Basta scorrere le cronache per rendersi conto del proliferare di spaccio, rapine in strada, reati di tipo predatorio a sfondo sessuale nei confronti delle donne. Le forze dell’ordine fanno moltissimo ma non possono controllare ogni angolo di strada. Appare però bizzarra la proposta di assegnare alloggi Acer a poliziotti, carabinieri, finanzieri. Si offende la gente che vi abita (la stragrande maggioranza è perbene) e si costringe le divise a un servizio h24, additandole a possibili ritorsioni
di Valter Giovannini, già procuratore della Repubblica aggiunto di Bologna
Sicurezza. Eterno problema che affligge Bologna e in particolare alcune zone della città. Il senso di insicurezza esiste, è diffuso e va rispettato e non sminuito. La sua origine è semplice e forse basta un facile esempio per rendersene conto: se in un condominio si verifica un furto in abitazione, sul piano statistico quel furto vale uno ma sul piano emotivo quel furto vale tanto quante sono le persone che abitano in quel condominio.
Basta scorrere le cronache per rendersi conto del proliferare dello spaccio, delle rapine in strada, dei reati di tipo predatorio a sfondo sessuale nei confronti di ragazze e donne che giustamente vogliono godere del diritto di vivere la città a qualunque ora del giorno e della notte. Le forze dell’ordine fanno moltissimo ma non possono controllare ogni angolo di strada. E non lo dico perché sono contrario a un ferreo controllo del territorio ma semplicemente perché le risorse sono limitate.
In una recente assemblea cittadina, tenutasi alla Bolognina, molti residenti hanno lamentato che «gli spacciatori sono sempre lì, vengono arrestati e il giorno dopo ricompaiono». Hanno ragione. È così per due motivi principali: scarsa applicazione nei confronti degli spacciatori della custodia cautelare in carcere e mancanza a Bologna di un centro di permanenza ove trattenere almeno gli stranieri irregolari plurirecidivi, in attesa di essere materialmente riaccompagnati al paese di origine a seguito di decreto di espulsione.
È il caso di aggiungere però una considerazione. Se c’è molta offerta, cioè tanti spacciatori, il motivo assai semplice è che c’è moltissima domanda di droga, comprese quelle pericolosissime di origine sintetica. È veramente incredibile che tanti giovani, fruitori tramite Internet di tutte le più complete informazioni sui danni, sovente irreversibili, derivanti dall’assunzione di droghe continuino a farne uso, incuranti delle conseguenze. Ridurre il consumo è l’unica strada percorribile per ridurre il numero degli spacciatori.
Corollario del problema sicurezza è la recente proposta, che sembra stia riscuotendo molti consensi, di assegnare alloggi Acer (Azienda casa Emilia-Romagna) ad appartenenti alle forze dell’ordine, avanzata da Confcommercio-Ascom (qui). A mio giudizio è un’idea bizzarra per due motivi. Il primo è che si rischia di trasmettere il messaggio che gli alloggi Acer siano un concentrato di malavita e ciò non è rispettoso per la stragrande maggioranza di persone oneste e perbene che li abitano. Il secondo è rappresentato dal non tenere conto delle possibili conseguenze per il poliziotto, carabiniere o finanziere che andasse a vivere, con ovvia pubblicità del fatto, in alloggio Acer per contribuire alla sicurezza del condominio.
Questa persona sarebbe di fatto in servizio h24 e verrebbe chiamato sistematicamente in causa per qualsiasi problema. Perderebbe la sua privacy nei periodi liberi dal servizio. Potrebbe divenire oggetto di ritorsioni da parte di chi non vede di buon occhio la sua presenza, insomma in cambio di un alloggio rischierebbe di vivere peggio di prima. E poi una volta raggiunta la pensione sarebbe sfrattato perché non più attivo?
Photo credits: Azienda Casa Emilia-Romagna

Giovannini sempre attento, puntuale e oltremodo condivisibile.
Sempre un vero piacere, sentire (in questo caso leggere) il parere di Walter Giovannini da me personalmente stimato e molto apprezzato. Uomo assolutamente straordinario, che a capacita’, competenze e diligenza, unisce una forma espressiva di linguaggio assolutante esemplare e ammirevole da cui si impara tanto. Molte grazie e buon lavoro a tutti voi. Bernardi Gian Luca