L’esperienza della struttura, gestita da Solco Libertas, che dal 2022 accoglie minori e adulti con disturbi del neurosviluppo e gravi disturbi del comportamento, dimostra come la personalizzazione degli interventi, fondata su metodologie evidence-based e su un approccio integrato, possa generare risultati significativi sia per gli utenti sia per le famiglie e che l’innovazione nasce quando si uniscono competenze professionali, visione sociale e capacità di lavorare in rete con le istituzioni
di Luca Dal Pozzo, presidente Gruppo Cooperativo Solco Civitas
La cooperazione a Bologna ha origini antiche e, più volte nel corso della sua storia, ha affrontato la sfida di rinnovarsi, di compiere l’alchimia che genera innovazione dalla tradizione. A ogni generazione di cooperatori la questione si pone: trovare risposte nuove ai bisogni sociali che cambiano, rispettando i valori originari.
Credo che in questa prospettiva si ponga la partecipazione del Gruppo Cooperativo Solco Civitas al convegno internazionale “I sassi nello stagno”, tenutosi dal 16 al 18 settembre 2025 presso l’Ospedale Maggiore di Bologna e promosso dall’Ausl di Bologna. Un’occasione di cui siamo grati e che per noi ha rappresentato un’importante occasione di confronto e di crescita.
In questa cornice, abbiamo ottenuto l’attenzione di esperti internazionali nell’esperienza di condivisione di un nuovo modello di cura messo a punto in cooperativa. L’esperienza di Casa San Martino Talon, gestita da Solco Libertas, dimostra come la personalizzazione degli interventi, fondata su metodologie evidence-based e su un approccio integrato, possa generare risultati significativi sia per gli utenti sia per le famiglie. Ma dimostra anche un altro aspetto decisivo: l’innovazione nasce quando si uniscono competenze professionali, visione sociale e capacità di lavorare in rete con le istituzioni.
Condividere questa esperienza, che nasce in città, ci ha permesso di contribuire al dibattito sul futuro delle pratiche terapeutiche e riabilitative rivolte ai disturbi del neurosviluppo.
Bologna si conferma così un punto di riferimento, capace di coniugare ricerca scientifica, innovazione terapeutica e responsabilità sociale. È in questo contesto che la cooperazione sociale trova il proprio spazio naturale: come partner affidabile delle istituzioni sanitarie e come soggetto capace di trasformare i valori cooperativi in modelli concreti di cura, accoglienza e inclusione, riuscendo a rispondere a bisogni di cura emergenti in modo innovativo attraverso un rapporto solido e trasparente con il territorio e con le istituzioni per generare sviluppo sociale.
La cooperazione sociale, a Bologna, non è un attore marginale, ma un pilastro della comunità e il nostro impegno, come Gruppo Cooperativo Solco Civitas, è quello di riuscire a dare risposte attraverso modalità cooperative che coinvolgono istituzioni, famiglie, operatori che generano un bene comune per l’intera collettività.
