La prima uscita pubblica di Alberto Forchielli come candidato sindaco pecca di approssimazione e velleitarismo, senza rappresentare una vera sfida al centrosinistra. Bologna ha bisogno di confronto e anche di scontro, ma su analisi e proposte serie e credibili
di Aldo Balzanelli, condirettore cB
Dopo aver letto i resoconti della prima uscita pubblica del candidato sindaco Alberto Forchielli mi sento in dovere di lanciare un appello al centrodestra: per favore non fatevi abbagliare, cercate qualcuno che sia in grado davvero di contendere la città al centrosinistra, perché dal confronto e dalla competizione ne trarremmo vantaggio tutti, Lepore compreso.
Senza una efficace opposizione anche chi governa rischia di appiattirsi sul tran tran quotidiano, di guardarsi troppo l’ombelico, di pensare di far tutto bene anche quando non è così, di faticare ad aprirsi al nuovo, di mettersi continuamente in discussione.
Per troppi anni, dopo la parentesi di Giorgio Guazzaloca, il centrodestra, in città e in Regione, si è consegnato mani e piedi a candidature improbabili, spesso abborracciate in extremis. Col risultato che non c’è mai stata gara e le campagne elettorali evidentemente considerate, nonostante i proclami, perse in partenza, sono servite soltanto a favorire qualche “salto” verso prestigiose poltrone romane (Borgonzoni, Bernini…). Ora è spuntato Forchielli, economista e youtuber, che dopo aver lanciato un partito “estremista di centro”, è sicuro di ottenere l’appoggio del centrodestra per la corsa a Palazzo d’Accursio. E guarda un po’: per l’ennesima volta chi propugna la tesi “né di destra né di sinistra” alla fine finisce sempre per pendere a destra.
Comunque è giusto fargli i migliori auguri, anche se le prime uscite non sembrano proprio incoraggianti. Molto sicuro di sé, propone ricette apparentemente semplici e ragionevoli (non tutte), ma presentate con totale approssimazione. Il problema degli studenti? Un bel campus in periferia. Già, ma con che soldi dimentica di spiegarlo. La sicurezza? Basta far smettere ai vigili di fare le multe. Il turismo? «A Bologna non abbiamo hotel a cinque stelle». Chissà come sono contenti all’ex Baglioni… E per lo sviluppo della città «servono più grattacieli». Siamo proprio sicuri? E la «follia di un tram di 32 metri sotto le Due torri»? Peccato che il tram non ci passerà proprio sotto le torri. Legittimo mettere in discussione un progetto, ma bisognerebbe averlo almeno sfogliato. Che belli gli autobus elettrici. Ma ci sono già e si chiamano filobus. Non risulta però che l’attuale situazione del trasporto pubblico raccolga gli applausi dei più.
Insomma per ora quelle di Forchielli sono sembrate soprattutto parole in libertà. Simili a quelle affidate all’Huffington Post che hanno prospettato una strabiliante soluzione per difenderci da Putin: «Invece di spendere miliardi in difesa, compriamo quattro bombe dal Pakistan, gli diamo quattro soldi ed è fatta». Sembra un’imitazione dell’imitazione di Crozza. E induce il sospetto che il prossimo a candidarsi a sindaco sarà Red Ronnie.
A Bologna serve un candidato e un progetto realmente alternativo a quello del centrosinistra. L’anno che sta per arrivare segnerà il settantesimo anniversario della pubblicazione del Libro Bianco su Bologna di Giuseppe Dossetti. Un’analisi attenta della città e una sfida a chi l’amministrava, tanto che la sinistra, pur vincendo le elezioni, fu costretta ad appropriarsi di tante idee contenute in quelle pagine. D’accordo, Lepore non è Dozza, Schlein non è Togliatti e la Dc non esiste più. Ma Bologna meriterebbe una campagna elettorale all’altezza di quell’epoca.

Non capisco la sufficienza verso la candidatura Forchielli. Il nervosismo che traspare in una parte della sinistra è evidente nel difendere le scelte del Sindaco dalle critiche senza mai sposarne completamente le posizioni. Dalle scelte urbanistiche alla Garisenda non si vede una sinistra propositiva e arrembante, semmai una monotona difesa ex post di una città che si barcamena tra grandi enunciazioni e scarsi risultati. La grande forza della sinistra sta però nell’insipienza di una destra i cui uomini migliori preferiscono il potere romano. Aldo hai ragione a dire che la destra non costruisce un’alternativa, ma proprio per questo Forchielli ci sta e non sfigura. E anche la strategia ‘ma lui è peggio di me’ la dice lunga sull’entusiasmo della maggioranza.
Da elettore di destra sono invece totalmente d’accordo con l’articolo.
Forchielli non è una persona capace di amministrare una città, e con “amministrare” intendo proprio la gestione economica dei progetti e delle opere che ha proposto.
È grave parlare di turismo e non sapere che hai un hotel cinque stelle come il Baglioni, in pieno centro.
La costruzione di grattacieli, così come altre idee buttate sul tavolo come se fossero carichi da briscola, fanno parte di un modo di ragionare più da chi alza il bicchiere che da persona competente e con un’idea di città molto opaca.
Purtroppo a destra ci siamo abituati a questo brutto vizio di ribattere sempre che la controparte è peggio, ha fatto peggio; in questo modo non impariamo mai dagli errori e il voto continua a non volerci alla guida della città. Questa è la realtà.
Se continuiamo a ribattere con argomentazioni da 5 elementare e a presentare dei candidati imbarazzanti, poi non lamentiamoci se la partita viene vinta a tavolino.
È uno spietato classista dai modi goliardici, e non conosce etica e morale