Chi possedesse un minimo di memoria storica, commentando le parole affidate da Michele de Pascale al “Corriere della Sera”, non potrebbe non convenire che una delle peculiarità del Pd, fin dalla sua nascita, è sempre stata quella di premiare e promuovere il pensiero debole, pur mantenendosi sempre a debita distanza dalle raffinatezze intellettuali di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti. Estinte le ideologie, stecchiti i pensieri, restano solo frammenti sparsi e confusi da aggregare e disgregare tra loro alla bisogna, secondo l’utilità del momento
di Pier Francesco Di Biase, caporedattore cB
Che il morbo osceno e autoritario della destra conservatrice fosse ormai endemico praticamente ovunque nel mondo, già si sapeva. Che avrebbe avuto la capacità di permeare così facilmente il pensiero autodefinitosi “progressista”, ferma restando la flebile costituzione che lo contraddistingue di questi tempi, era obiettivamente materia da virologi del pensiero – giacché la filosofia, purtroppo, l’è morta da tempo.
Che tra i primi a infettarsi ci fosse il presidente della Regione storicamente più “rossa” d’Italia, invece, lascia semplicemente basiti e tempestati di domande senza possibilità di risposta. O almeno è così che mi piace immaginare gli alleati di Avs, M5S e Liste Civiche, dirigenti ed eletti, mentre guardandosi attorno con sguardo stranito, dopo aver letto della disponibilità del pres a ragionare dell’apertura di un Centro per Rimpatri in Emilia-Romagna, si chiedono a vicenda: «Ma l’ha detto davvero?».
Certo chi possedesse un minimo di memoria storica, commentando le parole affidate da Michele de Pascale al “Corriere della Sera” (qui), non potrebbe non convenire che una delle peculiarità del Pd, fin dalla sua nascita, è sempre stata quella di premiare e promuovere il pensiero debole, pur mantenendosi sempre a debita distanza dalle raffinatezze intellettuali di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti. Estinte le ideologie, stecchiti i pensieri, restano solo frammenti sparsi e confusi da aggregare e disgregare tra loro alla bisogna, secondo l’utilità del momento. Dunque, a pensarci meglio, di che stupirsi?
Per fortuna nostra, non esistono soltanto i democratici. Oltre agli alleati di coalizione, infatti, Arci, Cgil e tante altre sigle del nostro territorio hanno risposto sdegnate all’apertura di de Pascale, suggerendoci che la politica alta, oggi come oggi, ha più spesso casa nelle associazioni che nei partiti. Così come altrettanto fortunatamente il Comune di Bologna, già sotto assedio da parte del governo, non si è lasciato abbattere dal tradimento fraterno e, per bocca dell’assessora alla Sicurezza Matilde Madrid, ha già respinto la pessima idea: «Di Cpr ce ne sono già moltissimi in Italia, e ci sono centinaia di posti vuoti, quindi bisognerebbe preoccuparsi di altro anziché aprirne di nuovi, anche in regione. Il tema è piuttosto far funzionare le procedure, senza dimenticare che parliamo di luoghi dove la questione dei diritti è assente».
Già, i diritti. Quella cosa che la Destra nega e che la Sinistra invece deve – o dovrebbe – difendere e, possibilmente, ampliare. A patto che ci creda davvero.
Cosa sarà di quest’incubo chiamato Cpr, per il momento, non ci è dato sapere. Quello che possiamo dare quasi per certo invece, conoscendo i nostri polli e al contrario di quanto voglia farci credere la neofuoriuscita europarlamentare Elisabetta Gualmini (qui), è che in quanto partito di potere, e vista la composizione sostanzialmente obbligata della coalizione di centrosinistra, più si avvicineranno le scadenze elettorali di ogni ordine e grado e più il Partito democratico, in tutto o in parte, si sposterà su posizioni utili a rassicurare quella porzione di cittadinanza e di elettorato maggiormente influenzati dal discorso pubblico conservatore, appioppando agli alleati l’ingrato compito di difendere le idee. E lasciando lentamente morire quella coerenza tra pensieri, valori e azioni, che è il sale della buona politica, per poter vivere anche solo un giorno in più.
Deo gratias la Democrazia, finché c’è, consente a tutti noi di bilanciare col voto ciò che ci sembra tremendamente ingiusto, senza la necessità di volgere per forza lo sguardo altrove o, peggio, ritirarsi in casa. Perciò, il mio facile consiglio è quello di fare i vostri conti. Esattamente come li faranno i dem.

Buongiorno,
E non è , quest’ultima , l’unica esternazione borderline del presidente. E se le dichiarazioni pubbliche rispecchiano fedelmente il pensiero personale e politico del presidente, anche quell’affermazione sul fatto che in Emilia Romagna non si possano più curare o prendere in carico pazienti , cittadini,provenienti da altre regioni , è stata grave nel modo in cui è stata espressa e nel contenuto di quella clinica esternazione.
Quando poi a fronte di un sistema sanitario nazionale ci siamo anche recentemente battuti nel partito e nelle associazioni citate nell’articolo contro l’autonomia differenza. Sanità in primis.
Non condivido la bocciatura a priori della apertura di De Pascale sul problema dei CPR. Se si ha una idea del marasma incontrollato in cui vivono centinaia di uomini e donne- e minorenni- privi di assistenza legale, sanitaria, psicologica, si dovrebbe ammettere che chi ha una possibilità di intervenire per migliorare la gestione attuale, non può voltare le spalle. Almeno ascoltare le proposte!
Ascoltiamo le proposte. Difficile, ma meglio che tirarsi indietro.
Sempre più giù e gratteranno il fondo..