Il centrodestra non conosce Bologna

Hanno addotto scuse ridicole per aver disertato la premiazione delle associazioni dei familiari delle vittime. Ma soprattutto non si rendono conto che quelle sono ferite profonde nella carne della città

di Aldo Balzanelli, condirettore cB


«Era finita la benzina. Si bucò un pneumatico. Non avevo i soldi per il taxi! Il mio smoking non era arrivato in tempo dalla tintoria! Era venuto a trovarmi da lontano un amico che non vedevo da anni! Qualcuno mi rubò la macchina! Ci fu un terremoto! Una tremenda inondazione! Un’invasione di cavallette!»

Ricordano le celeberrime scuse dei Blues Brothers quelle addotte dagli esponenti del centrodestra per giustificare la clamorosa assenza alla cerimonia di premiazione con la Turrita d’argento dei tre presidenti delle associazioni dei familiari della strage del 2 agosto, di Ustica e della Uno Bianca. Non lo sapevano, avevano altri impegni, nessuno glielo aveva detto, erano al lavoro e non potevano assentarsi eccetera. Ma per carità, condividono appieno le battaglie di Paolo Bolognesi, Daria Bonfietti e Rosanna Zecchi. Peccato che non sia vero, almeno per molti di loro. Certo c’è il rischio di doversi vergognare a prendersela con chi ha subito un lutto e si batte per avere giustizia. Quindi si deve dichiarare di essere al fianco delle vittime. Salvo poi sostenere tesi opposte a quelle sostenute dalle associazioni che peraltro hanno trovato conferma nel lavoro della magistratura.

Quelle assenze dunque sono tutt’altro che casuali perché nel corso degli anni il centrodestra non ha mai smesso di prendere le distanze dalle sentenze che hanno certificato il ruolo dei neofascisti nelle stragi e il gioco sporco dei servizi segreti che hanno fatto di tutto per evitare che si scoprissero i legami tra i neofascisti, gli apparati dello Stato e la massoneria. In tanti in quella metà del campo non hanno esitato a definire “comunisti” i giudici che lavoravano per la verità, cercando di abbattere il muro di gomma che ha sempre avvolto la strage di Ustica con un’infinità di omissioni, depistaggi, verità negate. Arrivando a sostenere un’associazione  dei familiari “alternativa” che nega la tesi del missile, assolve l’aeronautica e non perde occasione per attaccare il gruppo storico guidato da Daria Bonfietti.

Ma il centrodestra non si è fermato qui, affermando che “la sinistra” si preoccupa di cose che non interessano alla gente, invece di dedicarsi ai “problemi veri”.  E qui, come si dice, casca l’asino. È certamente grave che il centrodestra non senta il dovere di partecipare a un’iniziativa che aveva lo scopo di rendere omaggio a chi per decenni si è battuto per la verità e la giustizia.

Ma è più grave che i suoi esponenti non si rendano conto che quegli eventi sono cicatrici profonde nel corpo della città e che la stragrande maggioranza dei bolognesi, anche quelli che non erano ancora nati, li sente come una ferita aperta. Lo dimostrano le migliaia di persone che ogni 2 agosto, nonostante siano passati quasi 50 anni, partecipano alla manifestazione lungo via Indipendenza. O le centinaia di donne e uomini che affollano le iniziative intorno al museo per Ustica. Non rendersene conto significa non capire nulla di Bologna. Ed è un bel problema per chi vorrebbe rappresentare un’alternativa alla guida della città.


2 pensieri riguardo “Il centrodestra non conosce Bologna

  1. Ciao a tutti, è un bel problema anche perchè senza opposizione anche il governo della città finisce per risentirne. Per adesso ce la caviamo risuscitando dal Medioevo lo scontro Impero – Liberi Comuni, con il Carroccio dalla parte dell’Impero 🙂
    Tanti auguri di Buone Feste

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