“Cuccoliana”, la tradizione dei burattini a Palazzo d’Accursio

L’approdo in compagnia delle opere di Wolfango nella corte d’onore del palazzo comunale il 25 giugno scorso, inizio della rassegna che andrà avanti ogni giovedì a partire dalle 20.30 fino al 18 settembre, è il segnale di questa riscoperta culturale che è di onore per Bologna tutta

di Aldo Bacchiocchi, già dirigente politico


Il contributo culturale e di divertimento che l’Associazione Burattini a Bologna sta dando, con continuità, ai bambini e alle bambine e, per loro tramite, agli adulti è molto rilevante.

La vicenda dei burattini nelle nostre terre è insieme, mi sia consentito, il recupero, non temo l’enfasi, del riscatto dei servi della gleba nel 1261 e del sognum scipionis di ciceroniana memoria. Nella loro continua riscoperta del burattino, della storia che interpreta e della vita di relazione della quale è protagonista, si articola una vera e propria civiltà.

È fondamentale ricordare come grande affabulatore, su questi temi, Antonio Faeti, che ha saputo dar voce alla narrativa infantile elevandola a cultura alta e non ristretta in confini anche di età.

Tornando all’oggi, l’approdo in compagnia delle opere di Wolfango nella corte d’onore di Palazzo d’Accursio, il 25 giugno scorso, inizio della rassegna “Cuccoliana” che andrà avanti ogni giovedì a partire dalle 20.30 fino al 18 settembre, è il segnale di questa riscoperta culturale che è di onore per Bologna tutta, grandi e piccini, popolo e politici che hanno, così, l’opportunità di aprirsi a un dialogo non populista ma colto con un tassello così importante della nostra tradizione popolare.


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