Giornata dei Risvegli: diritti, cura e una legge per i caregiver

La riabilitazione intreccia il percorso clinico con l’esperienza sociale, culturale e comunitaria. Nessuna cura è completa senza la famiglia. È su questo concetto che si concentra la battaglia civile e politica. Serve una legge che offra a chi dedica la vita ad assistere aiuti economici, formazione e supporto. Il 7 ottobre offrirà diversi momenti di sostegno all’idea. Tra gli altri Alessandro Bergonzoni, insieme al musicista Antonello Salis, sarà sul palcoscenico del Teatro Duse alle 20.30

di Fulvio De Nigris, presidente fondazione “Gli amici di Luca Casa dei risvegli Luca De Nigris”


La “Giornata dei Risvegli” nasce per dare voce a chi vive ogni giorno la fragilità della cura: persone con esiti di coma e le loro famiglie. La “Casa dei Risvegli Luca De Nigris”, modello pubblico-privato unico a livello europeo e riconosciuto dal Consiglio d’Europa, testimonia come la riabilitazione intreccia il percorso clinico con l’esperienza sociale, culturale e comunitaria.

Il valore di questo modello è chiaro: nessuna cura è completa senza la famiglia, nessun percorso di riabilitazione può escludere il caregiver. È su questa parola – caregiver – che oggi si concentra la battaglia civile e politica: servono norme chiare, strumenti concreti, un sostegno reale per chi dedica la vita ad assistere. Non bastano più attestati di stima: serve una legge nazionale che riconosca il loro ruolo, concili vita e lavoro, offra aiuti economici, formazione e supporto psicologico.

La Fondazione “Gli amici di Luca Casa dei risvegli Luca De Nigris” ha rilanciato recentemente questo appello in Parlamento, assieme a Maria Vaccari e Roberto Piperno della nostra fondazione e alla consigliera comunale di Bologna Cristina Ceretti (qui) . L’appello ha raccolto consensi trasversali. L’on. Ilenia Malavasi ha ribadito la necessità di un passo di civiltà: «Non possiamo lasciare che la dedizione si trasformi in isolamento e stress. È tempo di restituire dignità a milioni di persone».

A fianco del dibattito politico, la “Giornata dei Risvegli” ribadisce la forza della cultura come terapia e come linguaggio universale. Il nuovo spot sociale di Alessandro Bergonzoni, girato proprio alla “Casa dei Risvegli Luca De Nigris”, è in onda sulle principali emittenti, mentre lo stesso Bergonzoni, insieme al musicista Antonello Salis, sarà protagonista sul palcoscenico del Teatro Duse la sera del 7 ottobre alle ore 20.30.

Molti sono gli appuntamenti di questa iniziativa. Lunedì 6 ottobre al DamsLab Università di Bologna avremo workshop teatrali e un convegno sul tema “Il teatro nei processi di cura della persona” curato dalla docente del Dipartimento delle Arti Rossella Mazzaglia. Un progetto che ancora una volta vuole ribadire quanto la ricerca e l’arte possano intrecciarsi nel percorso riabilitativo.

Martedì 7 ottobre, giornata simbolo che coincide con il ricordo del risveglio di Luca in terra straniera, Bologna sarà il cuore della 27ª edizione nazionale e dell’11ª europea della “Giornata dei Risvegli”, insignita della Medaglia del Presidente della Repubblica e dell’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo. Dalla mattina in piazza Nettuno gli stand dei partner della manifestazione: Csi, Centro Sportivo Italiano comitato di Bologna, Croce Rossa comitato di Bologna e Avis provinciale. A seguire un flash mob con letture e azioni di vari gruppi: la compagnia I teatranti della bARCA, il Magnifico Teatrino Errante, il Teatro dell’Argine e Legg’io. Poi con un autobus scoperto offerto da “City Red Bus” andremo con la street band di Michael Brusha alla “Casa dei Risvegli Luca De Nigris” dove dalla mattina i bambini delle scuole svolgono attività ludico motorie con il Csi Comitato di Bologna.  A seguire saluti delle autorità e tradizionale lancio dei palloncini con i “messaggi per un risveglio”. In contemporanea, Bruxelles e altre città italiane ed europee celebreranno l’evento con workshop e momenti di sensibilizzazione.

La “Giornata dei Risvegli” rappresenta una rete di impegni: trasformare la fragilità in diritto, restituire dignità ai percorsi di cura, dare un nome e un riconoscimento a chi, ogni giorno, accompagna la vita. Noi diciamo sempre: vale la pena.


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