Da dicembre la Cineteca di Bologna, con la mediazione della Diaconia Valdese, ha accolto la richiesta di alcuni docenti volontari permettendo a novanta studenti di entrare al Modernissimo e al Lumière per esperire, in alcuni casi per la prima volta, tutta la magia di una sala cinematografica
di Antonella Cavallina, pensionata
Sono una ex bibliotecaria che, da quando è in pensione, insegna italiano come volontaria alla scuola per migranti “By piedi Marina Gherardi”, fondata 24 anni fa da Guido Armellini e sua moglie Elisabetta assieme a pochi e generosi amici (qui). Oggi gli insegnanti sono tanti perché tantissimi sono diventati gli studenti, alcuni di loro analfabeti nella loro stessa lingua di origine.
Sognavo da sempre di portarli al cinema, quello vero, con lo schermo grande e la sala da condividere con altre persone. Quasi nessuno di loro, infatti, era mai entrato in una sala cinematografica. Con me un valoroso manipolo di colleghi: Teresa e Annalisa e Giulia, poi Gloria, Massimo e Maggie.
Da dicembre la Cineteca di Bologna – grazie Alice, grazie Sara ma soprattutto grazie a Gianluca Farinelli – con la mediazione della Diaconia Valdese ha accolto la nostra richiesta permettendoci di accompagnare, con la tessera “One for you”, novanta studenti al Modernissimo e al Lumière a vedere film che noi insegnanti avevamo precedentemente individuato e proposto.
Ma il risultato più alto, quello che auspicavamo, è che alcuni tra questi studenti – non tanti per verità – dopo quella prima esperienza hanno iniziato ad andare al cinema da soli, pagando 1€ di biglietto.
È stato pensando ad A. ( 17 anni, Gambia) che ancora non lo sa ma è un poeta, a M. (16 anni, Sri Lanka) che vorrebbe studiare per fare un lavoro che gli consenta di «aiutare gli altri», e S. ( 20 anni, Perù) che deve imparare bene l’italiano per poter lavorare con e per i migranti, che ho chiesto aiuto alla Cineteca. Per loro volevo un luogo e una possibilità che gli consentisse di attingere a narrazioni altre e fantastiche, per trovare quelle nuove strade che vanno, non così linearmente, cercando.
Ora alcuni di questi studenti vanno da soli al cinema, da ciò che poi mi raccontano non direi che abbiano davvero compreso la trama del film – che vedono in lingua originale con sottotitoli in italiano – ma so che, meglio ancora, hanno “assunto” quello che hanno visto e l’hanno “ ri/modellato” in una loro personale, intima e privata nuova narrazione.
A volte ho molti dubbi sul progetto, quando accade che gli studenti disertino il film da noi proposto, e allora penso che forse sto insistendo su qualcosa di troppo elitario, che non sia per tutti. Ma poi penso a E. (49 anni, Niger) che fa un lavoro durissimo, ma appena può scappa al cinema perché lì ha trovato un luogo in cui rifugiarsi per ri/crearsi e ri/sperarsi.
E così pensiamo di continuare, senza aspettarci le risposte rassicuranti che “noi” vorremmo, ma cercando solo di essere grati per i modi sempre nuovi con cui i nostri studenti affrontano le sfide che questa nuova, sperata e temuta, vita gli impone.
Photo credits: Ansa.it

Iniziativa interessante e meritevole. Spero possa continuare ed anzi crescere ed ampliarsi. Mi permetto di segnalare alla signora Cavallina – che però sono certo non ne sia ignare – le programmazioni del MAST della Signora Seragnoli. Oltre alle interessantissime mostre, da diversi anni il MAST spesso con la collaborazione della Cineteca programma anche film. Il MAST è aperto al pubblico in maniera totalmente gratuita, ed alla bella sala/auditorium in cui vengono proiettati i film si accede tramite semplice prenotazione on line. La proposta cinematografica è ampia e innovativa. Proprio ieri sera si è visto un film senegalese restaurato che racconta una gravissimo episodio di razzismo colonialista omicida realmente avvenuto nel 1944. Viva il cinema. Viva la Cineteca. Viva il MAST. Viva la Scuola per Migranti ed i volontari che vi operano
Che bello! In questi tempi bui, che gioia vivere a Bologna, sentire queste parole. Grazie.
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