Le casette dei libri e la funzione sociale della diffusione gratuita del pensiero

Sono ormai tante in città. Bologna è tra le prime in Italia ad avere un Patto per la lettura e contribuisce a sviluppare questo sistema di condivisione spontanea a vantaggio di chi oramai fatica ad acquistare prodotti editoriali. Bisogna abituare le persone a leggere, a sviluppare un senso critico, e il libro può avere questa funzione. Bisogna renderlo accessibile a tutti. Quando vedete una casetta dei libri, siate curiosi, fatele vostre, prendetevene cura, arricchitele e leggete, leggete per vivere

di Michela Marchioro, consigliera del Quartiere Santo Stefano


I libri con la loro forma, i titoli, le copertine, le parole, le illustrazioni, l’odore, i caratteri di stampa sono un mezzo spazio-temporale che ci accompagna in altri mondi, in altre case, in altre teste e in altri cuori, i libri infatti ci aiutano a entrare nelle storie della vita.

Avrete notato che da diversi mesi in giro per la nostra città vi è un proliferare di casette dei libri, piccole librerie, denominate book station o book crossing, a seconda del progetto e della loro funzione.
Ci sono casette volute da cittadini, da associazioni, da gruppi di amici. Cito qui la casetta di Amedays in Murri, quelle degli Equi-libristi e quelle del Nostro Navile, così come il Seminar libri di Coop Alleanza 3.0, ma tante e diffuse vanno da Savena a Bentivoglio. Le casette passano idealmente da parchi e canali, da condomìni, senza dimenticare i luoghi di cura, gli spazi di attesa, le piscine e diversi angoli della città.

La nostra città, tra le prime in Italia ad avere un Patto per la lettura, non manca di collaborare in questo senso e contribuisce alla diffusione delle casette negli spazi pubblici. Tra le varie esperienze di diffusione ricordo anche che ogni Natale, al quartiere Santo Stefano, prepariamo tanti libri regalo a sorpresa per i più piccoli.

Io, che sto tra i libri da sempre, ho sentito a un certo punto l’esigenza di inventarmi una casetta. Una casetta di libri gratis, in regalo, quando “commerciare” libri è da lungo tempo il mestiere della mia famiglia ed è anche il mio mestiere, perché?

Perché é un momento in cui il mercato editoriale si attesta sul negativo – siamo a un -8% rispetto al 2024 – e l’Italia è una nazione di pochi lettori rispetto ad altri paesi europei. Perché siamo uno Stato in cui non vi è una legge che finanzi, tuteli e rilanci la lettura e la filiera editoriale in modo continuativo e stabile, e si deve attendere il ministro di turno per avere fondi, al fine di arricchire e aggiornare il patrimonio delle biblioteche pubbliche.


Perché è un momento in cui una famiglia, come racconta la scrittrice Concita De Gregorio, fa fatica ad acquistare un libro da 16 euro per la propria figlia. Perché la spesa alimentare è aumentata del 25%, non ci sono più i soldi per le vacanze, e il ceto medio, oggetto di tanti studi e saggi, non è più medio, il suo potere d’acquisto si abbassa ogni giorno.

Si rischia quindi che la Lettura e lo Studio vengano relegati a beni di ultima importanza, per cui è più facile guardare la tv, un cellulare o un film su un dispositivo, piuttosto che acquistare e leggere un libro.

E qui le casette ci possono salvare. Sono presidi del territorio, sono offerta gratuita di libri alle persone che per passione leggono già o a chi curioso si vuole avvicinare, sono strumento democratico per consentire a più persone di leggere senza acquistare in libreria o recarsi in biblioteca. Un libro da prelevare durante una passeggiata, nell’attesa di una persona o mentre i bambini giocano al parco. Sedersi su una panchina e leggere anche solo poche righe per alleggerire la pesantezza della giornata e della vita, per estraniarsi da doveri e fatiche o anche per complicarsi la vita.

Leggere gratuitamente e scambiare, far circolare storie e il piacere della lettura. Portare non solo i libri che non vogliamo più e che affollano i ripiani dei mobili di casa, ma portare i libri che ci sono piaciuti di più, che ci hanno arricchito o fatto sognare. Far girare la ricchezza delle storie, la forza delle parole, l’intelligenza della scrittura. Bisogna abituare le persone a leggere, a sviluppare un senso critico, a porsi dei dubbi e degli interrogativi, a migliorarsi e crescere, e il libro può avere questa funzione e bisogna renderlo accessibile a tutti. Quindi non abbiate paura, quando vedete una casetta dei libri, siate curiosi, fatele vostre, prendetevene cura, arricchitele e leggete, leggete per vivere.


Un pensiero riguardo “Le casette dei libri e la funzione sociale della diffusione gratuita del pensiero

  1. Grazie Michela per questo articolo che considero prezioso: la lettura dei libri è la base di allenamento al pensiero complesso a cui sempre più persone sembrano voler rinunciare. Le casette dei libri incorporano anche lo spirito e l’etica del Dono; forse per questo mi fa sempre un gran male quando vengono vandalizzate.

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