Per la gente di sinistra è innato il bisogno di non accontentarsi. L’autocritica è istinto primordiale che purtroppo ha anche effetti suicidi: l’incapacità storica di unirsi attorno a un progetto che metta insieme le forze progressiste. Che comunque in Italia, Paese molto conservatore, storicamente fanno molta fatica a vincere le elezioni. Anche questa testata tende spesso a fare le pulci alla sinistra. Qualcuno ci fa notare che non ha senso, dato che là fuori c’è una destra post-missina che sta attuando una svolta autoritaria e governa malissimo. Lo sappiamo. Ma criticare i propri leader è un dovere per una testata democratica
di Giampiero Moscato, direttore cB
Mentre là fuori sta succedendo il peggio, con una destra che ha la fiamma tricolore nel simbolo del principale partito di governo, Fratelli d’Italia, e sta attuando una svolta autoritaria – ultimo atto il Decreto Sicurezza, varato senza dibattito parlamentare e con forti dubbi di costituzionalità, secondo il Massimario della Corte di Cassazione e una folla di giuristi autorevoli – suona strano leggere su una testata collocata nel centrosinistra così tante contestazioni al Pd, alla segretaria Elly Schlein, agli amministratori eletti soprattutto dai nostri lettori. È questa, per sommi capi, la critica che viene fatta spesso a “cantierebologna.com”, sia nei commenti in calce ai suddetti articoli, sia sulla nostra pagina Facebook, ma spesso anche in conversazioni private.
Un amico fraterno, profondo conoscitore della politica (non lo cito perché quando gli ho chiesto di scrivere pubblicamente il suo pensiero sulle nostre pagine ha detto che preferiva il dialogo riservato) ci ha contestato perché non vede da parte nostra la stessa “attenzione” nei confronti di chi ci governa. A Roma, ovviamente. Ho obiettato: «Mi sembra strano che su un giornale che è schierato a sinistra, che a quelli di destra gliene dice di tutti i colori, diventi un “grave attacco” dire alla segretaria del Pd, Elly Schlein, che a restare sul vago ci si ferma al 22,7% (qui uno degli articoli criticati). In fondo il nostro è un tentativo di spronare la classe dirigente perché, dopo quasi tre anni di Governo Meloni, FdI cresce e il Pd non ingrana affatto. Ma cosa vorresti, la “Pravda”?». Senza nemmeno troppo scherzare ha risposto: «Non la “Pravda”, ma nemmeno il “Tafazzi Journal”».
Al di là della battuta sul tafazzismo, il fatto che un giornale di sinistra non dovrebbe criticare i politici e gli amministratori di sinistra è un parere diffuso e merita non solo rispetto ma anche una risposta: “cantierebologna.com” è nato (si legga qui) per mettere a confronto le idee per la città. Per far parlare tutti quelli che rispettano le leggi, compresi i nostri avversari politici. Qualcuno ha annunciato di smettere di leggerci (strana idea di informazione: leggere solo quello che ci piace) quando per esempio abbiamo pubblicato un’intervista (qui) a Gianfranco Fini, il fondatore di Alleanza Nazionale. Eppure meritava. Diceva cose su Berlusconi e sulla Meloni molto interessanti.
Siamo nati, continuo, per superare la logica dei social, dove si insulta, si oltraggia e si diffondono bufale e palle. Per favorire il confronto tra le diversità. Per fare, inoltre, le pulci a chi amministra la nostra città, che sia di destra, di centro o di sinistra, e alle politiche nazionali. Dunque siamo nati per trovare il pelo anche nel nostro uovo, visto che a Bologna governa una giunta ad ampio spettro di centrosinistra, guidata da Matteo Lepore.
Cosa c’è di male nel monitorare la situazione? Va tutto bene nel centrosinistra? A noi non sembra. Ci sembra invece fortemente e chiaramente che in una democrazia compiuta un organo di informazione abbia come dovere costitutivo quello di controllare cosa fanno i propri leader. Una cosa che certo spiega i successi elettorali del destra-centro, ma che è allucinante, è che i loro leader possono fare le cose più scabrose che difficilmente dal loro popolo e dalla loro stampa si leveranno critiche oneste. È una delle cose peggiori che avvelenano nel mondo la democrazia di stile occidentale. Quello che sta accadendo negli Usa è agghiacciante eppure Donald Trump continua a volare nei sondaggi.
