Se a San Nicola fosse avanzato qualcosa, di tutto il ciarpame distribuito in questi giorni, chiederei per noialtri un buon paio d’occhiali e dei sacchetti di sabbia da legare alle caviglie: vedere la realtà per com’è, senza rischiare voli pindarici, mi pare un buon proposito per l’anno appena iniziato
di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB
Che pubblicare o scrivere articoli durante le Feste sia attività perlopiù faticosa e a tratti insostenibile è cosa nota: la città si svuota, le attività pubbliche e private si interrompono, e trovare una notizia con quel tantinello d’interessante da meritare l’impaginazione diventa opera d’ammirevole ingegno molto più che di profonda investigazione.
Non stupisce quindi che, nell’ultima settimana, a tenere banco ed edicole aperte siano state lə Vecchionə Mercurio e una password “ambigua” per la Card Cultura dei dipendenti comunali. A ricordarci, come scriveva Rabelais, che per la maggior parte dell’umana stirpe la più vera perdita di tempo è contare le ore. Che a Natale, sfortunatamente, abbondano.
Insostenibili anche l’indignazione social per il “servizio” di Report su Fico, così come quella mancata per la cessione di Beghelli ai bergamaschi della Gewiss. Un altro gioiello della corona industriale bolognese che se ne va, mentre la città incurante si concentra per decifrare la supercazzola dell’assessore Laudani. Il quale, sempre per tramite di Zuckerberg, ci fa sapere che quanto potrebbe accadere intorno al Caab è nient’altro che la più classica “eredità delle amministrazioni precedenti”.
Insostenibili, infine, i debiti pregressi del Partito democratico e, almeno a sentire il Rettore Molari, anche la gestione sul medio lungo periodo dell’Ateneo. In entrambi i casi, curiosamente, per chiarire la situazione è richiesto un intervento dai rispettivi vertici nazionali. Altrimenti saranno quasi certamente inevitabili i tagli di sedi e stipendi.
Il dubbio che viene, sic stantibus rebus, è che a essere davvero insostenibile sia la presunzione un po’ collettiva e assolutamente naïve che una città come la nostra, pur con le sue sacche ancora parecchio evidenti di benessere, possa crescere e svilupparsi da sola e avulsa dalle contraddizioni che, di questi tempi strani e globalizzati, sono comuni a tutte le collettività del globo terraqueo.
Se a San Nicola fosse avanzato qualcosa, di tutto il ciarpame distribuito in questi giorni, chiederei per noialtri un buon paio d’occhiali e dei sacchetti di sabbia da legare alle caviglie: vedere la realtà per com’è, senza rischiare voli pindarici, mi pare un buon proposito per l’anno appena iniziato.
Photo credits: Giorgio Bianchi/Comune di Bologna

Questo articolo, a dir la verità, mi sembra *tutto* un volo pindarico: per stile, povertà di contenuti, superficialità nel vedere il reale, quindi occhiali e sacchetti di sabbia li raccomanderei anzitutto all’autore, affinché la prossima volta parli per se stesso e non al plurale.