«È una responsabilità enorme – ha detto Isabella Conti, commentando il record storico di preferenze – Bisognerà dare risposte a ciascuno di loro». Perché dopo il compiacimento, pur comprensibile per un partito che in Emilia-Romagna ha realizzato l’autonomia differenziata dai suoi compagni di coalizione, viene la consapevolezza che la fiducia, anche in assenza di alternative, ha sempre una data di scadenza
di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB
Nell’interpretare gli esiti di una competizione elettorale, in specie quando sono tanto netti e roboanti, vale sempre la pena ricordarsi che la vittoria ha molti padri, mentre la sconfitta è inevitabilmente orfana. Aforisma abusato o forse luogo comune, ma proprio per questo sempre attuale e addirittura calzante, in questa occasione, mettendo a confronto le immagini antitetiche che lunedì sera provenivano dai comitati elettorali di Michele de Pascale ed Elena Ugolini.
A voler poi sfruculiare tra numeri e percentuali, facendo eco ai temi posti da Aldo Balzanelli (qui), non c’è dubbio che il meraviglioso risultato di Isabella Conti rappresenti la “galvanizzazione” del progetto politico leporiano, e non solo per la comune esperienza liceale. 19.414 preferenze sono infatti la “zincatura” offerta dall’ex sindaca di San Lazzaro a un progetto, quello della città più progressista d’Italia, che stava obiettivamente iniziando a mostrare i primi segni di corrosione. Leggere le analisi di Pier Giorgio Ardeni – su Facebook, purtroppo – per farsi un’idea.
Del resto, la grandezza di un politico si vede soprattutto dalle scelte che compie. E Lepore, stando vicino a Conti, ha colto un’occasione che in tanti, dentro la cosiddetta “area Schlein”, non hanno nemmeno visto arrivare. Dimostrando per l’ennesima volta perché, di questa nuova generazione di amministratori, è e rimane il miglior fico del bigoncio.
Non avendo alcuna inclinazione giovanilistica, non mi accoderò aprioristicamente ai festeggiamenti per l’ascesa pubblica dei nati negli anni ’80, che restano comunque una generazione cresciuta nella convinzione che Bill Cosby fosse una brava persona. Quello di cui mi compiaccio, da cittadino ed elettore del centrosinistra, è che con Elly Schlein e Lepore, Isabella Conti e Michele de Pascale, il passaggio di consegne nel Partito democratico è finito nelle mani di persone competenti e capaci. E questo fa ben sperare per il futuro.
Certo chi vive sperando, di norma, muore in maniera poco nobile. E dal momento che tra le interpretazioni del voto già girano accostamenti un tantinello forzati tra zone interessate dai provvedimenti della Città 30 e l’aumento dei consensi nei seggi di riferimento, sarà indispensabile rimboccarsi le maniche ancora di più e utilizzare i due anni di tranquillità elettorale per portare a termine gran parte dei cantieri, prima che qualcuno possa convincersi che a Borgo Panigale il successo sia stato influenzato dal rapporto tra l’età media dei residenti e l’apprezzamento per gru, escavatori e i restringimenti di carreggiata.
«È una responsabilità enorme – ha detto Isabella Conti, commentando il record storico di preferenze che l’ha vista superare anche l’Elly Schlein “Coraggiosa” del 2020 – Bisognerà dare risposte a ciascuno di loro». Sono sicuro che il suo pensiero sia condiviso anche da sindaco, segretaria nazionale e neopresidente regionale. Perché dopo il compiacimento, pur comprensibile per un partito che in Emilia-Romagna ha ormai realizzato una sorta di autonomia differenziata dai suoi compagni di coalizione, viene la consapevolezza che la fiducia, anche in assenza di alternative, ha sempre una data di scadenza.

Volere far passare il successo del ex sindaca di San Lazzaro a lepore e’ una vostra forzatura talmente grande che diventa quasi IRONICA e che vi lega per motivi vostri al peggior sindaco della città