Casa, dolce casa? Abitare bene nella longevità

Il grande rilievo della questione ha spinto la Fondazione del Monte a promuovere un’indagine telefonica (su mille utenze) sulle esigenze abitative della terza età. Al 1° gennaio 2025 nella città metropolitana erano 328.780 gli over 59. Le difficoltà indagate possono essere carenze strutturali (assenza di ascensore o montascale), vulnerabilità economica dei proprietari e dei locatari (costi di gestione o di affitto troppo alti), contesti residenziali troppo isolati dai servizi pubblici e privati

di Gianluigi Bovini, statistico e demografo


La transizione demografica che sta cambiando profondamente il volto della popolazione residente nella città metropolitana bolognese ha conosciuto nel 2024 ulteriori conferme delle tendenze fondamentali: i dati pubblicati recentemente dall’Istat hanno evidenziato un numero di nascite ancora molto basso (6.563) e ampiamente inferiore a quello dei decessi (11.687), determinando così un saldo naturale negativo pari a 5.124 persone. Nonostante questo squilibrio strutturale la popolazione metropolitana è aumentata di oltre 3.300 unità (da 1.017.536 a 1.020.865), grazie al permanere di saldi positivi negli scambi migratori con le altre regioni italiane (+2.599) e soprattutto con l’estero (+5.854).

La natalità molto ridotta provoca una continua contrazione della popolazione giovanile. Sull’altro versante della piramide delle età prosegue invece la crescita delle persone in età più avanzata, grazie a una speranza di vita media che dopo la pandemia è tornata a salire e ha superato i livelli del 2019. Nella società bolognese, come in quella italiana ed europea, il XXI secolo si conferma quindi sempre più come il secolo della longevità. Un numero sempre maggiore di persone avrà quindi l’opportunità di vivere più a lungo, cercando di assicurarsi una buona qualità della vita in molti degli anni “guadagnati”. Una determinante fondamentale per conseguire questo ambizioso obiettivo è abitare in una casa adeguata alle esigenze della terza età, che possa rimanere fruibile anche dopo l’insorgere di situazioni di parziale o totale non autosufficienza.

La consapevolezza del grande rilievo della questione “casa” nella costruzione di una società della longevità ha spinto la Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna a promuovere una ricerca sulle esigenze abitative della terza età, identificata in questo caso con le persone con più di 59 anni perché realizzare interventi impegnativi di adeguamento dell’alloggio o trasferire la residenza richiede di assumere queste decisioni prima di raggiungere età troppo avanzate. Al 1° gennaio 2025 le persone con più di 59 anni residenti nella città metropolitana di Bologna erano 328.780 (146.921 maschi e 181.859 femmine). Oggi quasi un bolognese su tre appartiene a questa fascia di età e nel 2043, secondo le previsioni Istat, l’incidenza di questo gruppo sul totale della popolazione si avvicinerà al 40%. Le ripercussioni di questo dato sul mercato abitativo sono evidenti: per effetto della più contenuta dimensione media dei nuclei familiari formati da persone con più di 59 anni, una quota prossima al 35% di tutti gli alloggi metropolitani è occupata in larga prevalenza da individui appartenenti a questo gruppo che in molti casi vivono soli o in coppia con altra persona della stessa fascia di età.

La ricerca promossa dalla Fondazione, in collaborazione con Scs Consulting e Swg, si svolgerà in primo luogo attraverso un’indagine telefonica già in corso che coinvolgerà un campione rappresentativo di 1.000 persone in età superiore a 59 anni. Per assicurare la rappresentatività territoriale le interviste saranno bilanciate tra la città di Bologna (400 casi) e gli altri 44 comuni metropolitani coinvolti (600 casi). Il questionario predisposto esplora il profilo socio-demografico ed economico degli intervistati, le condizioni di salute, le reti di supporto familiare e amicale e naturalmente le caratteristiche strutturali degli alloggi, dei fabbricati e dei contesti residenziali che maggiormente incidono sulla qualità dell’abitare. L’obiettivo della ricerca è diffondere la consapevolezza e migliorare la conoscenza sul tema delle criticità e opportunità legate alla condizione abitativa della terza età, con una particolare attenzione nei confronti delle numerose situazioni di solitudine relazionale.

Le difficoltà che verranno indagate possono essere determinate da carenze strutturali degli alloggi e dei fabbricati (es: assenza di ascensore o montascale), da situazioni di vulnerabilità economica dei proprietari e dei locatari (es: costi di gestione e/o di affitto dell’alloggio troppo alti) oppure da contesti residenziali troppo isolati e distanti dalle principali reti dei servizi pubblici e privati necessarie per soddisfare le esigenze della vita quotidiana. Verranno inoltre esplorate le preferenze degli intervistati nei confronti di modelli abitativi innovativi, quali ad esempio alloggi privi di barriere architettoniche integrati con servizi di prossimità e spazi verdi accessibili oppure esperienze di cohousing anche intergenerazionali.


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