Caro bus: decide il Comune, ma chi fa i piani è l’azienda

La politica del trasporto nel tempo non l’ha fatta Palazzo d’Accursio ma Atm, Atc, Tper. Quando si trattò di riammodernare la rete, la società insistette per abolire il tram. L’unica innovazione proposta fu un convegno che magnificò la bellezza della gomma. Ci fu poi il flop Civis. Nei guai ci finì, soffrendo, Guazzaloca. Che fu assolto. Per i giudici non toccava al sindaco la valutazione della bontà dell’opera. A chi competeva? Non si è mai saputo. La rete va rivista. E servono più controllori

di Angelo Rambaldi, Bologna al Centro – “L’Officina delle Idee”


Nella marea di critiche al rilevante aumento del biglietto e degli abbonamenti vari dei mezzi pubblici in città, sono assenti osservazioni, dubbi sulla gestione di Tper a Bologna e dove opera.

Non mi riferisco assolutamente a rilievi “contabili” ma più in generale al ruolo che a Bologna, da sempre, ha avuto la locale Azienda dei trasporti per le scelte, non tecniche, sulla mobilità urbana. Se da un lato sono giuste le critiche alla qualità del servizio e ai ritardi in un rinnovamento strategico che, da sempre, è assente, dall’altro è vero, ed è apprezzabile, che Tper abbia i conti a posto, ed è altrettanto vero – è una mia convinta opinione – che la politica dei trasporti pubblici a Bologna non l’ha fatta il Comune: nel tempo, l’hanno fatta le aziende, Atm, Atc, Tper.

Sin dai tempi di Giuseppe Dozza un mio vecchio amico comunista, che era stato persona autorevole nella Giunta di quel sindaco, mi raccontò che di fronte alla necessità, alla fine degli anni ‘50, di superare l’allora obsoleta (per mezzi e tracciati) rete tramviaria, vi era anche una ipotesi di rinnovare radicalmente il tram nelle radiali a fianco di una rete di autobus su gomma. Fu Atm che insistette per la totale abolizione del tram.

Dopo di che l’unico evento “innovativo” organizzato dall’azienda di trasporto, prima della scelta del tram (operata in ritardo di trent’anni) fatta da Comune, fu questo: Tper organizzò un convegno nazionale sulle meraviglie del trasporto pubblico su gomma, il filobus.

Ci fu poi l’infelice parentesi del Civis. Il buon Giorgio Guazzaloca lo lanciò, ma forse sarebbe stato compito dell’Azienda dei trasporti intervenire sul sindaco e avvertirlo che il Civis era un “bidone”. Passò i suoi guai, il buon Guazzaloca, dai quali uscì pulito ma la vicenda giudiziaria lo fece soffrire molto. I giudici alla fine l’assolsero, deliberando che non toccava al sindaco una valutazione della bontà tecnica del mezzo. Ma allora a chi toccava? Non si è mai saputo.

Ma più in generale se, come detto, formalmente è vero che le scelte le fa il Comune, proprio in questa occasione forse occorrerebbe da parte di Palazzo d’Accursio una maggior attenzione sul profilo gestionale. Non penso a un’intrusione della “politica” sui “tecnici”. Però, per esempio, la fitta rete delle linee Tper nel tessuto bolognese e metropolitano dovrebbe essere rivista. Un po’ più razionalizzata.

Infine, e non da ultimo, un altro esempio dai costi non insignificanti: fra un quinto o addirittura un terzo di passeggeri non pagano il loro “viaggio”. Mi rendo conto che questo è un aspetto deprimente di totale ineducazione civica, ma di controllori in giro se vedono molto pochi.


3 pensieri riguardo “Caro bus: decide il Comune, ma chi fa i piani è l’azienda

  1. In tutti i Paesi e nelle città più civili si sale davanti si paga il biglietto oppure si oblitera l’ abbonamento e poi si entra altrimenti stai giù. Troppo difficile farlo a Bologna??

    1. Non è che è troppo difficile, è che su autobus urbani ha poco senso. Con moltissime fermate dove scendono e salgono tantissimi passeggeri, sarebbe una perdita di tempo enorme. E infatti si usa l’approccio opposto: quello che gli anglosassoni chiamano “all-doors boarding”, e il posizionamento dei terminali per obliterare il biglietto non direttamente all’ingresso, in modo che chi sale sull’autobus lasci salire le persone dietro prima di fermarsi a convalidare il titolo di viaggio. Pensa che in American molti lottano per avere autobus così, che velocizzano non di poco la salita e discesa dei passeggeri…

  2. A parte l’eresia di questo aumento !!!
    Stiamo facendo lavori immensi ( Tram), perché vogliamo agevolare il trasporto pubblico disencivando il trasporto privato (auto), e aumentiamo in modo giustificato i biglietti dell’autobus !!! disecivandone l’uso agli occasionali… creando ancor più viaggiatori abusivi.
    Gli autobus dovrebbero avere all’ingresso bigliettaio o obliteratrice e se non si paga o non si oblitera SI RESTA GIÙ…
    In molte città europee si agevola l’uso dei trasporti pubblici con biglietti a prezzi calmierati, non agevolando solo abbonamenti!!! Molti occasionali che viaggiano in bus per recarsi a ospedali e centri di cura magari con pensioni da fame !!!
    Ma si sperperare danaro pubblico per lavori inutili e tanto pagano i cittadini !!

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