L’autrice di Scandiano ha presentato pochi giorni fa, alla Casa della Conoscenza di Casalecchio, il suo quarto libro sul tema del rapporto unico che si instaura tra un cane e l’essere umano che decide di adottarlo
di Barbara Beghelli, giornalista
In principio fu il Nobel per l’etologia Konrad Lorenz con l’indimenticabile “E l’uomo incontrò il cane”. Di lì in poi, la narrativa “canina” è sempre più lievitata, fino a diventare un genere letterario. Cani come figli, come salvatori impegnati nella ricerca dei dispersi in caso di valanghe, terremoti, alluvioni, cani da compagnia, contro la depressione e la solitudine, perfino cani in ospedale per alleviare il dolore psichico. Dovremmo quindi ringraziarli, i cani; trattarli bene e invece non è cambiato molto, nel corso del tempo: i canili “scoppiano” perché continuano a essere abbandonati da gentaglia senza cuore che però si serve dei cani quando ne ha bisogno; per business come sappiamo tutti o, peggio, per hobby.
Di questo genere letterario fa parte anche l’ultimo scritto di Luisa Codeluppi, cittadina di Scandiano, che ha presentato alla Casa della Conoscenza di Casalecchio il suo quarto libro sul tema: “Elio, un amore ridicolo” (Ventura Edizioni). Narra di quanto la vita “a sei zampe” sia fonte di continuo amore, sorpresa e anche di sostegno alla malattia.

Ha conversato con lei l’assessora alla transizione ecologica, infrastrutture verdi e qualità urbana del comune di Casalecchio Barbara Negroni, che ha cosi commentato: «Il libro mi è molto piaciuto: scrittura fluida, divisa in capitoletti brevi e con belle immagini disegnate: ho deciso di presentarlo perché racconta bene il rapporto quotidiano con il proprio cane femmina o maschio che sia, che cresce di giorno in giorno e che diventa di mutuo aiuto attraverso l’affetto e l’amore tra madre o padre adottivo e animale, senza nascondere le difficoltà di gestione, che comunque ci sono, sia in casa che fuori, nei rapporti con gli altri».
Codeluppi, ammalatasi di diabete autoimmune dall’età di 13 anni, motivo per cui ha iniziato a scrivere libri di medicina narrativa, ieri era sul palco con Elio – bravissimo spinone – a presentare il suo quarto libro. Una laurea in filosofia, è insegnante di italiano alle scuole medie inferiori. Nel testo racconta la sua vita con Elio, adottato a Firenze otto anni fa. L’incontro con la creatura quattrozampe ha rappresentato per Luisa un’epifania. Un cambiamento nel modo di vedere le cose, l’inizio di un’affettività profonda e nuova. Luisa racconta di Elio attraverso riflessioni brevi, brani riflessivi, dialoghi e testi curiosi. Descrive la bestiola e ciò che gli gira intorno: persone, idee, situazioni, mondi paralleli a quelli di chi i cani non li ha e quindi non capisce.
Le persone che amano e adottano i quattro zampe, impegno serissimo e pieno di responsabilità, si riconosceranno in ciò che in questo libro si racconta, ne coglieranno le sfumature di tenerezza e di divertimento, si rispecchieranno in atteggiamenti generalmente tenuti nascosti per pudore. E, in fondo, perché poi bisogna vergognarsi di un amore così totalizzante, gioioso, fedele e per tutta la vita? Averne.
«Gli altri – ha ipotizzato Codeluppi – la fetta di persone che tiene i cani a distanza, probabilmente lo troverà ridicolo. Ma per chi ha adottato è e sarà sempre questo l’amore più grande del mondo».
In conclusione, le storie di animali, cani in particolare, appassionano sempre di più il lettore, affascinano i bambini ma anche gli adulti, forse anche perché non finiamo mai di conoscerli e di imparare da loro. Mi verrebbe da dire che spesso sono meglio degli umani, ma in verità si completano. È un rapporto a due molto intenso, un legame profondo, una famiglia, che naturalmente comprende tutte le complesse forme di intesa, obbedienza, nevrosi, fedeltà che si stabiliscono nel corso della vita. E che pone i problemi umani, molto spesso vacui, attraverso una nuova luce.
Non è la prima volta che il Cantiere mi regala gentilmente lo spazio per parlare dei cani e della loro importanza nella nostra vita, idem della tutela degli animali, e per questo ringrazio. Propongo pezzi su queste tematiche perché ritengo che siano sempre da tutelare/valorizzare e perché rendano indubbiamente il mondo migliore di quel poco che è.
