A Bologna sono trentatré le realtà come quella di via Azzo Gardino 48, dove anni di impegno associativo e volontario hanno dato vita a un mix di qualità e comunità lontano dalla logica del profitto. Un patrimonio sociale assolutamente da tutelare
di Sergio Caserta, già dirigente, attivista politico
C’è una piccola oasi di ritrovo e socialità a Bologna, in via Azzo Gardino – strada pedonalizzata negli anni novanta con visione lungimirante dall’ex sindaco Vitali – che raccoglie in poche centinaia di metri istituzioni culturali e sociali di rilevante interesse.
Infatti in questa viuzza che si snoda tra via Riva e Reno e Porta Lame, praticamente alle spalle del centro storico, si trovano la Cineteca comunale, perla della città per la sua attività conosciuta in tutto il mondo di restauro cinematografico, insieme alla biblioteca fotografica e cinematografica Renzo Renzi, e poco più sopra alcune aule e biblioteche della facoltà di Scienze della comunicazione e del Dams, oltre al giardino pubblico “11 settembre 2001”, l’Università Primo Levi, il centro polifunzionale universitario UNIone.
In questa zona, definita la “Manifattura delle Arti” ci sono poi anche l’altro giardino del Cavaticcio, spazio che spesso ospita eventi e street food, all’interno del quale si trovano le scuole d’infanzia pubbliche e, in fondo, il Cassero, sede delle associazioni Lgbtqia+. Al sabato, nella piazzetta Pasolini davanti alla Cineteca, si tiene il simpatico Mercato ritrovato, dove i possono acquistare prodotti a chilometro zero.
Al numero 48, proprio di fronte all’ingresso del Cavaticcio, c’è la Casa di Quartiere Giorgio Costa, vera oasi di riposo e svago, ma anche di impegno culturale e artistico. In origine un centro sociale per anziani, è gestita dall’associazione Ancescao e vi si svolgono, si può dire quotidianamente, eventi, incontri, dibatti, mostre, spettacoli, proiezioni, mercatini dell’usato. Ma ci si può anche andare per festeggiare il compleanno o la laurea.
La Casa di Quartiere dispone di alcune sale coperte, attrezzate per dibattiti ed eventi, e di uno spazio all’aperto per quelli che si tengono durante la bella stagione. C’è un accorsato bar/bistrot dove si possono consumare bevande e pasti a buon mercato. Il pezzo forte è sicuramente il giardino, che perfino d’inverno è frequentatissimo da centinaia di persone, molti giovani, universitari e non. Mentre gli anziani del centro, i primi fruitori, ci vanno quotidianamente per le loro chiacchierate, per i tornei di carte, per guardare le partite e soprattutto per trascorrere il tempo in compagnia.
Il Costa è un luogo d’attrazione perché offre tutte queste opportunità, ma soprattutto perché vi regna un clima di piacevole e informale socialità. Non è un posto ricercato, pur essendo senza dubbio bello, vi si svolgono incontri di ogni genere, a carattere culturale e politico, ma sono ovviamente esclusi argomenti e ambienti che si richiamano alla violenza e men che meno a nostalgie fasciste, tant’è che ormai è la sede preferita d’incontri anche ad alto livello promossi da istituzioni, partiti ecc. Vi si tengono soprattutto d’estate rassegne ed eventi culturali, feste politiche, proiezioni e concerti.
Graziano Ferrari, presidente della Casa di Quartiere, con sua moglie Mariella sovraintende con i suoi assistenti tecnici Davide e Danial alla programmazione e alla buona riuscita degli eventi. La capacità di Graziano, attore e regista teatrale, è di prendere con calma olimpica anche le situazioni più complicate che, a volte, si vengono a creare. È persona attenta e disponibile e ciò contribuisce non poco all’armonia del centro. Il bar/bistrot è gestito da un formidabile gruppo di giovani riuniti nella cooperativa di lavoro Dantes, presieduta da Gianluca Bianco che con Vincenzo, Diana e Lorenzo formano un team eccellente, sono molto gentili, riescono a dare sempre un ottimo servizio e non si arrabbiano mai, o quasi! Inoltre la cooperativa ha meritoriamente realizzato dei progetti con stagisti, tra soggetti svantaggiati, autistici, rifugiati cui insegnano il lavoro sia al bar sia in cucina.
Insomma il Costa è un luogo che si è venuto a formare nel tempo con peculiari caratteristiche, che ne fanno una realtà positiva e molto gradita da tutti coloro che la frequentano. Nessuno si sente escluso e non c’è posto per atteggiamenti fighetti.
A Bologna le Case di Quartiere come la Giorgio Costa sono 33, spazi pubblici che, forse perché non sorretti da alcuna logica di “profitto” privato, sono riusciti a creare il mix migliore tra qualità e comunità. Sono veri luoghi associativi, e per questo assolutamente da preservare.

Il centro Costa è un mondo bellissimo. Grazie a quanti ĺo rendono vivo e fruibile per tutti.
Graziano e Mariella per primi.