Protezione civile, concorso della Regione bocciato dal Tar

Bandito per assumere manager nonostante esistessero due graduatorie di concorsi precedenti non ancora esaurite. Accolto il ricorso di un’esclusa. Il provvedimento cade come una tegola su un settore molto delicato per la gestione delle alluvioni

di Aldo Balzanelli, condirettore cB


Bocciato dal Tar un concorso della Regione per manager della protezione civile, un provvedimento che cade come una tegola su un settore in prima fila per la gestione dell’emergenza alluvioni. Un pasticcio burocratico nato dalla mancata assunzione di un’ingegnera che, per far valere i suoi diritti, ha deciso di ricorrere al Tribunale amministrativo regionale che le ha dato ragione.

La Regione aveva deciso, inspiegabilmente, di indire un nuovo concorso per assumere alcuni dirigenti nonostante esistessero due graduatorie risultato di altrettanti concorsi analoghi che non erano ancora state utilizzate interamente. Secondo il Tar si è trattato di una scorrettezza e per questo il concorso è stato annullato. In sostanza l’assunzione di alcuni nuovi dirigenti regionali è stata fatta attraverso un nuovo concorso quando, in realtà, per le stesse professionalità esisteva già una graduatoria di due selezioni ancora valide. Graduatorie utilizzate in passato, ma scavalcate senza motivazioni convincenti quando era il momento di assumere l’ingegnera che ha fatto ricorso. Da qui la decisione di rivolgersi al Tar, con l’assistenza dell’avvocata Lucia Annicchiarico, che le ha dato ragione, azzerando tutto.

È vero che la decisione del Tribunale amministrativo è “cautelare”, ma le motivazioni lasciano trasparire un orientamento abbastanza chiaro.

«A un sommario esame – scrive il Tar – (risulta) che il ricorso sia assistito da una prognosi favorevole di fondatezza, in quanto lo scorrimento delle graduatorie esistenti costituisce la via ordinaria per l’assunzione di nuovo personale (…) Nel caso di specie, la scelta di indire un nuovo concorso, in luogo dello scorrimento delle graduatorie vigenti, risulta del tutto priva di motivazione; (…) la nuova procedura selettiva e quelle precedenti sono sovrapponibili, avuto riguardo ai titoli di studio necessari per l’accesso e al campo delle cognizioni specifiche richieste al candidato, come del resto dimostra la circostanza che gli idonei delle due graduatorie esistenti sono stati destinati allo specifico Settore (la Protezione civile) per il quale è stato indetto il nuovo concorso». Cioè non si comprende perché sia stato bandito un nuovo concorso con caratteristiche sostanzialmente identiche a quelli precedenti, quando esistevano ancora delle posizioni disponibili.

Un bel pasticcio insomma. La Regione ha cercato di far valere le sue ragioni, ma senza successo. In particolare il legale di viale Aldo Moro ha sostenuto che il nuovo concorso era necessario perché le professionalità richieste erano differenti da quelle dei concorsi precedenti, alla luce delle nuove esigenze di Protezione civile legate all’emergenza alluvione.

Ora il Tar, dopo aver concesso la sospensiva, dovrà decidere nel merito in un’udienza fissata per il prossimo dicembre. Fino ad allora però tutto è congelato, a meno che la Regione non decida di tornare sui suoi passi assumendo l’ingegnera.


RispondiAnnulla risposta