The Cat is on the Copier

Dopo soli sette mesi di esposizione nella sala Ciminiere del MAMbo, l’opera “Copycat” di Eva e Franco Mattes viene additata dalla Lav e scatena l’indignazione popolare per l’utilizzo di un gatto impagliato nella sua realizzazione (qui). Per parlare seriamente di cose serie, si spera, ci rivediamo a settembre. Quando il calciomercato finisce. E la noia estiva, fortunatamente, svanisce

di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB


«Sta storia del gatto? Potremmo scrivere qualcosa». No Moscato non mi va. È una polemica ridicola. E poi dovrei parlare della Biennale del ‘72, di De Dominicis, Alberto Sordi e delle pecore di Kadishman al padiglione israeliano nel ‘78. «No per carità, lasciamo stare Israele adesso… Qualcosa però andrebbe fatto. Sentiamo l’esperta del d’Orsay?». Daje direttò, però prima riempimi il bicchiere che fa caldo e ho tanta sete.

«Il discorso è complesso» principia l’esperta del d’Orsay. Uno statement tanto vero quanto inattuale, ma purtroppo va così. Scusa l’inciso sociologico, continua pure. «Per la sensibilità odierna realizzare un’opera simile è – a mio avviso – ormai qualcosa di obsoleto. Lo facevano appunto De Dominicis, Cattelan, Hirst, prima ancora Kounellis che nel ’69, se non sbaglio, portò dodici cavalli vivi in una galleria. Questo non significa assolutamente che oggi bisogna ancora proseguire su questa strada, anzi. È come fare il circo con gli animali, o fotografare il corpo di una donna sessualizzandolo. Oggi l’abbiamo grazie al cielo superato. D’altro canto però, come dice bene Balbi, la pretesa della Lav è fuori tempo massimo». Ok grazie, ma quindi? Dammi un titolo please. «Quindi non critico i lavori storicizzati ma è fuori dall’estetica odierna secondo me farlo ancora». Perfetto! Grazie di cuore e buone ferie!

Per quanto mi riguarda il ragionamento è molto equilibrato, quasi democristiano. Quindi mi convince assai. Però sento che manca qualcosa, quel tanto di brio popolare da profeta della strada che va di gran moda oggigiorno e piace tanto ai lettori. Oltretutto Hansy Lumen è in ferie pure lui, quindi hai voglia ad aspettare che si palesi con un commento sferzante dei suoi. Così prendo coraggio e, salutato il Direttore, mi dirigo verso il MAMbo immaginando Lorenzo Balbi che ancheggia sotto la doccia gorgheggiando “Oops! I Did It Again” di Britney Spears. Maledetto.

In via Don Minzoni, alle due di un appiccicosissimo pomeriggio, siamo solo io, un tossico che cammina in mezzo alla strada mandando a quel paese chiunque gli suoni il clacson e un giovane afrodiscendente che si gusta una Becks seduto su un gradino. Poiché di insulti oggi non ho voglia – ho già dato e comunque a essere imbalsamato non è un pino marittimo (domestico, ndr) – mi dirigo senza esitare verso l’uomo con la birra in mano: scusi salve sono un giornalista, posso farle una domanda? «Preferirei di no, ma se proprio deve…». Lei cosa ne pensa del gatto impagliato sulla fotocopiatrice di Eva e Franco Mattes? «Non so di cosa parla, ma mi sembra un gran spreco di cibo». Ah quindi in Africa usa? Vedi che Bossi alla fine… «Era una battuta e sono di Schio, povero imbecille!». Capisco, forse è meglio se la saluto e parlo con qualcun altro allora eh. Mi scusi buon uomo… «Vaffanculo!». Come non detto. Agosto non è proprio il mio mese.

