Un percorso storico a ritroso nel tempo, partendo da pupe contemporanee nate dalla collaborazione tra artisti, designer, aziende di settore, indietro attraverso il XX e il XIX secolo con le bambole Italiane Lenci, alcuni esemplari extraeuropei, bambolotti e bebè tedeschi e francesi, concludendosi con alcuni rari esemplari del XVII secolo; figure in bilico tra religiosità e gioco
di Marco Tosa, curatore del Museo delle Bambole
L’idea di trasformare in museo quello che per anni è stato l’amore privato di collezionista, si fonda sulla precisa intenzione di Mario Andolfatto, noto industriale bolognese appassionato d’arte, da sempre raccoglitore instancabile ed entusiasta. Dopo la morte del marito, Marie Paule Védrine ha proseguito quel percorso di conservazione della memoria come da lui auspicato, portando con determinazione a termine l’allestimento e inaugurando il primo nucleo delle collezioni; le bambole. Il museo è situato nel “soffittone” dello storico palazzo Felicini Fibbia di via Galliera, dove sono stati utilizzati i grandi spazi recuperati grazie a un rigoroso restauro conservativo curato dall’architetto Glauco Gresleri.
Il palazzo-museo sorge in una delle strade storiche più belle di Bologna, caratterizzata da superbe costruzioni di stili ed epoche diverse. Costruito da Bartolomeo Felicini e dalla moglie Dorotea Ringhieri nel 1497, fu terminato alcuni anni più tardi dal figlio Giovanni. Le spese di costruzione ammontarono a 21mila lire bolognesi, una cifra rilevante alla portata dei ricchi Felicini. La nuova sontuosa dimora della nobile famiglia venne addirittura definita (dal cronista contemporaneo Girolamo Albertucci de’ Borselli) luogo degno di ospitare un principe o un sovrano. Molti i personaggi blasonati e di grande rilievo culturale che vi hanno soggiornato, tra cui Leonardo da Vinci. Nel maggio 1997, il piano nobile, il soffitto e altre parti furono acquistate da Mario Andolfatto.
La raccolta consta di circa 700 esemplari di preziose bambole create con legno, cera, cartapesta, porcellana, biscuit, tessuto, feltro, celluloide, vinile e materiali plastici vari, selezionate tra quelle dell’intero fondo in cui figurano altri interessanti pezzi (circa 200) che saranno esposti nel tempo. Nella zona espositiva sono presenti inoltre molti altri oggetti di pregio che completano l’ambientazione. L’attenzione è richiamata da splendidi esemplari di mobili in miniatura databili tra la seconda metà del XVIII e il primo quarto del XIX secolo, oltre a numerosissimi accessori per bambole e per il gioco come servizi da tavola in miniatura dì porcellana, terracotta, vetro, metallo, argento, pentole di rame, alluminio, cucine, per lo più di produzione tedesca e francese.
Le bambole accompagnano il visitatore nel Museo attraverso un percorso storico a ritroso nel tempo, partendo da pupe contemporanee nate dalla collaborazione tra artisti, designer, aziende di settore, indietro attraverso il XX e il XIX secolo con le bambole Italiane Lenci, alcuni esemplari extraeuropei, bambolotti e bebè tedeschi e francesi, concludendosi con alcuni rari esemplari del XVII secolo; figure in bilico tra religiosità e gioco. È possibile in questo modo conoscere l’evoluzione estetica, tecnica e materica di questi oggetti, unitamente ai significati educativi e pedagogici, con possibilità di confronto tra le produzioni industriali e artigianali delle più note fabbriche tedesche, francesi, italiane dei secoli passati.
Sono il curatore e responsabile della gestione di questa splendida collezione. Ho pubblicato vari libri su bambole, moda, costume, già curatore del museo della Rocca di Angera voluto dalla principessa Bona Borromeo Arese. Il museo bolognese propone varie iniziative e attività nel corso dell’anno, sia per grandi sia per piccini: visite guidate, cacce al tesoro, laboratori didattici con “Historia” e “Arte e bimbi”, eventi, percorsi su diverse tematiche e, da tre anni, è anche diventato il Museo dei Desideri. Sono state avviate utili collaborazioni con le istituzioni comunali preposte al turismo e alla cultura.
Ogni anno partecipiamo alle iniziative della Regione Emilia-Romagna con “Vivi Verde”, con l’ Accademia delle Belle Arti di Bologna, “Open Tour”, “Art City” in occasione di Arte Fiera. Collabora con Art Bologna e le sue bellissime stampe antiche di Bologna.
Siamo soci dell’Associazione dei Piccoli Musei e ogni anno partecipiamo a “F@mu”, (famiglie al Museo); tante altre novità stanno arrivando e nuove collaborazioni stanno nascendo. È una collezione in divenire non solo per le molteplici iniziative, ma anche per il numero dei pezzi sempre in aumento.
Per vedere il museo si possono sfruttare varie finestre: giovedì e venerdì dalle ore 14.30 fino alle 18.00, sabato e domenica dalle 10.00 fino alle 13.00 e dalle 14.30 fino alle 18.00. Il lunedì, martedì e mercoledì apriamo solo su richiesta per gruppi e scolaresche.
