«Si è parlato di animi troppo accesi in città per il taglio di alberi e per progetti poco rispettosi dell’ambiente. Di solito è il potere e la sua distanza dalle persone a rappresentare un pericolo per la democrazia, invece pare che i cattivi siano i cittadini che, nelle strade e sui social, difendono in modo troppo accalorato l’ambiente e il loro diritto alla salute. Il 4 e il 5 ottobre al Centro Costa, all’incontro “Bologna la… verde”, daremo nuova linfa alla nostra idea di ecologia politica»
di Danny Labriola, portavoce Verdi di Bologna
Gentile direttore Moscato, ho seguito con interesse il dibattito sugli alberi e sul verde urbano che avete ospitato su Cantiere Bologna. Gli spunti sono numerosi e mi permetto di condividere qualche riflessione.
Si è parlato di animi troppo accesi in città per il taglio di alberi e per progetti poco rispettosi dell’ambiente. Di solito è il potere e la sua distanza dalle persone a rappresentare un pericolo per la democrazia, a Bologna invece pare che i cattivi siano i cittadini che, nelle strade e sui social, difendono in modo troppo accalorato l’ambiente e il loro diritto alla salute.
Nella nostra città si celebra il boom urbanistico, si plaude al record di voli aerei sulle nostre teste, si arriva a sostenere che è inutile parlare di consumo di suolo perché è già tutto consumato.
La scienza evidentemente va ascoltata e seguita solo quando fa comodo. Se gli scienziati denunciano i danni causati dalla cultura del dominio, se dimostrano che il sistema di produzione è diventato sistema di distruzione, se sollecitano azioni drastiche e immediate per mitigare gli effetti della crisi climatica, allora è meglio ignorarli. Davvero pensiamo di affrontare una crisi epocale di origine antropica con soluzioni antropocentriche?
Lei direttore ha scritto (qui) che il bagolaro in Piazza dell’Unità fu a sua volta un virgulto e che gli alberelli un giorno diventeranno grandi e faranno ombra. Mi pare che il principale inghippo in questi ripetuti inviti a giudicare senza pregiudizi il disegno complessivo risieda nel rapporto tra crisi ambientale e tempo. Quanto tempo abbiamo a disposizione per correre ai ripari ed evitare che interi territori diventino inabitabili? E qui torniamo alla scienza (inascoltata). Essa afferma in modo forte e chiaro che non c’è più tempo. L’emergenza è qui e ora, e i cittadini l’hanno capito prima e meglio di chi ci governa.
Diventa quindi illusorio e ingannevole continuare a parlare di risultati che potremo vedere tra 30, 40 o 50 anni. Se poi infrastrutture stradali e autostradali diventano necessarie perché “attese da decenni”, la politica abdica al compito di leggere il mondo che cambia per ricalibrare e rivedere le proprie scelte.
Chi pensa che difendere un albero sia ridicolo dimostra di avere qualche difficoltà a vedere e comprendere le vite e le ansie di chi rivendica ascolto e partecipazione. Le voci e i corpi che difendono un albero o un parco rappresentano visioni più ampie e altri futuri possibili. I governi a ogni livello conoscono gli studi degli scienziati, ma preferiscono temporeggiare, rinviare, ribaltare l’ordine delle priorità.
Le forze progressiste, lontane dal negazionismo della destra, hanno una responsabilità in più: tradurre analisi e intenzioni in politiche ambientali coerenti. Purtroppo, a Bologna questa coerenza si vede poco.
Perché allora stupirsi se cresce l’esasperazione? So bene che il suo intento, direttore, era quello di sottolineare il rischio che battaglie legittime vengano rovinate da parole sbagliate. Sono d’accordo che i contenuti diventano più forti se accompagnati da una “forma” corretta, ma non vorrei che passasse l’idea che la responsabilità dei conflitti sia dei cittadini e che si trasformasse in vittima un’amministrazione che in questi anni ha spesso sminuito e avversato – con toni non sempre istituzionali – le preoccupazioni e le richieste di ambientalisti, comitati e cittadini.
