Amministrative 2027, cercasi terzo incomodo tra Destra e Sinistra

Le manovre in vista delle prossime elezioni comunali sono iniziate da tempo. Se centrosinistra e centrodestra sembrano già concentrati sulla sfida tra il sindaco Matteo Lepore e l’europarlamentare Stefano Cavedagna, la nebulosa di civici e centristi prova a mettere le basi per qualcosa di più strutturato. Appuntamento venerdì 24 ottobre a Palazzo Pepoli Campogrande

di Barbara Beghelli, giornalista


Donne candidate a sindaco di Bologna per le Comunali 2027? Non pervenute, almeno per ora. E chissà se nella super-democratica Bologna spunterà di qui a breve una sfidante civica o una politica di professione in corsa per la poltrona più ambita della città. È ancora presto, si dirà, in fondo manca un anno e mezzo al voto. Eppure la politica si muove veloce, e i giochi per le Comunali sono iniziati da tempo.

Cosa c’è sul tavolo dei papabili a oggi? Al di là del fatto che Potere al Popolo, Pci e Rifondazione Comunista molto probabilmente presenteranno come da tradizione loro candidate/i a sindaci due mesi prima del voto di primavera 2027, in pole position c’è ovviamente il sindaco Matteo Lepore. Eletto con il 61,9% dei voti nel 2021 e con l’obiettivo legittimo del secondo mandato, appoggiato ovviamente dalla coalizione di (centro)sinistra. Il progetto del tram da portare a termine entro 14 mesi e relativi ristori ai commercianti in difficoltà per via dei cantieri, la Torre da mettere in sicurezza (per sempre), la sistemazione della rete idrica e canali che scorrono sotto il manto stradale di Bologna, sono gli scogli che dovrà superare per tenere testa fuori dall’acqua e mantenere il controllo.

In gara per la destra c’è invece il Fratello d’Italia Stefano Cavedagna, secondo uomo in corsa, giovanissimo europarlamentare di FdI, poulain del capogruppo meloniano alla Camera Galeazzo Bignami, in campo da ormai da un anno. Segni particolari: dà costantemente addosso al sindaco di Bologna. Se nevica in agosto è colpa di Lepore, se si aprono le viscere di via Andrea Costa è colpa del sindaco, idem se gli antagonisti prendono a sassate la Questura: il sindaco doveva prevederlo. Colpa di Matteo, sempre e comunque. Della serie, speriamo che in campagna elettorale il giovane delfino cambi manfrina, sennò sai che noia.

Ma non finisce qui, ovviamente. Perché tra i civici di centrodestra regna lo scontento. In diversi pensavano che avrebbe partecipato alla corsa come prima cittadina Elena Ugolini, ex sfidante in Regione di Michele de Pascale, ma non sarà così. Magari sarà capolista dei civici in appoggio al candidato dei meloniani, chissà. Forza Italia e la Lega per ora non si pronunciano, ma ecco che fa capolino Alberto Forchielli, il terzo uomo. Imprenditore di successo, è fondatore di Mindful Capital Partners. Ha alzato la mano per autocandicandidarsi «nel caso non ci sia di meglio e per dare un po’ di fastidio a Matteo Lepore», come lui stesso ha dichiarato.

Tra la fantasia e l’ironia, ha sparato a zero come è nel suo stile, sul suo blog e su diversi quotidiani non più tardi di lunedì scorso, all’indomani del Congresso fondativo del nuovo partito “Ora”, realizzato insieme all’economista Michele Boldrin e che conterebbe già 15mila iscritti in tre regioni del Nord. Con una presenza importante in tv e sui media, dove sistematicamente interviene su economia e politica, ha dichiarato che «Bologna è male amministrata e serve una svolta». Figlio di un prof universitario e nipote del senatore di Giacomo Dal Monte Casoni, si dichiara di centro. Obiettivi? Rigenerare il patrimonio urbano, spostare i campus universitari in periferia per far rinascere il centro storico.

Cosa resta sullo scacchiere bolognese? L’ultima ipotesi, i civici moderati, uomini e donne capitanati dal consigliere regionale Marco Mastacchi. Si stanno organizzando da mesi, il primo appuntamento con sindaci e amministratori della Città metropolitana è stato a luglio a Villa Benni, il prossimo sarà il 24 ottobre a Palazzo Pepoli Campogrande. «È partito un percorso di consultazione e studio sulla Città metropolitana proprio per non escludere le province e stimolare la discussione tra gli attori in campo in previsione dell’appuntamento elettorale 2027», spiega il consigliere regionale.

E se tanto mi dà tanto, questo movimento civico non pare esattamente sulla stessa lunghezza d’onda di FdI né di un candidato deciso a tavolino da Roma. Un nuovo modo di far politica? Si vedrà. Sempre sperando avanzi almeno una candidatura femminile.


Un pensiero riguardo “Amministrative 2027, cercasi terzo incomodo tra Destra e Sinistra

  1. Sarebbe opportuno ritornare ad avere amministratori che lavorino per la Comunità e non manager promotori di un brand.

    A maggior ragione ora che, se ho ben capito, ci toglieranno i soldi delle tasse di soggiorno (quindi – mi chiedo- abbiamo svenduto e abbandonato gratuitamente le Città!?!).

    Il Sig. Forchielli, essendo un imprenditore e un manager non so quanto possa fare al caso nostro; gestire politicamente una Città.
    Il Sig. Cavedagna ( o la Sig.ra Castaldini, perché no?) darebbero l’opportunità anche alla sinistra bolognese di prendere un po’ d’aria; riposarsi e ripensarsi, ne abbiamo un gigantesco bisogno!!!

    Il più favorevole degli eventi sarebbe ovviamente che alle primarie della coalizione di centro sinistra vincesse una figura simile a quella della Sindaca di Firenze, Sara Funaro.

    Non eccessivo, ma un poco di tempo per preparare Bologna al prossimo mandato ne abbiamo!

    Avanti!
    S.

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