«Infuria un bombardamento mediatico di venditori di tappeti usati che sparano balle incatenate contro il progetto. Ma la risposta del Comune, che sul tram gioca affannosamente in difesa, è inadeguata. Lepore è troppo tranquillo. Dice sì una verità: quando il tram girerà tutti, anche i contrari, saranno contenti… Ma serve più fantasia. Si porti una vettura modello Bologna a carrelli e la si metta sotto Palazzo d’Accursio, là dove piazzarono quel bidone del Civis. E si facciano gite a Firenze…»
di Angelo Rambaldi, “Bologna al Centro – L’Officina delle Idee”
Ero in Consiglio Comunale quando Valter Vitali (sindaco da rivalutare) presentò il suo progetto tram. Il mio partito, che era la Dc, si spaccò: una parte votò contro e una parte, fra cui il sottoscritto, votò a favore. Era un bel progetto, ideato da un tecnico svizzero di livello internazionale. Ieri, anzi ieri l’altro (si fa per dire), si scatenò una gran cagnara. Il Pci, poi Pds – è un mio giudizio politico – lasciò solo il sindaco Vitali. Inoltre, sempre a mio giudizio, anche l’allora Atc fu silente (l’Azienda dei trasporti bolognese fino all’altro ieri fu sempre (sott’acqua) contraria al ritorno del tram…
Non sono un super fan di Matteo Lepore (un breve “inciso”, perché uno dei limiti, non piccoli, del nostro sindaco – che lui dovrebbe provare a correggere – è quello che il nostro primo cittadino è o super amatissimo o super detestatissimo), ma per convinzione sono strafavorevole al tram: la mia critica è che abbiamo perso trent’anni.
Quello di insopportabile che succede a Bologna è il bombardamento mediatico di venditori di tappeti usati che quotidianamente sparano balle incatenate contro il progetto tramviario. Ma quello che è grave è la risposta inadeguata da parte del Comune. Il sindaco ha un affollatissimo staff ma sul tram il Comune gioca affannosamente in difesa. Nello staff manca qualcuno, io avrei qualche proposta…
Lepore è tranquillo, forse troppo tranquillo. Dice sì una verità che poi quando il tram girerà per Bologna tutti, anche i contrari, saranno contenti. Dipende da come arriveremo alla fine.
Ma occorre oggi partire all’offensiva sulle accuse non vere contro il tram. Qualche esempio: non è tollerabile che si sostenga che il valore degli immobili sulle strade dove transiterà il tram avranno un crollo del loro valore. Non è vero! È vero esattamente il contrario. Abbiamo addirittura sentito dire che il tram quando impegna una curva provocherebbe un inquinamento acustico che obbligherà a montare i doppi vetri alle finestre. È falso: il tram provoca come rumore ed effetti sugli edifici un rumore e una reazione inferiore al passaggio di uno scooter. Mi fermo qui ma l’elenco delle panzane sarebbe lungo.
Occorre da parte del Comune una maggior fantasia ed efficacia nella risposta. Far finta di nulla è sbagliato. Per esempio non so se tra quei mezzi del colpevolmente abbandonato museo del trasporto pubblico, che con la solita insensibilità è in attesa di essere buttato nel rusco, ci sia un tram. Altrimenti si potrebbe chiedere in prestito a Torino, all’Associazione Tram Storici, una splendidamente restaurata vettura tramviaria “modello Bologna” a carrelli che fu fra le ultime a girare in città nel 1963, quando fu dismessa la rete.
La si metta sotto il Nettuno (dove fu piazzato a suo tempo il “bidone” Civis, il filobus che non funzionò mai) con una bella informazione: «Sto tornando».
Con la vecchia vettura bella lucida i cittadini troveranno una équipe di tecnici che illustreranno con competenza i benefici del tram, che gira da tempo in oltre 300 città europee, Italia inclusa. Non farebbe male anche una gita di apprendimento a Firenze, tre linee in esercizio e altre due in arrivo.
Photo credits: Comune di Bologna

Ingegnere ?????
Con il centro storico diventato un’esclusiva turistica, un’esclusione residenziale: invivibile e inaccessibile, il tram sarà il modo più veloce e sicuro per raggiungere gli affetti abbandonati, le comodità e la bellezza del “dentro porta”; non esistendo più la possibilità, per le classi sociali dalla media in giù, di risiedervi.
Basterebbe far capire questo per placare gli animi sulla questione tram.
La tramvia di Firenze (addirittura pare ne sia in progetto una per raggiungere l’Oltrarno!!!)
è un ottimo esempio: permette a chi abitava le zone centrali e a chi ha li ancora interessi (affettivi, lavorativi etc.) di raggiungere quei luoghi molto molto rapidamente pur non abitandoli o non potendoli abitare più .
Unico pericolo potrebbe essere quel che è successo al rione di San Jacopino, un tranquillo angolo del Quartiere 1 (centro storico) che da quando ha visto arrivare il tram ha subìto una forte turistificazione tanto quanto altre zone del Quartiere 1 ( tutto quello che potete vedere dal piazzale Michelangelo, semplificando per intenderci).
Ma questo, con un’amministrazione attenta e progressista per predefinizione come la nostra, non penso possa accadere.
Scrivo questo per dire che buona parte della cittadinanza- a mia impressione- è indurita, incollerita, arrabbiata perché le si sta togliendo la Città da sotto i piedi e – sempre per quanto ne so- Città è sinonimo di Libertà ( di pensiero, di scelta, di vivere i luoghi etc. etc.).
Chi amministra può e deve difendere meglio il suo operato ma la ferita è più profonda e dolorosa.
Infine consiglio una gita a Firenze non per provare il tram bensì per fare una passeggiata e quattro chiacchiere con qualche residente, ex residente o semplicemente innamorato della vita in Città.
Buona giornata.
Simone
Non è del tutto vero che il Sindaco non risponda alle critiche al progetto delle linee tranviarie : l’ho sentito più di una volta illustrarne i tempi, i costi, la logica del calendario dei lavori, le previsioni rispetto al traffico urbano futuro.
Sono convinta che l’argomento sia chiaro ai cittadini fruitori dei mezzi pubblici. Ma è un tema perfetto per chi vuole aggradire la gestione politica della nostra città .
Trovo Che la proposta di metered un bel tram in piazza con l’apporto di cartelloni illustrativi dei percorsi farebbe del bene a tutti….
Sì, mettere il tram di allora, ma anche il tram che è in progetto, per far capire la differenza, perché una delle critiche che si sente è: perché rimetterlo adesso se tanti anni fa è stato abbandonato? Per far vedere che quello di adesso è tutta un’altra cosa: è molto più lungo, quindi potrà portare molte più persone, e con maggior confort, per sostituire gli autobus e filobus attuali che non ce la fanno più a trasportare tutti gli utenti, pigiati, nelle ore di punta. Oltre che più velocemente grazie alle corsie riservate e all’asservimento semaforico (quando arriva il tram il semaforo è verde)