Lapidi o non lapidi, quella della sinistra italiana è una storia destinata a durare anche nel mutamento, almeno fino a quando ci saranno persone disposte a raccontarla e arricchirla di nuovi capitoli. Anche per questo l’inaugurazione dei rinnovati spazi del circolo Pd del Pratello, sabato 8 alle 15.30, è una notizia piccola ma dal grande valore simbolico
di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB
Nel manuale alla vita per cinici dilettanti, uno dei primi capitoli che si affrontano è inevitabilmente legato al valore della speranza e all’amara constatazione che, a dispetto di quest’ultima, il più delle volte col passare del tempo ci si abitua a tutto, soprattutto al peggio.
Certo a guardarsi intorno il disfattismo sale e il pessimismo con lui, in una narrazione mainstream che ci vede perennemente in crisi o in emergenza, con rapporti umani ridotti al lumicino e spazi comuni sempre più parchi e angusti, troppo costosi o troppo faticosi per prendersene cura.
Vista da questa prospettiva, ovviamente, il desiderio di mollare tutto e farsi un viaggio in Perù o in Polinesia per godersi quel che resta della vita non sarebbe soltanto comprensibile, ma assolutamente razionale. Eppure, fortunatamente, non succede quasi mai.
Il motivo, penso, sta nel fatto che non c’è donna o uomo, a questo mondo, che sia capace di sopravvivere senza credere ostinatamente in qualcosa o in qualcuno, e in un futuro che non sia decisamente migliore del presente e radicalmente diverso dal passato. D’altronde, se così non fosse, che senso avrebbe il nostro agire quotidiano?
La cosa si fa ancora più interessante, direi, se il nostro sguardo si posasse per qualche istante su quella particolare categoria di persone che sono i militanti e attivisti politici. I quali non solo si ostinano a credere in qualcosa e in qualcuno, ma lo fanno nonostante lo snobismo e il disprezzo collettivo che, da trent’anni almeno, accompagna sventuratamente la politica in questo Paese.
Se poi restringessimo ulteriormente il campo visivo, guardando per esempio in casa Pd, l’ostinazione non apparirebbe soltanto come un marchio speciale di speciale disperazione, ma addirittura come una vocazione autolesionistica. Perché c’è indubbiamente un’allusione al martirio nell’idea che possa esistere qualcuno in grado di esporsi a tal punto al pubblico ludibrio, tra un “pidiota” sui social e una svastica sul muro, e trovare comunque la forza di alzare ogni settimana la serranda della sezione per aprirsi alle istanze della cittadinanza, facendosi al contempo carico di pregi, difetti e responsabilità dell’amministrazione comunale.
A tutto questo, come sappiamo, nell’ultimo periodo si sono aggiunte preoccupazioni di natura economica, con 33 circoli di città e provincia che dovranno chiudere definitivamente o trovare una nuova sistemazione, secondo il principio dell’autofinanziamento. Una perdita che non è soltanto fisica, ma emotiva e culturale. Perché non c’è luogo che possa assumere un valore senza persone che lo attraversino, lo curino, lo vivano, ne facciano la storia. E questi luoghi di Storia ne hanno parecchia, piaccia o non piaccia a puristi e avversari politici.
Una Storia nella Storia è poi il circolo del Pratello. Un microcosmo che cambia pelle di continuo, perché mutare restando fedeli alla propria natura non è soltanto lo spirito del circolo ma quello del luogo e della sua gente. Persino tra coloro, e son ancora tanti, che il Pd non lo voterebbero nemmeno per sbaglio.
Sabato 8 marzo, dalle 15.30, questa Storia nella Storia si arricchirà di un nuovo capitolo fatto di attivistə giovani e meno giovani che, insieme, hanno deciso di rinnovare gli spazi e con essi le idee e le parole d’ordine. Per invertire la narrazione, certo, e testimoniare ancora una volta come – lapidi o non lapidi (qui) – quel grande romanzo collettivo e popolare che dalla Resistenza arriva fino al sogno dell’unità e della pace europee, attraversato dalle lotte per i diritti degli ultimi e dal pensiero femminista, sia tutt’altro che giunto al suo capitolo finale.
Mi rendo conto che a molti di noi, persi come siamo nelle ambasce di tutti i giorni, la notizia potrà apparire di scarsa rilevanza. Ma al di là dei distinguo e delle differenze, l’idea che nonostante tutto esista ancora qualcuno disposto a viaggiare in direzione ostinata e contraria mi fa sentire meno solo. E per quanto puerile possa sembrare, mi fa ancora credere che, mettendosi al servizio di un’intelligenza collettiva, un futuro migliore sia effettivamente a portata di mano.

Grazie Pier Francesco per ricordarci che a sinistra, ma anche nel più ampio scenario progressista, c’è ancora chi con sana ostinazione ravviva la speranza che il godimento non sia quando il martello sbaglia la mira e non colpisce l’alluce ma quando trova il modo di riunirsi idealmente alla falce, cercando percorsi nuovi di impegno civile.
E poca cosa ….. ma è bello molto bello!
No, non è poca cosa! Anzi! siamo fortunati ad avere questa ricchezza di giovani che hanno rinnovato “la casa” e che ci invitano a riannodare rapporti basati sulla riflessione sull’ esistente.
Riflettere, oggi, è azione faticosa, in controtendenza.
Grazie Pier Francesco per il tuo articolo che apre il cuore alla speranza.
Vedere il mercoledì al Pratello più giovani che anziani come me, ascoltare i loro ragionamenti mai di pancia, ma sempre argomentati e testimonianza della loro cultura e passione è consolante e fa sperare. Il circolo rinnovato, pieno di luce e di colore è la testimonianza tangibile di come ci sia ancora tanta energia e voglia di fare nel partito: evviva!
Grazie Pier, hai scritto un bell’articolo. Il circolo del Pratello, che verrà
re-inaugurato domani, ha trascorsi remoti e ha visto le insegne del PCI e poi via via sino al PD. Gli spazi sono gli stessi ma gli iscritti invece di essersi ridotti sono andati aumentando grazie alle generazioni più giovani , come la caparbia e brava segretaria Meri
e tanti altri e altre.
Adelante sin juicio!
Paolo
E’ una bella notizia, in questo momento buio. Non sono iscritto al PD ma sono un cittadino sensibile alla politica, e per questo lancio una proposta a tutti i circoli del PD: organizzate anche degli incontri “aperti” ai non iscritti, credo sia necessario riattivare impegno e passione politica.