In piazza per la verità su Ustica

In tanti al presidio davanti al Museo per continuare a pretendere verità e giustizia dopo la decisione della Procura romana di chiedere l’archiviazione dell’ultima inchiesta sulla strage

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Domenica, davanti al Museo di Ustica dove ogni giorno si fa memoria, dove Christian Boltanski con la sua opera garantisce un futuro alla memoria delle vittime, si è tenuto un “presidio” molto partecipato per protestare contro la decisione della Procura della Repubblica di Roma di chiedere al gip l’archiviazione dell’ultima inchiesta sulla strage, quella nata dopo la rivelazioni dell’ex presidente Francesco Cossiga, che aveva indicato i francesi come responsabili della “guerra nei cieli in tempo di pace” che provocò la strage.

Erano in tanti e tante accanto a Daria Bonfietti, strenua interprete della domanda di verità e giustizia: Federica Mazzoni, presidente del Quartiere Navile e segretaria del Pd, Edoardo, il figlio di Andrea Purgatori, il giornalista che più di tutti si è battuto per la ricerca della verità, il segretario della Cgil di Bologna Michele Bulgarelli e il sindaco di Bologna Matteo Lepore. Ma insieme a loro tante persone a testimoniare la convinta volontà di squarciare il “muro di gomma” che nasconde, ancora dopo 45 anni, la verità sulla strage.

Daria Bonfietti ha detto tra l’altro: «Dobbiamo avere la forza di ripartire, di continuare il nostro impegno per dire che la giustizia non si arrende, che la ricerca della verità non si arrende». Ha chiesto anche che di fronte alla decisione della magistratura si mobilitino la politica e la diplomazia, per chiedere ai nostri alleati di raccontare finalmente cosa accadde quel tragico giorno nel cielo del mar Tirreno. Lepore da parte sua, ribadendo la vicinanza delle istituzioni alla battaglia dell’associazione delle vittime, ha chiesto che nella Costituzione  sia inserito il «diritto alla verità». Ha anche stigmatizzato la reiterazione con la quale alcune forze politiche e persino una associazione dei parenti “alternativa”, continuano a sostenere la tesi della bomba a bordo dell’aereo, ipotesi smentita dal lavoro della magistratura.

In questa domenica insomma, dinnanzi al Museo, che nell’ultimo anno è stato visitato da 22.600 persone, c’erano tanti “volti”, testimoni eloquenti della volontà politica di lottare e di impegno democratico. La strage di Ustica – è stato detto – ha una valenza internazionale per cercare di sfondare il “muro di gomma” e un valore nazionale per salvaguardare la dignità dell’Italia. Bologna continuerà a fare la sua parte.


Un pensiero riguardo “In piazza per la verità su Ustica

  1. è una fotografia esatta dei sentimenti e delle volontà dell’incontro: emerge dall’articolo la volontà di continuare la lotta per la verità!
    e senza esagerare anche l’articolo è un contributo alla mobilitazione
    andrea benetti

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