Sicurezza va cercando, Tafazzi permettendo

ll governatore de Pascale è pronto a confrontarsi con il governo su questo tema. Levata di scudi a sinistra, Pd compreso: «Inaudito. Vuole impedirci di perdere ancora».Uno striscione a Palazzo d’Accursio: «Abbasso i ravennati». Mentre i cheerleader della Albanese, le sfogline della Festa dell’Unità, le giocatrici di burraco di via Andreini marciano su viale Moro per rapire l’eretico e rinchiuderlo in un Cpr. Ma a Brindisi. Gongola la destra, aspettando altri voti

di Achille Scalabrin, giornalista


A confronto, la svolta della Bolognina impallidisce. E non può che essere così dopo le parole di Michele de Pascale, presidente dell’Emilia-Romagna. Cosa ha detto il temerario nonché improvvido? Che la sicurezza è un problema serio anche per la sinistra e che per trovare una qualche soluzione è disposto a sedersi a un tavolo con il governo della destra securitaria (pur consapevole di trovarsi davanti Hulk Piantedosi). Può servire aprire in regione un Cpr, che vuol dire un centro di permanenza per il rimpatrio di immigrati irregolari che con i loro comportamenti hanno messo a repentaglio proprio la sicurezza? Lui – uno degli ultimi eredi del pragmatismo rosso emiliano – risponde: parliamone, perché così le cose non vanno. Poi, facendosi anche provocatore: «Si vuole affrontare il problema o mantenere lo status quo? Per me è inaccettabile mantenerlo».

Ma come? Il Pd, con i suoi alleati, ha impiegato anni per far sì che la sicurezza diventasse uno slogan vincente della destra. Ce l’ha messa tutta, nonostante i Cie, antesignani dei Cpr, fossero firmati Turco-Napolitano, nonostante Minniti, un altro che, a modo suo, si era messo in testa di dare una regolata agli sbarchi irregolari. E adesso de Pascale che fa? Mina alle radici la comfort zone chiamata opposizione, vuole mettere in discussione la tafazziana vocazione alla sconfitta della sinistra? Vuole parlare concretamente di sicurezza, tentare di dare delle certezze ai cittadini, anche a quelli che non vanno alle urne? Trattasi di un’eresia che un tempo sarebbe stata bollata come opera di transfuga. Si rivoltano Avs, M5S, e perfino il Pd di casa a Palazzo d’Accursio? È il minimo che potesse accadere al “governatore”. Togliere di bocca il gusto della sconfitta, non si fa. Meglio lasciare che la polizia metta in mano un foglio di via a qualche immigrato violento, e aspettare poi soltanto che questi commetta un reato ancora più grave standosene comodamente sempre in Italia. Accoglienti e inconcludenti, queste le parole d’ordine. 

Con il “nemico” non si tratta. O meglio, gli si chiede di fare qualcosa. Ma guardandosi bene dal sottoporgli proposte concrete (per i Cpr come per tutto ciò che riguarda la sempre più precaria sicurezza) che sfuggano alla logica repressiva del medesimo, che tentino di governare con civiltà l’inarrestabile fenomeno migratorio. Adesso de Pascale vuole invertire il meccanismo suicida? I tafazziani sono pronti a marciare sul Palazzo della Regione come fosse quello d’Inverno al grido di “Fenomeno!”, che a Bologna vuol dire ben altro. Anche gli organizzatori della pesca di beneficenza “Voti alla destra”, fiore all’occhiello dell’Avis di sinistra, sono insorti perché temono finisca. Chi ha applaudito l’elezione del pasionario Soumahoro, ora in transito verso Vannacci, non si capacita. E i cheerleader pronti ad applaudire l’elezione della pasionaria Albanese, in perpetuo transito verso il suo ego, stanno raccogliendo cassette al mercato ortofrutticolo per fare barricate. In piazza Maggiore, un umarel che da anni guarda con tristezza il cantiere infinito della sinistra ha rischiato il linciaggio per aver votato de Pascale. Un biasanot, che una vita fa ha votato l’Ulivo, in via dell’Inferno si è lasciato scappare «sinistra è sicurezza», e per questo un gruppetto di giovani con sembianze di sinistra lo ha accusato di essere una SS perché entrambe le parole iniziano con quella lettera. I centri sociali hanno ordinato un nuovo carico di bombolette spray, ma le hanno messe in conto all’Anpi. Alla Bolognina c’è chi vorrebbe rispristinare la sezione Pci per processare lì il governatore. La Cgil ha messo a disposizione la propria sede, a patto che il Pd dia una caparra. Alla mostra su Zangheri in Salaborsa hanno cancellato nottetempo la parola riformismo. Sulla facciata di Palazzo d’Accursio mani ignote dei soliti noti hanno esposto uno striscione: “Abbasso i ravennati”.

