Basteranno le piantine sparse per il centro storico a salvarci da questa torrida estate? Cronaca immaginifica con umarell, biasanòt, volontari, comitati anti degrado, tour operator, giapponesi, Festa degli Alberi, Beppe Maniglia e coro
di Achille Scalabrin, giornalista
Bisogna avere una certa età per ricordare la Festa degli Alberi (maiuscole d’obbligo), quando ogni anno a marzo le amministrazioni comunali costringevano scolaresche assonnate a schierarsi davanti a qualche arbusto prossimo alla piantatura. La cerimonia era preceduta da una bella dose di retorica ambientalista (all’epoca però la parola non esisteva), quindi l’Alunno Prescelto (sempre maiuscole d’obbligo), armato di pesantissima vanga, faceva la prima “gettata” di terra. Seguiva applauso. Se ne riparlava l’anno dopo, quando gli alberelli di quello precedente erano solitamente “morti secchi” o palesemente affetti da nanismo.
Va dato atto al sindaco Lepore di non aver fatto il replay di questa mesta cerimonia – probabilmente e fortunatamente perché non ne ha memoria – ma di essersi limitato a presenziare in solitaria, giusto il tempo di allargare le braccia davanti ai fotografi. Gesto che si presta in ogni caso a varie interpretazioni. Dall’abbraccio affettuoso ai 66 alberelli in vaso posizionati in piazza del Nettuno – avanguardia della promessa colata verde in tutta la città – al sine qua non nell’interpretazione dell’indimenticabile presidente Dall’Ara (“siamo qua noooi”), alla rappresentazione del che s’à da fa pe campà tramite il linguaggio del corpo. «L’obiettivo è portare più verde in modo permanente contro il cambiamento climatico», ha detto il sindaco. Dev’essere per questo che si è deciso l’invasamento provvisorio. Luglio, agosto, settembre, e bona lè.
Perché di sicuro il suddetto cambiamento climatico – quello che solo a destra dicono non esserci – di fronte a questa offensiva verde alla bolognese batterà in ritirata. Dicono si sia molto spaventato, e non servono a rassicurarlo le decine di piante (radicate a terra e molto ombreggianti) che la medesima amministrazione mette a disposizione delle motoseghe.
«Io penso che le piante aiutino a vivere meglio», ha detto ancora il sindaco. Impossibile dargli torto, tanto è lapalissiano. Come mettere d’accordo centri storici e verde, è questione di cui si dibatte a livello europeo. È giusto che anche Bologna dica la sua. Anzi, invasi la sua.
Sul come vivere meglio si era addirittura aperto un colto dibattito tra gli umarell che sognavano in piazza del Nettuno la loro oasi felice in cui rinfrescarsi. Costretti a lavori defatiganti e a straordinari interminabili dalle decine di cantieri aperti in tutta la città, speravano di trovare qui il meritato ristoro, qualcosa che assomigliasse almeno al cortile di Palazzo d’Accursio o a piazza Galilei. Dopo aver visto le dimensioni degli alberelli e soprattutto la mancanza di ombra e di panchine, il dibattito ha preso – dicono – una piega meno colta e più popolare, dove l’invito a dare via qualcosa viene esplicitato in stretto bolognese.
Gli umarell più temerari sono stati visti guardare l’isola (che non c’è) verde stando seduti sulla scalinata della Sala Borsa, l’Asl si appresta a mettere a loro disposizione un’ambulanza all’angolo con via Ugo Bassi, là dove stazionava il mai abbastanza rimpianto Beppe Maniglia. Non è escluso, corre voce, che il Comune lo ingaggi per creare con la sua musica un’atmosfera easy che farebbe tanto bene alle pianticelle.
