Un’opera diffusa di rilancio della conoscenza storica del nostro territorio e di chi si assunse l’onere di guidare il nostro territorio oltre gli orrori del secondo conflitto mondiale, per contrastare apatia e oblio. È la “cifra” della missione intrapresa quest’anno dall’Associazione nazionale partigiani in vista del 25 aprile. Contro l’indifferenza e per la “moralità” della conoscenza
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Un’idea geniale ha avuto la segretaria dell’Anpi bolognese Anna Cocchi, con i suoi collaboratori, per festeggiare il prossimo 25 aprile. Ha chiesto alle sindache e ai sindaci dell’Area metropolitana bolognese di ricordare, Comune per Comune, le sindache e i sindaci dell’immediato dopoguerra. Si apre una pagina nuova per ripercorrere la storia bolognese nella sua peculiarità.
A quei tempi anche da noi si soffriva la fame. Le macerie erano parte del paesaggio, i trasporti molto precari. Il quadro era drammatico. Con questa iniziativa l’Anpi si propone di rilanciare la conoscenza della storia, del suo sviluppo, delle sue contraddizioni, articolata nelle peculiarità reali.
Una scelta che va nella direzione di mettere in valore le identità del nostro territorio. Si tratta di impedire l’anonimato che è favorito dall’egemonia dei media e della rete. Per tanti motivi le iniziative dell’Anpi per il 25 aprile di quest’anno si stanno moltiplicando nei quartieri della città capoluogo, nei Comuni e nelle frazioni. Si tratta di sollecitare un diffuso risveglio civico e democratico.
La lotta di Resistenza contro l’invasione nazista e i suoi scherani fascisti era animata da una grande speranza di riscatto che non chiedeva contropartite. Una moralità diffusa va riscoperta oggi e le bandiere tricolori che l’Anpi bolognese sta confezionando, rappresentano la gioia della libertà. Un’opera diffusa di rilancio della conoscenza storica per contrastare apatia e oblio è la “cifra” della missione dell’Anpi per far rivivere l’esperienza dei partigiani e delle staffette. Contro l’indifferenza e per la “moralità” della conoscenza.
Il popolo italiano si è assopito. Si tratta ora di risvegliarlo. Nel ricordo di Sandro Pertini, di Alcide De Gasperi che proclamò il 25 aprile come festa nazionale, di Umberto Terracini che patì un isolamento ingiusto da parte dei “compagni” a favore dei quali aveva speso la sua vita. Il 25 aprile è un appuntamento di prima grandezza e l’Anpi bolognese brilla di luce vivida per illuminare in specie le giovani generazioni.