Mentre me ne torno mesto verso casa, convengo amaramente con me stesso che l’articolo avrebbero dovuto scriverlo Hansy o l’esperta del d’Orsay. Avrebbero fatto di sicuro miglior figura, e io mi sarei risparmiato gli insulti. Ma tant’è, gli unici che non vanno in vacanza ad agosto – anche se dovrebbero, ha ragione Cocò – sono i giornali. E comunque su Vlahovic il Milan resta vigile e Asllani è vicino al Bologna per una cifra di 10 milioni di euro più il 40% di una futura cessione. Che voi direte è calciomercato, che cosa c’entra? Una beata minchia a essere onesti, ma il livello intellettuale di discussione è più o meno lo stesso del povero gatto sulla fotocopiatrice.

Per parlare seriamente di cose serie, si spera, ci rivediamo a settembre. Quando il calciomercato finisce. E la noia estiva, fortunatamente, svanisce.


2 pensieri riguardo “The Cat is on the Copier

  1. “Per parlare seriamente di cose serie, si spera, ci rivediamo a settembre. Quando il calciomercato finisce. E la noia estiva, fortunatamente, svanisce.” Egregio Signor Di Biase, mi dispiace che la sua noia agostana le impedisca di comprendere che moltissimi cittadini sono, per fortuna, sensibili al benessere e alla dignità degli animali e che questa è una cosa seria. Capisco che abbia voluto fare un articolo “di colore” ma il tema, ribadisco, è invece molto serio. Qui l’intervento di LAV o di altri non c’entra niente con il “fuori tempo massimo.” Quando si viene a conoscenza di un fatto grave (delittuoso per me) subito o dopo del tempo, non importano i tempi di reazione, l’importante è denunciarlo. Sono decisamente contrario alla censura dell’arte ma quando c’è in ballo un essere che aveva vita che viene “ironicamente” esposto le cose cambiano. Il gatto è un animale d’affezione ed protetto dalla legge. Tutti gli animali dovrebbero avere in quanto esseri senzienti diritto a benessere e libertà, anche quelli detti “da reddito” ma su questo siamo indietro. Quella installazione che è un insulto all’arte denuncia un livello notevole di grettezza culturale e di nessuna empatia nei confronti della vita altrui e della dignità. Le provocazioni in arte si fanno sulla propria pelle non su quella di un animale indifeso. Si è detto che il gatto è stato vittima di un investimento stradale, e quindi? Ci mancava anche che fosse stato ucciso per esporlo!
    Tra l’altro a titolo di responsabilità giuridica, la persona responsabile dell’animale o di chi ne trova il corpo (abbiamo presente che l’omissione di soccorso se si investe un animale è un reato?) debba, in caso di morte, garantire una gestione rispettosa. A tal riguardo direi che detta gestione non risulti tale.
    Il felino è censito? Trattasi di gatto randagio? Vi sono dati che certifichino la causa e le circostanze della morte dell’animale?
    Vi sono garanzie di mancata sofferenza a tal riguardo? Che molte persone ed associazioni si indignino e protestino per questo fatto mi fa sperare che si voglia andare un po’ più a fondo sul percorso che a portato il gatto in quella penosa e triste situazione e che MAMBO rimuova l’installazione con la fotocopiatrice e l’animale subito.
    Aggiungo una citazione di un documento di qualche interesse.
    DICHIARAZIONE UNIVERSALE DEI DIRITTI DELL’ANIMALE
    Dell’organizzazione Unesco, proclamata a Parigi, il 15 ottobre 1978, di cui:
    alla voce premessa, viene riportato:
    “considerato che il rispetto degli animali da parte degli uomini è legato al rispetto degli uomini
    tra loro”;
    – “considerato che l’educazione deve insegnare sin dall’infanzia ad osservare, comprendere,
    rispettare e amare gli animali”;
    alla voce proclama, si riporta:
    Articolo 2
    a) “ogni animale ha diritto al rispetto”;
    Articolo 13:
    a) “l’animale morto deve essere trattato con rispetto”.

    Marco Coppi

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