Zoomark 2025, la “fiera del Pet” di Bologna fa il pieno di visitatori

Si è da poco conclusa la rassegna bolognese dedicata ai prodotti per animali domestici. Un segmento di mercato in costante crescita, a testimonianza di una vera e propria esplosione, sotto le Torri come in tutto il Paese, del numero di adozioni soprattutto di cani e gatti

di Barbara Beghelli, giornalista


L’amore per i cani è in crescita costante, anche sotto le due Torri. Sempre più famiglie scelgono di adottarne e il rapporto con loro è oggi così stretto e importante da renderli veri e propri membri della famiglia.

Molti italiani sono disposti a cambiare la propria vita per soddisfare le esigenze del proprio animale domestico, addirittura anche a cambiare partner se questi non apprezza le qualità dell’animale da compagnia di casa, lo dicono le statistiche.

Per dare l’idea basta leggere i dati di un recente studio Ipsos di qualche mese fa, che rileva che il 79% degli italiani considera cani e gatti membri di famiglia, e che il 56% possiede almeno un animale domestico, tra questi soprattutto cani e gatti (il 36% dichiara di avere almeno un cane). Una presenza che gli stessi proprietari non negano andare ben oltre la sfera affettiva: ridurrebbe infatti del 15% il ricorso alle visite mediche tra gli anziani, generando così un risparmio potenziale di 4 miliardi di euro annui per il Servizio sanitario nazionale.

Personalmente sono da sempre dell’idea che un cucciolo – o un cane già adulto – bisogna adottarlo, non comprarlo. Salvandolo dalla morte sicura o dall’abbandono, anche perché i canili scoppiano (tutti) e lì abita ogni razza e taglia, e chi ha fatto volontariato lo sa bene. Perdipiù dal Sud Italia, tramite le staffette, arriva una marea di altri cani da salvare, dunque non è necessario frequentare le vetrine dei centri commerciali per avere un amico a quattrozampe.

A Bologna, nello specifico, al 30 settembre 2024, sono stati identificati 40.118 cani, 10.211 gatti e 18 furetti (poveri furetti). Questi numeri si riferiscono agli animali iscritti all’anagrafe, ma il conteggio effettivo potrebbe essere superiore in quanto l’iscrizione non è obbligatoria (la registrazione all’anagrafe degli animali d’affezione è invece sempre obbligatoria per i cani; per gli altri animali è su base volontaria o necessaria in casi specifici).

Anche su questi dati si basa il successo di fiera del pet appena conclusasi a Bologna, “Zoomark”, nome un tantino singolare, dove per la prima volta figuravano diverse aree tematiche per gli interessi specifici di ogni professionista del settore, con le ultime novità dei nuovi trend che stanno rivoluzionando il mercato. Il pet fashion, design, beauty e pet food, gli accessori e l’abbigliamento curati nei minimi dettagli. L’eccellenza del design e della qualità, le aziende impegnate nella sostenibilità con le loro soluzioni eco-friendly, secondo pratiche che rispettano l’ambiente e promuovono un futuro più verde.

Crediamoci, fatto sta che perfino Ignazio La Russa, presidente del Senato, nel messaggio inviato all’apertura della fiera ha ammesso che «Pet fa rima con Pil». Leggere per capire. Nel 2024 i prodotti per l’alimentazione di cani e gatti hanno sviluppato in Italia un giro d’affari che ha superato i 3,1 miliardi di euro. In Italia la spesa per il benessere degli animali ha sfiorato i 7 miliardi e ci sono «27mila imprese attive nel settore», ha aggiunto il ministro delle Imprese Adolfo Urso nella lettera inviata agli organizzatori fieristici. Numeri decisamente importanti.

Personalmente continuo a pensare che per fare felice il nostro cane (o gatto) l’unica ricetta salutare sia quella di stare con lui il più possibile, sempre, e coinvolgerlo nella nostra vita quotidiana.

Speriamo solo che in tutto questo bailamme di prodotti e cifre da capogiro fuoriuscite dalla fiera made in Bo e volte al puro business, non sia un mero annuncio propagandistico anche il voler creare la tessera sanitaria per gli animali domestici e l’istituzione di un’anagrafe nazionale annunciate dalla senatrice Michaela Biancofiore. Così come l’idea, sempre sua, di inserire gli animali da compagnia nello stato di famiglia e consentire ai proprietari l’acquisto del biglietto per farli sedere accanto a loro in aereo (evitando la stiva per i più grandi o i trasportini sotto i sedili per i più piccoli). Si vedrà, di qui a fine legislatura.


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