Cercare le cause della crisi economica dei partiti solo nel presente è fuorviante. Dalla stagione di Mani pulite in avanti lo iato tra politica e cittadinanza non ha fatto che aumentare, provocando gli effetti nefasti con cui anche i democratici devono ormai fare i conti
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Lunedì 20 gennaio si riunirà la Direzione provinciale del Pd metropolitano. L’Ordine del giorno è noto: la Fondazione 2000 vanta un credito rilevante perché sono molti i circoli che, a detta della Federazione, non versano il canone di locazione a suo tempo pattuito. I suddetti circoli, per converso, assicurano di aver agito su indicazione della stessa Federazione.
Non c’è dubbio che la situazione determinatasi è decisamente delicata, ma intanto possiamo già rispondere a qualche domanda: perché al momento della frettolosa nascita del Pd la componente ex Pci-Pds-Ds decise di salvaguardarne l’eredità materiale e ideale? Prudenza verso la nuova avventura politica? Sì, questa prudenza ci fu. Analoga scelta fu compiuta dall’altra componente del nascituro partito.
Così dalla “sezione” si passò ai “circoli”. Lo Statuto del Pd mise sullo stesso piano iscritti ed elettori, introdusse le primarie ai vari livelli per designare le figure apicali svilendo l’appuntamento congressuale e si realizzò, nei fatti, il cosiddetto “partito leggero”. Come è noto l’itinerario del nuovo soggetto non fu proprio una marcia trionfale anche se, va detto, il partito rimase perno rilevante del sistema politico. Un ruolo che oggi, sotto la guida Schlein, va consolidandosi.
Non dimentichiamo, in questo contesto, che la Festa dell’Unità continua nonostante la chiusura del giornale da cui prese il nome, mentre l’antica appassionata militanza è continuata e si va rinnovando con slancio. La visita alle cucine della Festa è ormai una liturgia. Alla base la passione è rimasta tutta, nonostante un qualche distacco dal vertice anche nella nostra realtà.
Il consolidarsi delle correnti con derive pressoché militari svilisce ovviamente la dialettica politica è si va smarrendo la memoria storica. I media tendono a svilire il confronto politico tra persone in carne e ossa. I circoli sopravvivono nel partito leggero e si arrabattano per riuscire a far fronte alle spese, canone di locazione compreso. I più volonterosi fanno di tutto per avere entrate, compresse attività nobili, ma le entrate sono quasi sempre inadeguate, nonostante l’esemplare generosità della base. Stentata è la presenza dei circoli nei luoghi di lavoro e di studio.
Dopo Mani pulite la politica e i partiti hanno perso credibilità e la sinistra non ha avuto la forza di reagire a una indiscriminata aggressione. La scelta di abolire il finanziamento pubblico e un meccanismo elettorale antidemocratico hanno fatto il resto, trasformando di fatto il partito in un perenne comitato elettorale.
È questo il “nodo scorsoio” che, anche in una realtà come la nostra, strangola il rapporto tra Fondazione e circoli. La Segretaria Mazzoni ha saputo e sa gestire questo problema con intelligenza e altrettanto fa Mauro Roda, responsabile della Fondazione 2000. La stessa che ha offerto alla città, insieme ad altre realtà, la mostra su Berlinguer con un numero limitato di volontarie e di volontari.
Il Pd a trazione Elly sta risalendo la china con dignità’ e credibilità, difendendosi anche dal “fuoco amico” sempre in agguato. In sede di Direzione, per la quale auspico un “dimagrimento”, si troverà la quadra per far sì che un nuovo Pd sia perno per un’alternativa dal basso allo stato di cose esistente, frutto di una deriva elitaria che ha fatto soffrire quel popolo educato alla politica che vuole ancora avere voce in capitolo.
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Potrebbe il PD bolognese lanciare una raccolta fondi per la copertura del debito verso Fondazione 2000 ?