Io non credo che se il Pd invece vola basso sia per colpa delle critiche che vengono mosse al vertice dalla base, dagli alleati e dalla stampa d’area. Credo che il Pd sia il risultato di una fusione a freddo riuscita male tra anime troppo diverse tra loro. E che sia impossibile a una segreteria (non solo a quella della Schlein, ma a tutte quelle che l’hanno preceduta) poter usare parole chiare e convincenti per un pubblico orientato al progressismo. Nel suo caso credo purtroppo anche per scarsità di attitudine. Siamo in periodo elettorale? No. Siamo in un momento in cui servirebbe un’opposizione leale ma dura a un governo che sta facendo male il proprio lavoro, a dispetto dei numeri sbandierati da Giorgia Meloni. È un Paese che invecchia. Il lavoro è precario. I giovani non hanno un futuro facile. Le donne sono in condizioni di svantaggio professionale e vitale. Fare un figlio è un azzardo che pochi, soprattutto poche si possono “permettere”.
Sono temi attorno ai quali ci si potrebbe forse aggregare tra anime diverse e magari richiamare al voto chi diserta le urne e riprendere i voti di chi è passato dall’altra parte. Molte colpe, al di là della propaganda meloniana, ce l’hanno anche le forze di centrosinistra, quando hanno governato. Possiamo essere così bugiardi da dire che se l’Italia va male è solo colpa della Meloni? No. Una stampa libera questo deve fare: segnalare i difetti, gli sbagli, le colpevolezze della classe dirigente, anche e soprattutto di quella a cui si è più vicini. Perché siamo all’opposizione e stanti così le cose rischiamo di restarci a lungo. Ora è il momento di dare segnali: serve un centrosinistra che operi, agisca e progetti da vero centrosinistra. E che governi, nel caso, bene: non basta vincere le elezioni, bisogna far meglio del destra-centro.
Tafazzi rischia di essere chi si schiera sempre e comunque a fianco dei propri leader, anche quando ci consegnano a una serie di sconfitte dolorose. Comunque chi voglia esprimere, civilmente, il proprio dissenso dalla nostra linea o semplicemente dire la sua opinione da noi trova non solo spazio ma una calorosa accoglienza.
Photo credits: Ansa.it

Sono io ad aver scritto di non voler più leggere queste pagine a seguito del pezzo su Fini. Evidentemente non ho dato seguito alla mia “orrenda e temibile minaccia”…uh! Che paura che dovete aver provato!! Che “rozzo” pensiero antidemocratico e politicamente riprovevole…questo nostro lettore! Avete ragione! Perché no un bell’articolo allora su o addirittura di Galeazzo Bignami? E di chiedere un contributo ad Elena Ugolini riguardante la Giunta Regionale…che ne dite? Sarebbero grandi esempi di democrazia giornalistica! Anche perché se no poverini quelli di Destra dispongono a Bologna solo de Il Resto del Carlino ! Nel Paese di tutte le reti della RAI…di tutti i telegiornali!… E poi, poverazzi, non hanno una lira nelle casse dei loro Partiti! Dobbiamo proprio aiutarli!
Il Fini che qui tramite voi ha ripreso per un attimo (per fortuna) voce, inoltre, questo grande eroe della nostra Nazione, questo politico dalla reputazione personale immacolata, come è noto, riferiva di persone e di vicende delle quali nessuno, nessuno mai ha parlato!! Nessuno conosce Berlusconi e le sue democratiche meritevoli ed assolutamente disinteressate imprese personali e politiche!! Non si è un foglio democratico se non si dà la parola agli avversari che se no, meschini, non avrebbero mai modo di illustrare il proprio pensiero.
Tornando alle cose serie, potreste ad esempio informare i vostri lettori che anche a Bologna proprio in questi giorni i volontari della Associazione Luca Coscioni, facendosi il solito mazzo, stanno raccogliendo le firme necessarie per poter presentare la Proposta di Legge Popolare per la libertà del fine vita ed il diritto ad accedere alla pratica della Eutanasia? Noi siamo a parlare di Fini, una pietanza oramai scaduta peraltro della Destra fascista, mentre anche stamattina in via del Pratello 90 gli amici della Luca Coscioni sono presenti con un banchetto ed un avvocato certificatore? Grazie. Oh!! Sempre che invece per par condicio non vogliate invece chiedere un pezzo alle Associazioni ProVita? O perché no? non vogliate illustrare il disegno di legge che il governo ha presentato qualche giorno fa in Commissione, che ovvero lo ha votato? E che metterebbe l’ennesima pietra tombale sul diritto a scegliere di morire in maniera dignitosa quando la vita è solo sofferenza insopportabile?
