legislativa se sarò rieletta alle imminenti regionali del 17 e 18 novembre.
Analizzeremo proposte sia di adattamento al cambiamento climatico, in difesa dell’integrità di persone, case, imprese, territori e infrastrutture in Emilia-Romagna, sia di mitigazione, ovvero di riduzione delle emissioni climalteranti, a partire dall’impiego delle fonti rinnovabili al posto di quelle fossili. Mitigazione e adattamento sono i due capisaldi che vanno messi al centro della lotta al cambiamento climatico. E sono anche la struttura cardine del mio Pdl, con il quale ho previsto l’istituzione dell’Assemblea di cittadini per il clima. Perché senza partecipazione deliberante della società non si può affrontare l’impegno, così complesso, del ripensamento del modo in cui ci spostiamo, riscaldiamo/rinfreschiamo e illuminiamo le nostre case, edifichiamo, produciamo e impieghiamo l’energia, coltiviamo e curiamo il territorio.
Prevenire deve diventare il mantra che ispira il nostro modo di operare, nel pubblico e nel privato. Dopo gli interventi degli esperti, verrà dato ampio spazio al dibattito con il pubblico presente.
Il messaggio di fondo di questo incontro è che anche l’Emilia-Romagna deve invertire la rotta tracciata da decenni di uso delle fonti fossili, che vanno sostituite da sole e vento. Le tecnologie ci sono: non c’è niente da inventare. E poi gli alberi, nostri grandi alleati: la riforestazione, soprattutto urbana per combattere anche le ondate di calore, è indispensabile. Il progetto lanciato cinque anni fa da noi Verdi per piantare 4 milioni e mezzo di nuovi alberi, uno per ogni cittadino emiliano-romagnolo, va portato a termine. E vanno preservati gli alberi che già ci sono. In Emilia-Romagna c’è tanto da fare e le emergenze di questi giorni lo dimostrano. La lotta al cambiamento climatico passa anche dal contrasto al consumo di suolo e all’impermeabilizzazione dei terreni agricoli, visto che siamo una regione tra le più costruite d’Italia. Basta cemento e asfalto, sì al trasporto su ferro ed elettrico.
Vi invito quindi a partecipare all’incontro, martedì 5 novembre alle 17.30, e a portare le vostre considerazioni e domande, per costruire un vero confronto aperto attorno a questo tema complesso, contro l’approssimazione e la faziosità di molte dichiarazioni che si sono susseguite in questi mesi.
Photo credits: Ansa.it

direi di non votare assolutamente persone come questa che pensa di risolvere il problema con l’energia alternativa e altre cose come ha descritto … ma non parla assolutamente della messa in sicurezza del territorio che ci procurerà altri immensi danni nei prossimi anni .
questo è un problema enorme che deve essere affrontato con un solido piano territoriale con cambiamenti e adeguamenti importanti ma tutti parlano dei fossili che comprende il mondo mentre il territorio è locale e qui bisogna metterlo in sicurezza .
NON VOTATELA NON CONOSCE LA REALTÀ
Giudico il commento precedente oltremodo scorretto.
Il sig. Mario vada martedì 5/11 al Centro Costa e contesti gli argomenti di Silvia Zamboni qui annunciati.
Giudica pure io non perdo tempo con idee legate a congetture che riportano molto a sovvenzioni che arrivano dall’europa e non essendo globali a livello mondiale hanno un interesse molto personale mentre la realtà del territorio è evidente negli ultimi anni e’ totalmente differente