La democrazia prevede un dovere dell’informazione ma pure di ogni cittadino di criticare chi governa. Ma serve misura. Lepore è descritto con le stesse parole che si usano per i macellai di popoli. Il tram è opera che fa parte di un programma elettorale. Comporta dolorosi abbattimenti così com’è successo per costruire le case dove abitiamo tutti e le reti che usiamo per comunicare. Per un bagolaro abbattuto si usano parole terribili che non si spendono contro misure che mettono in gioco la democrazia per come l’abbiamo conosciuta negli ultimi 80 anni
di Giampiero Moscato, direttore cB
Soffro molto il dibattito cittadino. Ogni giorno di più. Sembra, da quello che si legge sui social – ma anche sui media classici – che a Bologna si stia consumando una tragedia di proporzioni bibliche. Insulti, minacce, accuse irripetibili su tutto: 30 all’ora, tram, Passante di mezzo, Ravone, striscioni esposti da Palazzo d’Accursio, alberi, “alberelli”, piazza dell’Unità, San Donato, persino “Cinema sotto le Stelle”.
A guardare cronache e pagine web sembra che in città sia piombata un’orda di barbari e che a governarla si sia insediato un emulo di Attila. Però ancora più cattivo. Il re degli Unni gode di migliore stampa del nostro sindaco: potenza del dibattito Internet. Forse il 90 per cento dei cittadini non esiste sulle piattaforme eppure chi le frequenta può essere indotto a pensare che quelle poche decine di “smanettoni” che pontificano, quasi sempre senza competenza, su ogni cosa si muove – e sbraitano, insultano – possano rappresentare il pensiero della comunità.
Diffidiamo dei social. Sono una mistificazione: non hanno un editore, un direttore responsabile soggetto al tribunale, un’assicurazione, un ordine professionale (cantierebologna.com li ha, altro che “paternalismo”, siamo figli più soggetti di altri al rispetto delle regole) e fanno passare qualunque spazzatura che chiunque voglia smaltire nell’ambiente. Sono gli avvelenatori dei pozzi della democrazia, per come si sono affermati.
Chiarisco, a chi ora accuserà di partigianeria: Matteo Lepore e la sua giunta (come ogni organo di Governo di una civiltà democratica) non solo possono ma devono essere criticati. È il compito di chi fa informazione fare le pulci a chi rappresenta tutta la comunità. Lo è poi di ogni cittadino. Dell’opposizione, senza la quale non avrebbe senso il nostro sistema, no? E pure di chi ha votato sindaco e maggioranza: il voto non è una delega in bianco. Chi ha dato fiducia a una coalizione deve sorvegliare il rispetto del mandato e delle regole. Il diritto di critica è un caposaldo della nostra civiltà. Senza dibattito non c’è sviluppo. Senza contestazioni la maggioranza sarebbe indotta a proseguire anche laddove sbaglia.
Quando fui assunto all’Ansa mi furono dettate regole semplici ma inderogabili: vota chi vuoi ma non farlo capire da come scrivi, rispetta le regole della fattualità, non usare gli aggettivi perché condizionano il lettore. Se descrivi gli effetti di un attentato con parole come “macello”, “strage spaventosa”, “Armageddon”) non ci saranno parole più forti per descrivere il crollo, sotto l’impatto di due aerei pilotati da terroristi suicidi, delle Torri gemelle a New York. Meglio far parlare i dati, i numeri. I fatti, se scritti bene, si raccontano da soli. Questa dovrebbe essere una regola del giornalismo, purtroppo violata troppo spesso anche dai cronisti che sovrappongpno le proprie opinioni ai fatti e li piegano alle loro idee.
È l’abuso del diritto di critica e delle parole per esercitarlo che fa star male. Abbattere un albero (sono uno che ne ha piantati alcuni nella vita e non ne ha mai tagliato uno, sia chiaro anche questo) per far passare un tram può essere trattato, per quanto triste, con la stessa violenza verbale che si riserva ai macellai di popoli e di territori? Davvero Lepore può essere vilipeso, per le conseguenze logistiche della costruzione di un’opera infrastrutturale votata dalla maggioranza dei cittadini, come fosse un Terminator?
Va ricordato che la Regione ha varato il piano “Mettiamo radici per il futuro” (qui) per estendere la superficie boschiva con la distribuzione gratuita già fatta (e continuerà) di tre milioni di alberi. In città, è vero, ci sono stati abbattimenti di alberi di alto fusto. Ma ne sono stati piantumati a migliaia. Anche le case in cui abitano chi scrive e chi legge sorgono là dove un tempo c’era una foresta. Per scrivere e leggere questo testo sono state create reti che sono valse il sacrificio di zone verdi del pianeta. Accade anche per abitare e per viaggiare in maniera meno inquinante del trasporto privato. Il tram a Firenze sta avendo un successo eccezionale a dispetto degli stessi oltraggi che sta subendo quello bolognese in costruzione. Certo, si può fare di più e meglio. E chi lo nega? Anche se fare è un po’ più difficile che opporsi. Ma contestare mantenendo il senso della misura rende la critica non solo più costruttiva ma anche più giusta e gradevole.
