Scuole Besta, quale futuro?

Sabato 7 dicembre, dalle 9 alle 13, un convegno al Cinema Perla di via San Donato cercherà di indagare quali sono le possibilità di recupero del plesso scolastico nel parco Don Bosco, dopo la mancata demolizione

di Comitato Besta


Sabato 7 Dicembre, dalle 9 alle 13 al Cinema Perla, si terrà un convegno che, rileggendo l’evoluzione dell’edilizia scolastica a Bologna dal dopoguerra a oggi, porrà al centro il futuro delle Scuole Besta e di altre scuole della città. Sarà un’occasione per esaminare la problematica da tutti i punti vista: urbanistico, ambientale, pedagogico, organizzativo e architettonico.

Si parlerà di quando, sulla spinta della legge sulla scuola media unica e della previsione del tempo pieno, si voleva superare lo schema tradizionale aule-corridoio-refettorio per realizzare spazi più articolati e aderenti alle nuove esigenze. Insieme ai pedagogisti e agli insegnanti, si cercava di capire allora quale dovesse essere l’organizzazione degli spazi per consentire lo svolgimento  dei progetti educativi e al gruppo classe di svolgere quelle attività varie e di gruppo, di recupero/consolidamento/potenziamento, nell’ambito dello spazio previsto dalla normativa.

Sono seguiti vari progetti, dal 1970 al 1985, realizzati  nelle aree previste dal Piano di Edilizia Scolastica del 1966 e dalla successiva variante al Piano Regolatore, in aree grandi perché si riteneva che le scuole, e gli alunni, dovessero crescere in mezzo a dei parchi. In quegli anni sono state costruite moltissime scuole, di ogni ordine, e, in seguito al calo demografico, con la razionalizzazione operata dal successivo Piano di Edilizia Scolastica del 1983, sono state eliminate dall’uso delle scuole dell’obbligo tutte quelle giudicate inidonee, rimanendo , in generale, indicazione di ristrutturazione delle scuole esistenti più vecchie  e la necessità di solo qualche nuovo intervento.

Poi la scuola in generale ha subito una contrazione, con riduzione delle compresenze degli insegnanti e del tempo pieno o prolungato. Attualmente tutto questo sembra dimenticato, si vogliono sostanzialmente ripristinare i vecchi schemi tradizionali: aule- corridoi-refettorio, previsti nelle ultime realizzazioni e negli ultimi progetti per altre scuole. E non si ritiene più necessario un grande spazio esterno. A tal proposito, sabato si parlerà anche del cosiddetto “Piano di Edilizia Scolastica” del 2023: un elenco di interventi, certo, ma per quali finalità?

Tornando all’oggi, resta il fatto che si vogliono trasferire urgentemente gli alunni delle scuole Besta in un edificio progettato per le scuole superiori, in coabitazione e con il cortile in condivisione col Liceo Copernico, e con la palestra in costruzione nel cortile stesso, sotto le finestre, con le classi al primo e secondo piano. Oggi, invece, la scuola si trova in mezzo a un parco a cui le classi accedono direttamente attraverso ampie porte finestre.

Le Besta sono una risorsa cui la città non deve rinunciare, considerando che possono essere ristrutturate in modo conveniente per il Comune, garantendo sicurezza sismica ed efficienza energetica. Al convegno presenteremo il progetto di ristrutturazione che un pool di tecnici ha realizzato in collaborazione con il Comitato Besta. Se realizzato, utilizzando meno degli 8 milioni che il sindaco Lepore intende versare alla Città Metropolitana per acquisire parte del Polo dinamico, Bologna  potrebbe disporre di due scuole: le Besta progettate esclusivamente per allievi e allieve delle medie inferiori e il Polo dinamico assegnato alla sua funzione originaria di accoglienza temporanea  degli studenti durante altri interventi di ristrutturazione delle diverse scuole bolognesi.

Sullo sfondo, sempre le stesse domande. Oggi la scuola si trova in mezzo a un parco, su cui si aprono le porte delle classi. E non ha alcun problema, basterebbero piccoli interventi di manutenzione richiesti da anni. Perché almeno non aspettare che sia finita la palestra e, casomai, spostare gli alunni nel tempo che si ristruttura la scuola attuale, in modo da lasciare poi il posto per la ristrutturazione di tante altre scuole che ne avrebbero molto bisogno?


2 pensieri riguardo “Scuole Besta, quale futuro?

  1. E’ sempre la solita storia, le scuole Besta con annesso Parco Don Bosco costituiscono un osso con annessa “ciccia” troppo appetitoso affinche’ il branco di lupi famelici sia disposto a rinunciarvi, quindi metafora a parte questa partita bisognera’ giocarsela bene perche’ nel 2025 torneranno inevitabilmente alla carica

  2. Una domanda: perché le scuole Besta, così come le Farini, le Pepoli e , mi sembra, anche le nuove Carracci non hanno il tetto coperto di pannelli fotovoltaici e termici così come dovrebbe essere eticamente obbligatorio visto che correttamente non li vogliamo sui campi agricoli? Forse la vecchia struttura non sorregge il peso degli impianti?

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