Nel bene o nel male purché se ne parli, avrebbe detto Dorian Gray, che in Comune ha molti fan. «Ma la Sovrintendenza ai Beni culturali cosa ne dice di questo maquillage del centro storico?», domanda sentita in piazza dei Celestini. «Dopo aver autorizzato una foresta di dehors, come puoi pensare che vieti le piantagioni stagionali di Lepore?!», risposta sentita in via Orefici. Nel frattempo, i tour operator stanno pensando seriamente di inserire gli arbusti invasati tra le tappe d’obbligo, a mezza strada tra la Finestrella di via Piella e la Salumeria Simoni. Perché per l’ “over-tourism” Bologna è come il porco, nulla si butta via.
Sono stati visti turisti giapponesi fotografare le “invasate” per riprodurle pari pari a Tokyo e forse anche a Osaka. Sono stati visti biasanòt alcoldotati tentare di portarsi a casa una pianta con tanto di vaso, altri alleggerirsi alla vista delle medesime. Il comitato anti degrado di Piazza Verdi e dintorni è pronto ad accollarsi l’acquisto di mille alberi e di altrettanti vasi purché Lepore li salvi dai decibel prima ancora che dalla canicola. Dalla Bolognina al Pilastro è un tam tam telefonico, una gara a chi porta in strada per primo papiri, aloe vera, ficus benjamin, begonie, palme da interno, bambù, banani ora sconsideratamente ed egoisticamente tenuti in appartamento. C’è anche chi ha messo a disposizione la lingua di suocera (sansevieria per i colti) con suocera compresa. Cosa non si fa per combattere il caldo.
Sembra che i volontari delle Feste dell’Unità, ormai praticamente disoccupati, siano i più impegnati in questa corsa solidale. Mentre dalla zona Colli scendono ventate di indifferenza, dal resto della città sudata sale un coro verso Lepore: «Per favore, piantala!». Che poi sta a significare: pianta le piante, non invasarle!
In realtà, il sindaco ha detto che quelle che ci tocca vedere sparse come coriandoli verdi da qui a settembre saranno poi piantate nei giardini delle scuole. Vuoi vedere che si torna alla Festa degli Alberi?
P.S.: l’articolo contiene cose vere e verosimili, altre prevedibili. Al lettore individuarle.

Meraviglioso! Che penna!
Bellisissimo. Ricordo la tristissima Festa degli Alberi.
Sì, divertente e molto ‘bolognese’!
bellissimo!!! nb abbiamo dimenticato chi farà i suoi bisogni nel vaso (e non parlo di canidi) e chi ci nasconderà coltelli e droga. per i vuoti di alcolici distribuiamo l’adesivo “vetro” da mettere a cura del santo bevitore. chi si sente rinfrancato dall’ombra? chiamiamo il 118
Speriamo, d’altronde non si possono criticare i tentativi di risoluzione del problema; e poi salire in macchina,, e utizzarla per spostamenti infimi, e porre tutta la nostra dedizione e gratitudine.
Bravo Sindaco, l’idea non è male, se poi alcuni deficienti vandalizzano il tuo operato che ci si può fare, in galera come diceva Bracardi😂😂😂
Non solo divertente ma con future possibilità di affossare il centro storico con piante, aree verdi o isole, cani scorrazzanti liberi dai guinzagli che si servono degli alberi e alberelli con gusto.
Gente giovane e non che fa picnic, feste, happening….i turisti poi sguazzano tra fontane a terra e ombreggiature agognate.
Freddo, caldo, pioggia… tutti avranno un posto sotto le piante come sotto i portici.
Fare giardini in zone attorno alle città in aree in disuso?
Complimenti!! Scritto benissimo, ma soprattutto molto divertente: ho riso come non facevo da tempo, grazie!!
PROPOSTA INVASIVA DI UNA GIUNTA INVASATA !!!!
Satira e comicità per una boccata d’ossigeno! speriamo che la sostenibilità ambientale sia completata dall’apporto di acqua reflua, per il mantenimento degli alberi invasati, da parte dei tanti food street delle vicinanze che devono lavare gli ortaggi.