È ovvio che l’opposizione usi, legittimamente, ogni mezzo lecito per contestare la maggioranza e avvicendarla, alla prossima elezione. Ma chi critica da posizioni libertarie, ambientaliste, progressiste questa amministrazione ha coscienza del rischio di vedere trasformata la nostra democrazia in una democratura? Una dittatura camuffata?
Sulle pagine social bolognesi vedo molto astio contro Lepore. Quasi nulla contro le misure del Governo Meloni. Un governo che sta attuando un piano di riorganizzazione dello Stato che mette in discussione pesantemente la divisione dei poteri così come l’abbiamo conosciuta dal ’45, anzi dal ’48 in poi. Basta leggere cosa prevede il Decreto Sicurezza (qui una lettura fatta da una legale) per capire se le battaglie vanno fatte attorno a un bagolaro forse del 1945 o per la democrazia che quello stesso anno fu introdotta nel nostro Paese. Il verde è sacro. La libertà pure. Forse un po’ di più.
Photo credits: Bologna Today

È molto più facile criticare un abbattimento di un albero che avventurarsi in una discussione che richiede un minimo di lettura di parole e comprensione delle stesse. Le parole non si vedono, devono passare attraverso la mente.
Condivido le perplessita’ riportate nell’articolo. Le parole, che uno deve leggere e interpretare, sono di comprensione più difficile di un fenomeno visibile come l’abbattimento di un albero. Leggere il decreto sicurezza nella lettura fatta da un legale richiede attenzione e confronto, processo di concentrazione, spero l’invito sia accolto.
Ciao a tutti
Anch’io, come membro dell’associazione Amozzano pianto e seguo lo sviluppo di alberi e piante da fiori.
Per questo soffro se un albero viene abbattuto (qui siamo riusciti perfino a trapiantarne 4 in occasione di lavori stradali), ritengo giusto protestare e chiedere più trasparenza in merito alla gestione del verde ma proprio per questo sto attento, molto bene attento, a non confondermi con chi poi alla prima occasione se la prende con le “follie green”.
Augurandovi una buona domenica ricordo i guardarvi dai falsi profeti che vengono a voi in veste di pecore, ma dentro sono lupi rapaci.
Grazie mille.
PS A proposito di green sostenete la COP30 Bike Ride che sta appunto attraversando quattro continenti per diffondere l’uso della bici come strumento chiave per la riduzione delle emissioni in città: https://linktr.ee/copbikeride?utm_source=linktree_profile_share
Canale YouTube:
https://www.youtube.com/@COPBikeRide
PPS Visto quanto sopra, quanti dei membri dei suddetti comitati sostengono l’uso della bici in un contesto dove il 60% degli spostamenti sono inferiori ai 5 km. Alle iniziative Salvaiciclisti non ne ho visti tanti…
Ho votato verde alle ultime elezioni, sostenevamo la giunta. L’articolo è in parte condivisibile ma non tiene conto del fatto che la prassi da almeno 10 anni è quella di informare i cittadini a progetti già approvati (io ricordo gli incontri avuti anche con Lepore, allora assessore, su piazza Aldrovandi su cui noi cittadini dopo anni possiamo dire avevamo ragione… (una pedonlizzazione ridicola su una salizada…hanno tolto due alti alberi…la piazza che non è una piazza è diventata luogo di bivacco e baldoria notturna …). Gli incontri con la cittadinanza , un proforma per dirsi democratici, non hanno portato a nulla, io mi sono trasferita…In 10 anni si sono ripetuti episodi che seguono questo copione di cui fa parte anche la sistematica distuzione di verde pubblico anche in periodo estivo di nidificazione, costruzione di edifici più alti dei precedenti, a compensazione di costruzione su spazi verdi non si è provveduto a risanare terreni con capannoni abbandonati, si prospetta anche la “rigenerazione” dello spazio intorno all’Ospedale Maggiore,…possiamo essere tranquilli? Forse per questo ci si fissa su un albero, sul piccolo giardino San Leonardo mira dell’università americana, sui ridicoli alberelli sparsi nel centro … magari sulle piccole cose si può otternere qualcosa….Nel frattempo l’estate diventa sempre più invivbile in città.
Finalmente la voce pacata, equilibrata, competente e gentile, di un autentico giornalista.
La lettura di questo articolo, mi ha ridato fiducia nella possibilità che possa esserci ancora un giornalismo non “urlato” ma “pensato” .
invito quindi, i lettori di CB a condividere con i loro contatti questo articolo.
Grazie per le parole sagge. Sono d’accordo che i cittadini hanno il diritto di essere informati e dissentire su accadimenti non condivisi ma mi piacerebbe vedere spendere tutte queste energie per problematiche molto più gravi e urgenti .