Probabilmente, a suo merito, pur non appartenendo al sistema “tolemaico” che gira intorno a Palazzo d’Accursio il Cantiere non è ostile all’attuale Amministrazione e al Sindaco. Ma questo non significa che non faccia bene a ospitare voci “altre” come quelle di Fini e Bignami
di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro-L’Officina delle Idee”
Mi permetto di fare alcune osservazioni in merito all’apparizione su Cantiere Bologna di alcune critiche, o atteggiamenti di disappunto e disapprovazione, a proposito di alcuni interventi, considerati da qualcuno “fuori posto”.
Cito, come esempi, le reprimende per le interviste a Fini e Bignami. Chi scrive è un democristiano non pentito e, per rincarare la dose, sono un cattolico non adulto ma “bambino”. Nel senso che io non sono come quel fedele raccontato da Giovannino Guareschi nel suo Don Camillo: «Un fedele assiduo e puntuale alle messe, che però alla fine del Sacro Ufficio si precipitava in canonica per segnalare al parroco qualche passo della Messa in cui il parroco si era sbagliato».
Come detto seguo il Cantiere, il gruppo redazionale non è che la pensi politicamente e culturalmente come me. È giusto, come in qualsiasi media cartaceo o digitale, che vi sia una linea. Il Cantiere, ogni tanto, ha ospitato e ospita anche miei contributi. E sono convinto che non sempre la redazione sia stata in linea con quello che io avevo scritto e sostenuto.
Probabilmente, a suo merito, pur non appartenendo al sistema “tolemaico” che gira intorno a Palazzo d’Accursio il Cantiere non è ostile all’attuale Amministrazione e al Sindaco. Ma questo non significa che non faccia bene a ospitare voci “altre” come quelle di Fini e Bignami.
Personalmente, pur non avendo mai votato né per la destra né per la Meloni, credo sia giusto di tanto in tanto sentire anche quella campana. Oltretutto, non mi ritrovo più nemmeno nella sinistra di nuovo conio, bolognese e nazionale. Ma su queste pagine sto bene.
Allora? Al “piccolo” Cantiere avanti così!