Con la decisione di sbarazzarsi dei Verdi, chi governa Bologna ha dimostrato di voler insistere su un modello di sviluppo che guarda al passato e di considerare l’ecologismo rigoroso e scientifico un fastidioso intralcio. Vedendo la crescente sensibilità dei cittadini e la moltiplicazione di comitati di protesta, temo che sia stato un errore di valutazione e che si sia perduta un’occasione per creare un’alleanza tra politica e cittadinanza all’insegna di una svolta verde.
Insieme con quella cittadinanza noi intendiamo proseguire il percorso di ascolto e confronto per elaborare una visione alternativa di città. Fare politica dal basso, coinvolgendo le persone, non è retorica. Mescolarsi e sostenere l’attivismo civico non è antipolitica. Anzi, può essere la strada giusta per allontanare quelle logiche di convenienza e potere che stanno trasformando ogni appuntamento elettorale in uno spettacolo imbarazzante.
Il 4 e il 5 ottobre al Centro Costa daremo nuova linfa alla nostra idea di ecologia politica. Non vediamo l’ora di ascoltare e raccogliere proposte per Bologna e di confrontarci su temi e problemi che riguardano la vita e il benessere di tutti.

Bell’intervento, con il registro che si addice ad un politico, pacato ma fermo. Le argomentazioni usate in certi interventi hanno prodotto in me, semplice cittadina, reazioni “vivaci ” ed è stato un bene che non le abbia manifestate.
Ci vuole equilibrio ed in questo articolo poco ce ne è
Eccolo il solito intervento di chi fa la morale proponendo il nulla.
L’articolo di cui sopra è tutto moralismo
Concordo con il commento precedente. Qui siamo nel campo dell’ideologia e dell’integralismo. Nulla a che fare con la vita delle persone e aggiungo neppure con quella del pianeta. Posizioni che anzi fanno male ad una politica ambientalista equilibrata e razionale.
Ecco un altro intervento di chi considera rompiballe ed integralista chi lotta per un ambiente migliore proponendo come al solito il nulla.
Mi scusi, esattamente in quali parole di Labriola legge lintegralismo?
Andrea Fornasari c’è poco equilibrio ma troppo moralismo. Sinceramente faccio fatica a capire
Bollare di integralismo chi espone scomode verità esime dall’entrare nel merito dei temi posti rifugiandosi in una comoda quanto falsa coscienza.
Va tutto per il meglio e non scassate i cabasisi.
LA STORIA DELL’UMANITA’ SI PUO’ AFFERMARE SENZA TEMA DI SMENTITA E’ STATA SEMPRE UNA CONTINUA LOTTA tra il bene e il male (che ovvieta’ almeno cosi’ ci insgnano a scuola, ma certo non ci dicono chi alla fine abbia prevalso) ma e’ stata e lo e’ tuttora una lotta fra umani che avevano il dono di natura della “vista lunga ” ed altri ahimne’ che vivevano col paraocchi (o le fette di salmen che dir si voglia). i primi son quelli che hanno superato gli ostacoli che la natura e la vita ha presentato loro, i secondi purtoppo sono quelli che NON HANNO SAPUTO EVOLVERSI E SI SONO ESTINTI (UN PO’ COME I DINOSAURI) ,ecco adesso siamo in un periodo di grossi problemi che si presentano innanzi a noi , per giunta tutti contemporaneamente , cambiamenti climatici, desertificazioni, alluvioni, guerre, e non so se anche i bene dotati riusciranno ad evitare l’estinzione di massa (non parliamo poi degli altri , quelli sono persi fin da ora. !!!!)
Usciti dall’Eden, Adamo ed Eva hanno dovuto affrontare problemi con più variabili e con lo studio e provando e riprovando sono arrivati fin qua.
Gli apocalittici li abbiamo persi strada facendo.