Che cos’è un piano urbanistico e come viene sviluppato? La sua funzione è di regolare i modi in cui il rapporto fra società ed economia si manifesta al livello dell’insediamento umano, assunto in tutte le sue forme
di Gabriele Bollini, urbanista e valutatore d’impatto
Quanto segue è ispirato in larga parte da “Il quaderno del piano”, documento del 1967 distribuito in tutte le scuole di Tricarico (Matera) per avviare la partecipazione attraverso la conoscenza della realtà locale e dei suoi problemi.
Il piano urbanistico di un Comune è uno strumento diretto a orientare il rapporto fra gli uomini e il territorio. II suo oggetto specifico è l’organizzazione dello spazio da parte della popolazione che ne usufruisce e degli oggetti che la popolazione stessa dispone in questo spazio: gli insediamenti (la città o il paese, le frazioni, le case sparse); i servizi (dagli uffici alle istituzioni scolastiche e sanitarie, dalle attrezzature sportive a quelle ricreative); le infrastrutture (strade, luce, acqua, fognature).
II Piano si presenta anzitutto come un insieme di ricerche dirette a interpretare e conoscere la realtà di una comunità per capire le direzioni del suo sviluppo e le attese dei suoi cittadini, e dare a queste tendenze i mezzi per realizzarsi.
Naturalmente per valutare queste cose non basta studiare la conformazione del paese, i modi di vivere della popolazione, il numero di alloggi o il tipo di scuole di cui essa ha bisogno. Occorre anche conoscere la storia della comunità, le attività produttive che si svolgono localmente (agricoltura, industria, commercio, servizi), i fenomeni che più direttamente interessano la collettività (per tutti, l’emigrazione).
È necessario inoltre prendere in considerazione non soltanto il centro o i centri abitati, ma anche la campagna e l’insieme delle relazioni che uniscono un paese o una città ad altri paesi e altre città.
La scienza che intende studiare tutti questi fenomeni si chiama urbanistica: scienza della città.
II piano urbanistico è il prodotto della tecnica urbanistica, esso investe, perciò, solo determinati aspetti della vita di una comunità, anche se tende a prenderli in considerazione tutti. La sua funzione è di regolare i modi in cui il rapporto fra società ed economia si manifesta al livello dell’insediamento umano, assunto in tutte le sue forme.
In definitiva, pianificare significa prevedere ed organizzare. Si tratta di un’attività che gli uomini hanno sempre svolto: per se stessi, oppure per piccoli gruppi sociali o per classi. Nei tempi moderni è la società nel suo complesso che si è assunta questo compito: per potersi sviluppare, essa ha bisogno di conoscersi e, quindi, di pianificare. Questo principio è valido per uno Stato così come per un Comune.
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In copertina: il Piano regolatore di Bologna del 1889 (Photo credits: Biblioteca Salaborsa).
