Mi insegnarono, in anni lontani, Vincenzo Galetti, Mauro Olivi e Renato Zangheri che ci doveva essere una “dialettica” tra Palazzo d’Accursio e Via Barberia, proprio mirata a capire le dinamiche della società italiana e di quella bolognese. Questo è il mio augurio a Enrico Di Stasi e a Matteo Lepore. Augurio che rivolgo anche ad Andrea De Maria
di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico
Ho letto, ovviamente, l’intervento ironico di Angelo Rambaldi (qui). Dico subito che darò, se richiesto, a Enrico Di Stasi il mio modesto contributo. Non mi sfugge, per quanto mi riguarda, il peso della ingravescentem aetatem.
Caro Angelo, la questione è più complicata.Viene da lontano, da “Mani pulite” almeno, come conseguenza della nota malagestione da parte dei partiti della cosa pubblica, alla quale non si seppe rispondere rilanciando un ruolo positivo della politica. E proprio il Pd votò la fine del “finanziamento pubblico” ai partiti, dimenticandosi dell’articolo 49 della Costituzione.
Non facciamo del moralismo. La politica e la politica organizzata costano e sempre meno si riscontrano scelte volontarie, provenienti dal sociale, disposte a fare a tempo pieno attività politica. Non ci sono più i “rivoluzionari di professione”. E non c’è più l’utopia della rivoluzione. Questo stato di cose aiuta a capire l’oggi.
La stragrande maggioranza delle donne e degli uomini che nel Pd fanno politica sono persone esemplari. Questo contesto spiega il perché dell’approdo della attuale vicenda bolognese. Non c’è stata trasparenza? Sì. La fatica intelligente di Federica Mazzoni è stata bruscamente interrotta? Mi auguro che Federica sia ancora protagonista politica non solo a Bologna. E con lei altre straordinarie figure femminili che lo meritano. Su Cantiere ne ho già scritto.
In questo frangente mi auguro che Matteo Lepore ed Enrico Di Stasi riescano a lavorare sapendo che i loro ruoli sono differenti ma tesi comunque a decifrare una realtà in forte evoluzione. Anche da noi è così.
Mi insegnarono, in anni lontani, Vincenzo Galetti, Mauro Olivi e Renato Zangheri che ci doveva essere una “dialettica” tra Palazzo d’Accursio e Via Barberia, proprio mirata a capire le dinamiche della società italiana e di quella bolognese. Questo è il mio augurio a Enrico Di Stasi e a Matteo Lepore. Augurio che rivolgo anche ad Andrea De Maria.