Fate bene a stimolare il dibattito all’interno del Pd. Ad essere anche voce critica.
Ma è il merito della critica che non comprendo. Tutto si può dire di Schlein tranne che sia vaga: ha, con determinazione, intrapreso la strada di rivoltare il pd come un guanto ed è sulla buona strada. Il Pd attuale ha pochissimo a che fare del Pd nato al Lingotto che nella prima uscita del 2008 raggiunse il 34%. Così come ha ancor meno con quello di Renzi che raggiunse il 41% e che fu demolito dalla Ditta con Baffino e Bersani in testa. I dati sono impietosi: un Pd massimalista non può che fermarsi poco oltre il 20%. Questa è la vera riflessione da fare se il centrosinistra senza trattino – l’unico in grado di insidiare il cdx – vuol vincere in questo Paese.
Mah! Un PD “massimalista”? Se vuoi dire “radicale” nelle scelte di fondo….MAGARI!
Forse la gente che oggi si tiene ben lontana dai seggi elettorali lo voterebbe
Anch’io auspicherei che fossero radicalmente riformiste. Invece sono proprio massimaliste coeve al populismo contiano, al passatismo landiniano e all’ideologismo bonelliano.
D’altra parte un pd spostato a sinistra l’abbiamo già visto con Bersani: arrivo’ al 25% nonostante un Berlusconi attorniato da Olgettine e nipoti di Mubarak. No, questa è una strada che in un paese conservatore non porterà MAI alla vittoria. Sinistra in purezza ma votata alla sconfitta certa.
Buona strada comunque.
/mas·si·ma·lì·sta/
sostantivo maschile e femminile
1.
Sostenitore del massimalismo; generic., chi assume posizioni rigidamente e velleitariamente estremistiche.
Ed allora una sinistra alla Renzi potete tenerla . A quel punto anche io non vorrei più. Non c’è bisogno che mi si spieghi qual è il significato tradizionale della parola massimalista. Ho un 110 e lode in Scienze Politiche che risale al 1974. Mi laureai con Ruffilli. Mai iscritto al PCI ma sempre della sinistra libertaria radicale ed oggi iscritto alla Associazione Luca Coscioni. Ci battiamo a favore di obiettivi che la melassa centrista che tu auspichi non ci permetterebbe mai di raggiungere. Esattamente come fa la destra. Entrambe non ci servono
Non voterei più mentre adesso voto la Schlein
Ho già scritto…ma non avete pubblicato…ed allora permettetemi di ripetere… io sono un vecchio laureato – con 110 e lode – in Scienze Poltiche. Nel 1974 addirittura. Con Roberto Ruffili, non esattamenteunodo di sinista massimalista. Poi ucciso dalle Brogate Rosse. Buona strada a voi, che volete “vincere”…per fare cosa poi? Non si sa.. Per fare come Renzi? E con quello che è successo dopo quella vittoria, avete fatto i conti? Certamente no. Nulla è cambiato. Anzi tutto è peggiorato. Perciò per cortesia, a noi della Sinistra libertaria – e non massimalista, che non c’enta niente – non venite a proporre una nuova melassa inutile e dannosa per tutta la Sinistra. Noi ci battiamo per obiettivi concreti. Tangibili. Senza di noi non ci sarebbe stata la approvazione del divorzio, la approvazione del divorzio, la chiusura dei manicomi, etc.. etc.. Questo non è populismo. Questo vuol dire non eswere interessati solo alle poltrone. Grazie.
Mi sembra che ci sentiamo tutti trasportati nel mondo delle idee! Tra bolle che stanno sospese in un empireo fuori dal tempo e dalle vite degli uomini.
La mia idea di politica sta, al contrario, molto per terra, nel quotidiano, nel contingente. A questo livello, molto trafficato e spesso anche sporco, i meno dotati rischiano di essere schiacciati. Possono solo sperare che ci siano degli appigli, dei percorsi protetti, delle isole di ristoro. La politica è principalmente pensare di predisporre dei salvagente per facilitare uno scorrimento senza troppi colpi. Dalle leggi al trattamento delle merci, dalla cura della salute alla libertà individuale, dall’educazione dei minori alla difesa dei deboli : ognuno di noi può aiutare a cercare il meglio del momento.