Gran brutto clima, ma corre voce che sarà anche peggio. Le sfogline della Festa dell’Unità, i dog sitter iscritti all’Arci, le giocatrici di burraco di via Andreini, le insegnanti delle materne aderenti alla Flc, i due tassisti che non votano Lega e FdI sono pronti a marciare su viale Aldo Moro per sequestrare de Pascale e rinchiuderlo in un Cpr a Brindisi. Elly Schlein manderà la copia pirata del video in cui urla «andiamo a vincere», lo stesso che usa per impaurire la Meloni.

Mentre Bignami & Co., Borgonzoni and Friends, davanti a tanta legalità parolaia made in left, stanno già prenotando le bottiglie di champagne per le prossime elezioni, il Crav (Comitato regionale astenuti dal voto) prepara una lettera per il presidente dell’Emilia-Romagna. Sembra che inizi così: «Caro de Pascale, apprezziamo molto i suoi sforzi per far sì, in nome del riformismo di sinistra, che noi troviamo almeno un motivo per tornare alle urne. Riteniamo tuttavia che l’unità della sinistra sia un bene irrinunciabile, soprattutto quando imperniato sulla sconfitta elettorale. La preghiamo pertanto, pur con dispiacere, di desistere per non deludere la sua parte politica, che in caso di vittoria si mostrerebbe oltremodo divisa. Glielo chiediamo anche a nome dei tanti cittadini che in questi giorni si stanno iscrivendo al nostro comitato. Non si preoccupi per noi, per il giorno delle elezioni organizzeremo un barbecue day. Hasta la victoria nunca!».


2 pensieri riguardo “Sicurezza va cercando, Tafazzi permettendo

  1. Grazie!
    Un bellissimo articolo, pienamente sottoscrivibile.

    I fenomeni ( nel senso di eventi: immigrazione e sicurezza oppure turismo e diritto alla Città etc.) devono essere governati, possibilmente da chi ha una base ideologica egualitaria, modi di fare più affabili e una forza predittiva basata sui processi storico-sociali attuali.
    Bene che le soluzioni vengano finalmente proposte anche da un moderato perché lasciando gli argomenti incontrollati – visto il periodo storico e sociale- si lascia campo aperto ai prossimi a venire, che oggi ci parlano con neologismi come remigrazione.

    S.

  2. La sicurezza è un problema che colpisce tutti, ma principalmente i più deboli. De Pascale fa il proprio dovere con la coscienza di essere uomo di governoi che si assume responsabilità. Ciò andrebbe spiegato a chi continua a vellicare i centri sociali, blandire i collettivi e creare un clima fertile per la protesta violenta. La guerriglia in via Marconi dovrebbe far meditare tutti. La sinistra non può cedere al movimentismo , ma dovrebbe recuperare l’orgoglio delle istituzioni repubblicane. Oggi che Zangheri viene ricordato andrebbe rivista la puntata di Proibito di Enzo Biagi del 25/7/1977.
    https://www.raiplay.it/video/2016/10/Puntata-del-25071977-522f5dc1-12b3-4d89-9087-d80f63d5bde9.html?wt_mc=2.www.cpy.raiplay_vid_Proibito-EnzoBiagi.

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