I consiglieri eletti di Bologna Ci Piace e Al Centro Bologna chiedono all’inquilino di via degli Agresti di intervenire per sollecitare la Giunta a rispettare maggiormente il Regolamento di Palazzo d’Accursio e presenziare con più costanza ai Question Time del venerdì
di Barbara Beghelli, giornalista
«Eccellenza signor Prefetto, Le scriviamo per segnalare vari incresciosi episodi omissivi che purtroppo si verificano spesso presso l’Amministrazione comunale di Bologna». Inizia con questa frase la lettera recapitata pochi giorni fa a Enrico Ricci, Prefetto di Bologna, a doppia firma dei consiglieri comunali civici Samuela Quercioli e Gian Marco De Biase.
Così agendo, i due colleghi eletti nel Consiglio di Palazzo d’Accursio hanno voluto porre l’attenzione sulle interrogazioni inevase e i ritardi delle risposte per richiedere un «autorevole intervento» volto a condannare l’illegittimità commessa dalla Giunta, richiamando all’ordine su «un maggiore rispetto del Regolamento comunale».
La lettera prosegue così: «Com’è noto il Regolamento del Consiglio comunale in vigore dall’8 ottobre 2007 articolo 56 (rubricato “diritto di interrogazione dei consiglieri sulle attività degli uffici e dei servizi comunali”), al comma 2 prevede che la Direzione generale e i dirigenti rispondono per iscritto entro 15 giorni dalla richiesta di informazioni per parte dei consiglieri». Un iter che, constatano i due rappresentanti di Bologna Ci Piace e Al Centro Bologna-Gruppo Misto, non è stato rispettato dalla Giunta in ben 16 casi, e a cui non è seguita nemmeno risposta scritta.
In sintesi, i consiglieri interrogano ma molto spesso non vengono messi in condizione di sapere le risposte, fatto che denota una «illegittima compromissione dei diritti» e, come spiegano, compromette il loro dovere/mestiere.
Ma addentriamoci nella questione. L’interrogazione più vecchia e inevasa è quella di Samuela Quercioli, che porta la data 9 dicembre 2022, sul “Patrimonio immobiliare del Comune”. A seguire quella di maggio 2023 depositata dal collega sulle “Spese di rappresentanza del Sindaco e della Giunta”. Ma appunto sono 16 le domande giacenti, tra cui i lavori di via Ugo Bassi, presentata sette mesi fa, quella sugli autobus, le spese del Gabinetto del Sindaco (silenzio stampa per tre mesi) e i quesiti su costi della Città 30.
Le rimostranze dei civici comprendono poi anche un’altra questione, quella delle presenze in aula, sempre nei giorni dedicati al Question Time. Nello specifico l’assessore Raffaele Laudani è stato il più assente: su 63 venerdì di Question Time, infatti, si è presentato una sola volta. Le altre “repliche” sono state inviate ai consiglieri in forma scritta oppure sono state lette in Consiglio da altri assessori. E il sindaco? Matteo Lepore, secondo le stime dei due consiglieri, ha numeri contenuti: 6 presenze in aula su 122 (venerdì) in cui vi erano domande a lui rivolte.
Certo c’è poi anche chi “brilla”: per esempio la vicesindaca Emily Clancy, con 79 presenze in Consiglio su 86, l’assessore Simone Borsari (85 su 91) e Daniele Ara (53 su 88). Tutti gli altri componenti della Giunta hanno un tasso di risposta in aula al Question Time inferiore al 50%. Sentiamo in proposito la testimonianza diretta della consigliera Quercioli.
Voi sostenete che si verifichi un’anomalia, arrivano pochi riscontri alle vostre interrogazioni. Di qui l’esposto.
«Esatto. Ovviamente rimane e, anzi, viene ribadita la nostra volontà di collaborare. Tuttavia, è fondamentale che si mettano a disposizione dei consiglieri gli strumenti utili a dare una valutazione all’amministrazione, fornendo le dovute risposte alle segnalazioni e alle domande che ci arrivano dai cittadini».
Ma non era sufficiente un sollecito?
«Abbiamo più volte pressato la Giunta per il rispetto del Regolamento nelle riunioni dei capigruppo e con la presidenza del Consiglio senza ottenere alcun risultato. Presentato a luglio un ordine del giorno che non si è voluto discutere. È inaccettabile, come spiega anche il mio collega, che solo il 27% delle risposte alle interrogazioni abbia rispettato i 15 giorni e che il 10% delle risposte superi i 60 giorni».
Cosa succede se il Prefetto non da riscontri celermente?
«Entro due settimane torneremo alla carica con un sollecito».
Voi ieri in conferenza stampa avete anche puntato il dito contro le assenze in aula.
«Sì. L’assessore Laudani è il più assente: su 63 venerdì, si è presentato una sola volta. Anche il sindaco: 6 presenze su 122 con domande a lui rivolte. Bene invece la vicesindaca, 79 presenze su 86, l’assessore Simone Borsari (85 su 91), Daniele Ara (53 su 88). Tutti gli altri assessori? Un tasso di risposta in aula al Question Time inferiore al 50%».
Cosa auspica?
«Rispetto. È fondamentale che si mettano a disposizione di tutti i consiglieri gli strumenti utili a dare una valutazione all’amministrazione».
