La conclusione dell’ultimo ciclo del Muec, con la consegna degli attestati, è un momento di riflessione collettiva sul valore della formazione a Bologna e in Emilia-Romagna, sostenuta da Confcooperative e dalle altre centrali del settore, che è una componente strutturale dell’economia e della società regionale. È il modo con cui si preparano nuove generazioni di dirigenti e professionisti in grado di tenere insieme competitività, partecipazione e responsabilità sociale
di Daniele Ravaglia, vicepresidente Confcooperative Terre d’Emilia
Bologna non è soltanto una città universitaria di prestigio internazionale, la più antica al mondo. È, da sempre, uno dei cuori pulsanti della cooperazione italiana. Qui il tessuto produttivo, sociale e creditizio ha costruito nel tempo un modello originale di sviluppo, capace di coniugare impresa, mutualità, coesione sociale e innovazione. È in questo contesto che il Master universitario in Economia della Cooperazione (Muec) dell’Università di Bologna trova la sua collocazione più naturale e, allo stesso tempo, più strategica.
La conclusione dell’ultimo ciclo del Master, con la cerimonia di consegna degli attestati, non rappresenta solo un traguardo per i nuovi diplomati, ma un momento di riflessione collettiva sul valore della formazione cooperativa per il nostro territorio. Un valore che, a Bologna e in Emilia-Romagna, assume un significato particolare: qui la cooperazione non è una nicchia, ma una componente strutturale dell’economia e della società.
Il Muec, attivo ininterrottamente dall’anno accademico 2002/2003 sotto la direzione del professor Flavio Delbono, è una delle esperienze formative più longeve e autorevoli in Italia nel campo dell’economia cooperativa. In oltre vent’anni ha formato dirigenti, quadri, funzionari, professionisti e nuovi imprenditori cooperativi, contribuendo in modo concreto alla costruzione di una classe dirigente capace di affrontare le sfide contemporanee del movimento cooperativo. Da sempre, la cultura cooperativa è stata trasmessa per via informale, senza una vera e propria codificazione accademica; il Master colma questa lacuna, trasferendo competenze avanzate e al contempo direttamente spendibili. E la forza sua sta proprio nel suo radicamento nel mondo cooperativo.
Da questo punto di vista, Bologna offre un ecosistema unico: cooperative di produzione e lavoro, cooperative sociali, grandi gruppi cooperativi, il credito cooperativo, reti associative solide e una tradizione culturale che riconosce nella cooperazione un motore di sviluppo sostenibile. Qui la teoria incontra quotidianamente la pratica, e la formazione accademica dialoga con l’esperienza concreta delle imprese cooperative. A questa edizione hanno partecipato Sergio Princivalle di Emil Banca, Luca Lasciarrea e Domizio Saquella della cooperativa sociale Le Ali, Antonio Di Feo di Solidarietà Familiare ed Emanuela Palma di Cim.
Da vicepresidente di Confcooperative Terre d’Emilia, nei giorni scorsi ho avuto il piacere di partecipare alla cerimonia finale e desidero rivolgere un sincero plauso a tutte e tutti coloro che hanno completato questo percorso di eccellenza. L’impegno delle cooperatrici e delle cooperatrici testimonia quanto la formazione sia ormai riconosciuta come leva strategica anche all’interno delle nostre imprese, che tutti gli anni scelgono di investire su persone in ruoli chiave e di responsabilità per accedere a tali competenze. Per esperienza personale, maturata in tanti anni da direttore generale di Emil Banca, so che quanto appreso al Master ha poi un effetto diffusivo in azienda, trasmettendosi ai colleghi, ai collaboratori e ai team (il cosiddetto “effetto cascata”). Si trasferisce così cultura cooperativa, così centrale per l’identità profonda di Bologna, non solo per la sua economia.
Un ringraziamento speciale quindi vorrei cogliere l’occasione per riportare al professor Delbono per la qualità, la continuità e la visione con cui ha guidato il Master. Il Muec non è soltanto un corso universitario: è un presidio culturale e d’impresa, capace di tenere insieme mondo accademico e mondo cooperativo, riflessione teorica e bisogni concreti delle aziende e dei territori.
In un panorama nazionale in cui le esperienze formative strutturate sull’economia cooperativa sono poche, il Master dell’Università di Bologna rappresenta un punto di riferimento. Il sostegno di Confcooperative e delle altre centrali della cooperazione, ma ancora più l’adesione delle cooperative conferma una consapevolezza condivisa: la formazione crea il futuro della cooperazione. Tanto più importanti saranno queste competenze se, come auspichiamo, crescerà nei prossimi anni il bacino dell’economia sociale (che a Bologna impiega un lavoratore su 5), promossa a partire dall’Action Plan europeo, ma che oggi ha trovato un inquadramento di legge a livello nazionale e un Piano metropolitano, al quale abbiamo avuto occasione di contribuire direttamente.
Investire su questo Master, e farlo a Bologna, significa investire sulla capacità del nostro territorio di rinnovare la propria identità cooperativa, di attrarre competenze, di preparare nuove generazioni di dirigenti e professionisti in grado di tenere insieme competitività, partecipazione e responsabilità sociale. È un’occasione fondamentale che dobbiamo continuare a valorizzare e rafforzare.
